sabato 23 novembre 2013

L'ON. NICOLA COSENTINO PER LA PRIMA VOLTA DA LIBERO AL PROCESSO IL PRINCIPE E LA SCHEDA BALLERINA

Udienza del processo 

il Principe e la (scheda) ballerina



ASPRI CONTRASTI TRA ACCUSA E DIFESA SULLE  DICHIARAZIONI DEL COLLABORATORE LUCARIELLO SU ALCUNI EPISODI RIGUARDANTI LA CENTRALE ELETRICA DI SPARANISE E IL RUOLO DELL’ON. CASENTINO   PER LA COSTRUZIONE DEL CENTRO COMMERCIALE IL PRINCIPE
PROSSIMA  UDIENZA DI SCENA IL PENTITO ROBERTO VERGAS

  di  Ferdinando Terlizzi

Caserta – Ha fatto il suo ingresso, da uomo libero, in questo processo l’on. Nicola Cosentino,  per la prima volta, da quando fu tratto in arresto.  Contro di lui l’accusa sostiene che si adoperò per pilotare le finanze per la costruzione di un centro commerciale in località “Principe” a Casal di Principe, con lo scopo di favorire, poi, ditte vicine alla camorra.  Questo è il troncone del processo che vede alla sbarra 21 imputati ( tutti coloro i quali non hanno scelto la via del processo abbreviato già conclusosi con pesantissime condanne ) e coinvolge anche protagonisti delle elezioni comunali ( la scheda elettorale ballerina ) portate avanti con promesse di posti di lavoro e con brogli elettorali.

Contro Nicola Cosentino, difeso dagli avvocati Stefano Montone e Agostino De Caro si è costituito parte civile la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero dell’Interno. L’accusa è sostenuta dal pubblico ministero della DdA Dr. Antonello Ardituro.
Di scena – nella udienza di ieri – innanzi alla prima sezione del tribunale (Presidente Orazio Rossi ) il collaboratore di giustizia Orlando Lucariello dal carcere di massima sicurezza di Parma, accusato di reato connesso e quindi testimone assistito dall’avv. Giovanna Romano del Foro di Nola.
In apertura il collaboratore – come da prassi – ha ricostruito il suo “spessore” criminale, la sua partecipazione ai delitti ( è accusato di omicidio ed è
stato condannato con la sentenza Spartacus)  la sua militanza al clan dei casalesi fazione Schiavone  introdotto nel “gotha” della camorra dal “padrino” Giuseppe Russo, tra l’altro imparentato con Nicola Cosentino ( Mario Cosentino ha sposato una sorella del padrino).
“Uscito dal carcere di Carinola – ha detto Lucariello – fui nominato capo zona per il tenimento di Aversa, Succivo e Orta di Atella. Noi facevamo eleggere i sindaci e tutti ci dovevano ubbidire. Oltre gli appalti ci interessammo anche della raccolta dei rifiuti e delle relative gare di appalto con la costituzione di ConsorziO e con la connivenza dei sindaci (  Andrea Moretti,  Andrea  Lettieri,  Angelo Brancaccio ) e di nostri affiliati ( Stefano Di Ronza, Salvatore Munno, Raffaele Letizia, Giuseppe Diana, Giuseppe Di Caterina, Enrico Martinelli, Sebastiano Panaro, Sebastiano Corvino, Domenico Feliciello, Antimo Perreca  ) tutto era coordinato però da Giuseppe Russo molto vicino a Sandokan”.
Ha narrato di un episodio accaduto durante un processo allorquando Enrico Martinelli gli riferì che il prossimo sindaco di S. Cipriano sarebbe stato il suo  omonimo e cugino.
“A Nicola Cosentino – ha precisato il Lucariello – non l’ho mai conosciuto o incontrato. Posso dire che Peppe Russo ci diceva di appoggiarlo perché era “cosa-nostra”.

In definitiva Lucariello ha riferito per la massima parte su fatti che non sono contestati.  Su specifica domanda della pubblica accusa il collaboratore ha parlato di Mario Cosentino e del presunto interessamento dell’On. Nicola per i lavori della centrale elettrica di Sparanise ( Sorgenia) affidati al fratello di Russo e a suo fratello.
Su questo punto,  in sede di controesame,  vi è stato un violentissimo scontro tra Montone e Ardituro. La difesa ha contestato al Lucariello di aver riferito circostanze al di fuori del periodo utile per il suo pentimento, e che sia stato pilotato leggendo appunti precostituiti ( domanda del pm: “Che cosa sa di Nicola Cosentino?” )  di aver travisato fatti e circostanze, di diversità,  tra quanto reso in udienza e quanto invece risulta dai verbali trascrittivi ( costellati di omissis  e suggerimento del nome Michele riferito ad Orsi da parte del poliziotto presente all’interrogatorio). 

Dopo alcune domande degli avvocati Giuseppe Stellato e Agostino De Caro l’udienza è stata aggiornata e nel corso della prossima sessione sarà ascoltato il pentito Roberto Vargas. 

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