martedì 12 novembre 2013

MINACCE AL GIORNALISTA DELL'ESPRESSO DA PARTE DEL CLAN DEI CASALESI

Il Fatto: minacce al cronista dell’Espresso Lirio Abbate da parte di esponenti della criminalità organizzata che opera nella Capitale vicini alla camorra e al clan dei casalesi. La solidarietà della redazione dell’Espresso, di Pietro Grasso e dell'Ordine dei giornalisti di Sicilia.



Roma, 12 novembre 2013. Il giornalista dell'Espresso Lirio Abbate sarebbe oggetto di minacce da parte di esponenti della criminalità organizzata che opera nella Capitale vicini alla camorra e al clan dei casalesi. Ne parla oggi il Fatto quotidiano, citando le dichiarazioni di un anonimo e le indagini in corso da parte della Squadra mobile di Roma. "Lirio Abbate deve stare attento a Riccardino l'albanese, uno dal quale dipende gente che spara", la frase riferita da un anonimo sul cronista, che è già da anni sotto scorta per le minacce della mafia. "La segnalazione risale all'estate scorsa - scrive il quotidiano - ma emerge solo ora perché Riccardino, all'anagrafe Arben Zogu, 40 anni, il 29 ottobre è stato arrestato insieme a Mario Iovine e ad altre 12 persone legate al clan dei casalesi". Arresti legati a un inchiesta condotta dalla Dda di Napoli con il Gico della Guardia di Finanza di Roma e relativa a un sodalizio tra criminalità campana e albanese per il controllo delle slot machine ad Acila e Ostia. Nate in questo ambiente, le minacce contro Abbate sono da collegarsi all'inchiesta giornalistica da lui firmata e pubblicata su L'Espresso nel dicembre 2012 dal titolo "I quattro re di Roma", con "una mappa aggiornata - ricorda oggi Il Fatto - con nomi, cognomi e sfere di influenza sul crimine romano, puntando il faro su personaggi pesanti ma a piede libero". (Ansa)

GIORNALISTI. L'ESPRESSO: SOLIDARIETÀ A LIRIO ABBATE DOPO NUOVE MINACCE DI MORTE = Roma, 12 novembre 2013. Dalla direzione e della redazione dell'Espresso arrivano la «piena solidarietà» al giornalista Lirio Abbate dopo le nuove minacce di morte. «Da sei anni l'inviato dell'Espresso Lirio Abbate -si legge nella nota- vive sotto scorta. Nell'estate del 2007, infatti, fu sventato un attentato davanti alla sua casa di Palermo che gli investigatori misero in relazione alle sue inchieste e a un suo libro sui rapporti tra mafia e politica. Nel luglio scorso, a seguito di un'inchiesta di copertina sulla malavita a Roma e sugli intrecci tra questa e i mondi della politica e degli affari, Abbate ha ricevuto nuove minacce di morte. È la dimostrazione che quando si fa informazione accurata e coraggiosa, soprattutto sui rapporti perversi tra politica e criminalità, si rischia molto ma si colpisce il cuore dei veri poteri forti. I quali, come si è visto, usano ogni mezzo per bloccare chi conduce tali inchieste e impaurire chi le pubblica. Tentativi vani: durante tutto questo tempo Lirio Abbate ha svolto senza condizionamenti e in piena autonomia e libertà il suo lavoro di giornalista investigativo. La direzione e la redazione dell'Espresso non faranno venir meno il loro sostegno e nell'esprimergli piena solidarietà lo ringraziano sinceramente e affettuosamente». (Adnkronos)

SOLIDARIETÀ di GRASSO AL GIORNALISTA ABBATE MINACCIATO DI MORTE. "Sono certo che non si farà intimidire"- Roma, 12 novembre 2013.  Il Presidente del Senato, Pietro Grasso,ha raggiunto telefonicamente il giornalista Lirio Abbate, per esprimergli tutta la sua vicinanza e la sua solidarietà, dopo le nuove minacce di morte. ''Conosco e stimo Lirio Abbate -  ha affermato in una dichiarazione Grasso - da quando era un giovane cronista dell'Ansa di Palermo. Già allora Leoluca Bagarella lo minacciò di morte e venne sventato un attentato davanti la sua casa di Palermo. Altre minacce, che lo costringono a una vita sotto tutela, sono arrivate nel 2007 dopo la pubblicazione del libro "I complici", scritto con Peter Gomez. Oggi si scopre che nuove e pesanti minacce lo colpiscono per aver raccontato la mappa aggiornata del potere criminale di Roma''. ''A Lirio che è un giornalista coraggioso e sono certo che non si farà intimidire - ha concluso il presidente del Senato – ho espresso tutta la mia vicinanza e la mia solidarietà''. (TMNews)

Minacce a Lirio Abbate, solidarietà dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia - Palermo, 12 novembre 2013.  L'Ordine dei giornalisti di Sicilia "è solidale con il collega Lirio Abbate, oggetto di nuove minacce, da lui ricevute per una sua inchiesta giornalistica". Si legge in una nota dell'Ordine.   "Siamo certi che Lirio - aggiunge - non cambierà di una virgola la sua attività professionale e il suo modo di lavorare, impegnandosi anzi sempre di più, nella consapevolezza che i colleghi siciliani sono accanto a lui".(ANSA).



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