martedì 21 gennaio 2014

Giustizia: custodia cautelare, la riforma entra nel decreto-carceri

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Il Sole 24 Ore, 21 gennaio 2014

Il tema della custodia cautelare entra nel decreto carceri. Ieri sera i capigruppo di maggioranza in commissione Giustizia della Camera hanno presentato un emendamento al Dl con il quale si riprende il provvedimento sulla custodia cautelare, approvato da Montecitorio e ora all'esame del Senato, e lo si ripropone identico nel decreto. Secondo Walter Verini del Pd, l'esigenza è quella di assicurare tempi di approvazione più rapidi unificando in un unico testo "una materia che di fatto è omogenea e complementare".
Verini ricorda che, per lo stesso ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri, la parte riguardante la custodia cautelare non era stata inglobata nel decreto solo perché era già all'esame del Parlamento.

E sempre ieri il Guardasigilli ha indicato, nella direttiva ministeriale le priorità per il 2014: completamento del piano straordinario di edilizia penitenziaria e razionalizzazione delle risorse umane, soprattutto dopo la nuova geografia giudiziaria. Per il numero uno di via Arenula questo "sarà un anno fondamentale per il completamento delle riforme organizzative che abbiamo avviato". Una maggiore efficienza della giustizia passa anche attraverso la cooperazione internazionale, anche in vista dell'assunzione della presidenza italiana dell'Unione nel secondo semestre 2014, "per garantire la partecipazione dell'Italia nella trattazione dei negoziati Ue ed extra Ue nelle materie della cooperazione giudiziaria e del mutuo riconoscimento dei diritti umani". Nella "lista" del ministro anche: "l'incremento e la diffusione dei progetti di innovazione tecnologica nei procedimenti giudiziari, civile e penali" e il sistema unico delle intercettazioni. Una semplificazione è prevista per le spese giustizia, il pagamento degli indennizzi per la violazione dei termini di durata del processo, in materia notarile e di ordini professionali.

Da Lega e M5S presentati circa 450 emendamenti


Il gruppo della Lega Nord e del Movimento 5 stelle della Camera hanno presentato al decreto Carceri circa 450 emendamenti: 260 circa della Lega e 210 circa del M5s. È quanto si apprende da fonti parlamentari. Al momento, gli uffici legislativi non hanno finito di contare tutti gli emendamenti arrivati dai gruppi, ma - a quanto si apprende - sul decreto a firma della ministra Annamaria Cancellieri sono in arrivo oltre 700 proposte di modifica.


Ferranti (Pd): risolveremo criticità, particolare attenzione su sicurezza cittadini

I temi della sicurezza e della tutela dei cittadini saranno al centro della discussione della commissione Giustizia della Camera che sta esaminando il cosiddetto decreto svuota carceri. Lo assicura il presidente dell commissione, Donatella Ferranti. "In fase di esame del decreto Cancellieri sui diritti dei detenuti e sulla riduzione della popolazione carceraria la commissione Giustizia sarà particolarmente attenta a evitare allentamenti per quello che riguarda l'esigenza della sicurezza e la tutela dei cittadini", afferma Ferranti in vista delle votazioni sugli emendamenti che prenderanno il via domani. "Valuteremo con scrupolo - aggiunge - tutto ciò che è emerso in audizione e quanto segnalato nel dibattito sul decreto. Non dubito che attraverso emendamenti mirati si potrà acquietare ogni allarme e risolvere le maggiori criticità, specie in relazione al rischio che la misura della liberazione anticipata speciale sia applicata anche ai condannati per mafia o che i minorenni che spacciano piccole quantità di droga siano esclusi dalle misure cautelari con specifico riferimento al collocamento in comunità". L'obiettivo, conclude, "è trovare il giusto equilibrio tra l'urgenza di ridurre il sovraffollamento carcerario e la necessità di garantire, specie per i delitti gravi, la certezza e la funzione rieducativa della pena".

Mattiello (Pd): rivedere liberazione anticipata boss


"Ho depositato lo scorso venerdì due emendamenti al Dl Cancellieri ("Misure urgenti per la tutela dei diritti fondamentali dei detenuti e di riduzione controllata della popolazione carceraria") in discussione alla commissione Giustizia della Camera. Il primo emendamento chiede l'abrogazione del comma 4 dell'art. 4 del Decreto che prevede l'istituto della "liberazione anticipata speciale" - cioè uno sconto di 75 giorni di reclusione ogni sei mesi espiati - anche per i mafiosi che si siano comportati bene. Il secondo emendamento, in alternativa, propone una modica dell'attuale comma agganciando lo sconto di pena a quella forma di "recupero sociale" qualificato che è la collaborazione con i magistrati. Un mafioso dimostra di voler girare pagina non quando fa il bravo in carcere, ma quando dice la verità su quel che sa. Ritengo comunque che la modifica del comma attuale sia necessaria per interpretare in modo corretto il difficile rapporto tra severità e giustizia, tra pena e riscatto". È quanto rende noto Davide Mattiello, deputato del Pd, componente delle commissioni Giustizia e Antimafia.

M5S: no a reato piccolo spaccio stupefacenti

No all'autonoma fattispecie di reato per la detenzione illecita di stupefacenti, quindi all'introduzione del reato di piccolo spaccio di droga con pene minori. Lo chiedono con un emendamento al decreto Carceri i deputati M5s della commissione Giustizia alla Camera. I 5 stelle hanno presentato al dl circa 210 proposte di modifica. Tra le norme contenute nel provvedimento, uno dei primi interventi riguarda la legge Fini-Giovanardi in materia di stupefacenti: viene prevista infatti l'ipotesi di 'piccolo spacciò. La norma non impedisce l'arresto e l'applicazione di misure cautelari e prevede la riduzione, nel massimo della pena edittale, da sei a cinque anni. I 5 stelle, invece, con la proposta chiedono di tornare al testo attuale della Fini-Giovanardi, distinguendo però pene e sanzioni rispetto al tipo di stupefacenti. Quindi allo spaccio di stupefacenti della tabella I si applica una pena da uno a sei a anni di reclusione e la multa da euro 3mila a euro 26mila euro. Per lo spaccio delle sostanze della tabella II, invece, si applicano una pena da sei mesi a tre anni di carcere e la multa da euro 1.500 a euro 13mila euro.
Tra gli stupefacenti riportati nella tabella I ci sono: oppio e derivati oppiacei (morfina, eroina, metadone, etc.); foglie di coca e derivati; preparati attivi della cannabis; amfetamina e derivati amfetaminici (ecstasy e designer drugs); allucinogeni (dietilammide dell'acido lisergico - Lsd mescalina, psilocibina, fenciclidina, ketamina, ecc.). Per quanto riguarda la tabella II, invece, troviamo: medicinali a base di morfina e sostanze analgesiche oppiace; medicinali di origine vegetale a base di cannabis; barbiturici; benzodiazepine (diazepam, flunitrazepam, lorazepam, etc.).


Fanetti (Lega): decreto è un grosso sbaglio

"La direzione intrapresa con il decreto svuota carceri di provvedere alla liberazione anticipata di parte della popolazione detenuta è, a mio personale avviso, un grosso sbaglio". Lo dichiara Fabio Fanetti, presidente della Commissione speciale Situazione carceraria in Lombardia e consigliere regionale del gruppo "Maroni Presidente". "Le scarcerazioni facili - spiega - non hanno mai costituito un valido antidoto al problema del sovraffollamento carcerario: nessun risultato positivo, infatti, è stato raggiunto attraverso questo tipo di provvedimento. Al contrario, le statistiche dimostrano che dopo poco tempo dall'adozione di queste misure, gli istituti di pena si sono nuovamente saturati, risultando in alcuni casi anche più sovraffollati di prima, a causa del rientro in carcere di soggetti che ne erano appena usciti".
"Pur nella convinzione che un intervento legislativo sia indispensabile e urgente -prosegue il presidente- , ritengo tuttavia che questo debba tendere alla trasformazione del carcere in un luogo di effettiva rieducazione, proficuo recupero e utile reinserimento sociale del condannato. L'ammodernamento dell'intero sistema penitenziario passa anche per la costruzione di nuove carceri, che rispondano a standard adeguati alle attività che si svolgono al loro interno. In quest'ottica, appare indispensabile ridimensionare il numero della popolazione carceraria: considerato che circa il 60 per cento dei detenuti negli istituti penitenziari lombardi è costituito da stranieri, tale obiettivo potrebbe essere raggiunto attraverso la sigla di accordi internazionali con gli Stati di origine, in modo tale che tali soggetti possano scontare la pena nel loro Paese".

Coisp: pronti a graziare chi delinque a scapito delle vittime

"Ci risiamo. Incredibile ma vero, siamo nuovamente qui ad attendere che il Parlamento dia il suo placet all'ennesimo provvedimento concepito per fronteggiare un'emergenza che necessiterebbe di interventi strutturali e non 'pezze a colorì, ma che nei fatti altro non è se non un ulteriore modo di graziare chi delinque a scapito, ovviamente, delle Vittime di cui nessuno sembra preoccuparsi minimamente. Il ridicolo è che un giorno si inveisce contro i condannati, ovviamente solo se Poliziotti che devono scontare pene minime, perché marciscano in galera anche se non dovrebbero neppure entrarci, ed il giorno dopo si studiano misure per mandare a casa tutti gli altri. La verità è che le misura premiali contenute nel nuovo svuota-carceri garantiscono grasse riduzioni sulla pena da scontare proprio a chi ha condanne elevate, perché 75 giorni di sconto (e cioè oltre due mesi!) per ogni sei mesi scontati giovano certamente a chi in cella deve starci a lungo, e quindi a chi ha commesso reati gravi, altro che piccoli spacciatori! E comunque, al di là di tutto, mandare dei condannati dietro le sbarre per poi cercare affannosamente un modo per tirarli fuori ha certamente dello schizofrenico". Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, interviene così a proposito del nuovo Decreto "Svuota carceri" del Ministro Annamaria Cancellieri, varato dal Governo prima di Natale ed in attesa di conversione il legge da parte del Parlamento. "Non è la prima volta che esprimiamo i nostri forti dubbi su provvedimenti come questo - aggiunge Maccari.
Lo abbiamo fatto ad ogni precedente svuota-carceri (siamo già al terzo), ed in generale ad ogni intervento teso a provvedere prima alle esigenze di chi delinque che a quelle delle Vittime (vedi istituzione del Garante dei detenuti, senza che però esista alcun Organo deputato ad occuparsi di chi rimane solo con il proprio dolore di vittima). Certo, poi siamo stati anche quelli che hanno dovuto affrontare l'onda oceanica dell'ipocrisia quando abbiamo fatto notare che proprio la legge che non volevamo non è stata applicata i Poliziotti perché era loro favorevole, e perché i colleghi, invece, devono essere i capri espiatori per il male universale. Ma oggi, di fronte all'ennesimo schiaffo anche al lavoro nostro e delle altre Forze dell'Ordine, chiamate a fare la propria parte perché alcune persone vengano mandate in carcere come richiede la legge che evidentemente si reputa giusta, torniamo a puntare il dito contro atteggiamenti incomprensibili e contorti. E a ribadire che quello che sta per diventare legge dello Stato comporterà benefici per tantissimi detenuti di fonte ai quali non ci sarà indignazione che tenga". "Certi - conclude il Segretario del Coisp - che da questi benefici i Poliziotti saranno tenuti accuratamente fuori (come provano senza tema di smentita tutti i fatti giudiziari che li hanno riguardati e che li hanno visti gravemente penalizzati rispetto agli altri cittadini), ci rimane solo una domanda senza risposta alcuna, e cioè: chi lo spiegherà alle Vittime di reati gravi e odiosi che si vedranno passeggiare davanti i propri carnefici persino prima che abbiamo espiato la propria pena?".

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