domenica 27 ottobre 2013

INAUGURATO IL CORSO DEL FORMED CASERTA

APERTO UFFICIALMENTE IL CORSO DI SCIENZE  CRIMINALISTICHE

DEL FORMED DI CASERTA


Il Prof. Alessandro Meluzzi  ha tenuto  una lezione ex cathedra sul tema della Follia  ed ha  presentato il suo libro “Follie” Storie di Delitti e Castighi”. Sono intervenuti   il Prof. Gian Paolo Califano,  il  Prof. Giuliano Balbi, l’Avv. Tiziana Barrella. Ha moderato il dibattito  l’Avv. Raffaele Gaetano Crisileo



   
     Caserta ( di Ferdinando Terlizzi ) La Facoltà di Giurisprudenza SUN di Santa Maria Capua Vetere,  è stata il palcoscenico di un importante evento formativo che ha aperto ufficialmente il corso in scienze criminalistiche e criminologiche promosse dal Formed di Caserta di cui è Preside la Prof.ssa Vittoria Ponzetta  e dalla SUN  e la cui direzione scientifica ed il cui coordinamento sono stati affidati al Prof. Giuliano Balbi ed all’ Avv. Tiziana Barrella.  Il Prof. Alessandro Meluzzi, noto psichiatra, e docente nel corso, ha presentando il suo  libro “Follie, storie di delitti e castighi”, argomentando sul delicato tema e cercando di far luce su tutti quegli aspetti che possono esser sottesi a fenomeni criminali della più diversificata natura.
     Attraverso la disamina di single case, tutti riconducibili a celebri casi di cronaca che hanno riempito le pagine dei media negli ultimi anni, Il Prof. Meluzzi ha offerto ricchi spunti di riflessione rispetto alle più differenziate tematiche. La follia infatti è espressione non solo di un’accertata patologia, ma talvolta altre concause divengono complici di un gesto che nella comune accezione viene considerato folle. Non sempre i gesti più efferati e cruenti sono riconducibili ad un’infanzia traumatica o a probabili abusi a sua volta vissuti dall’abusante. ”La mente può esprimere improvvisi blackout, in cui senza  che ci sia una patologia psicotica pregressa, un eventuale disturbo post-traumatico può “far saltare i circuiti della coscienza ed i bulloni della ragione”. La sindrome post-traumatica da stress innesca in alcuni soggetti, uno stato di disorientamento che può portare un soggetto, fino a quel momento, perfettamente normale a gesti inconsulti  ed a comportamenti apparentemente incomprensibili e senza logica”.
     Volendo sostenere tale assunto con un esempio tipico di follia metropolitana e facilmente verificabile da tutti basti pensare che “Alcuni comportamenti assumono una sproporzione assolutamente sbilanciata rispetto all’azione scatenante, è ciò che è avvenuto ad esempio a Milano quando, a causa di uno specchietto retrovisore incrinato un cinquantenne, ha aperto con un cric la testa a due giovanissimi, dopo una breve quanto banale, alterco stradale”. L’auto è simbolicamente percepita come una parte di sé. Ci si trascorre dentro, tra code ed ingorghi, gran parte della vita. Ciò l’ha resa nella realtà sempre più accessoriata ed accogliente, ma è anche divenuta per tanti motivi, una sorta di feticcio intoccabile. Danneggiare un auto è per qualcuno un po’ come sfregiare un volto o per meglio dire essere sfregiati . All’interno dell’abitacolo della propria auto, il mondo ci appare estraneo ed un ingresso nella propria sfera d’azione, delle volte ci appare cosi’ invasiva che può far esplodere,come nel caso di Milano una rabbia generante da personali frustrazioni ed insoddisfazioni. A tutti sarà capitato di essere violentemente insultati dal finestrino da qualcuno che a torto o ragione riteneva di aver subito uno sgarbo.
     Bene, tutti possono fare un esperimento, e verificare quanto sia disarmante per l’eventuale energumeno stradale,  chiedere pazientemente scusa assumendovi con mitezza la responsabilità dell’accaduto”. L’interessante giornata di studio si è susseguita attraverso la disamina di moltissimi casi e molte sono state le sollecitazione proposte al celebre ospite al fine di definire la follia.  L’Avv. Tiziana Barrella, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Giuridico Italiano, presentando il libro ed analizzando la serie di casi proposti, ha chiesto se la follia potesse in qualche modo essere una forma deviata dell’amore. Nel libro infatti, continua l’Avv. Barrella, in molti  dei casi presi in considerazione, sembrerebbe che ci sia  quasi un denominatore comune sebbene va da se, che ogni single case ha elementi di assoluta unicità rispetto agli altri.
      Il KamiKaze che si fa esplodere sulla folla, superando anche il suo naturale istinto di sopravvivenza,giustifica tale comportamento omicida in virtù del suo amore per la patria o per il suo credo. Similmente, la madre depressa e frustrata che prima di organizzare il suo suicidio,uccide i suoi bambini per non lasciarli da soli in questo mondo crudele ,è mossa da una forma di amore deviato e malsano. Anche un partner abbandonato dalla sua donna ed alla quale  è legato da una forma di dipendenza affettiva,in casi estremi si è  visto che, una forma deviata dell’amore, ha condotto ai tristi casi di cronaca che noi tutti conosciamo.
     Senz’altro, ribadisce il Prof. Meluzzi, il parallelismo tra  la follia e l’amore ,l’uno come forma deviata dell’altro è un ‘osservazione calzante ed a ben vedere,in molti casi questo binomio alleggerirebbe la mente o l’eventuale senso di colpa del soggetto compiente atti lesivi di varia natura. Ovviamente,niente di più vero è che ciò non rappresenti  una scriminante rispetto ad efferati crimini. Nella mente di un folle o presunto tale c’è sempre una logica sottesa all’azione,sebbene non condivisibile.
     L’ Avv. Barrella  chiede ancora al Professore di parlare del caso della  la 29enne inglese Sandie Craddock,  che  a causa dello squilibrio ormonale legato alla sindrome pre-mestruale,  ha ucciso a coltellate un suo collega di lavoro. Il Giudice, in tal caso identifi a motivazione dell’aggressione, lo squilibrio psico-emozionale che una donna ha prima del ciclo mestruale e decise pertanto, di derubricare l’accusa da omicidio volontario a omicidio colposo. Molti altri interventi sono provenuti dal pubblico presente in sala, e nel corso dei lavori significativi sono i momenti di riflessione suggeriti al fine di meglio comprendere il fenomeno criminale.



    

Nessun commento:

Posta un commento