martedì 7 gennaio 2014

IL POLO DELLE TRUFFE CON IL GIOCO DELLE TRE CARTE DA PARTE DEI MAGLIARI DEL JET SET NAPOLETANO


il Polo della Qualità ha effettuato pagamento per 140 milioni di euro circa

UN BUCO DA 120 MILIONI DI EURO DI CUI 65 MILIONI PER MUTUO CONCESSO ( CON QUALI GARANZIE SE NON CON LE BUSTARELLE AI RISPETTIVI DIRETTORI?) DALLE BANCHE
 S. Paolo di Torino, Monte dei ( Pazzi ) Paschi di Siena e Banco di Roma.


GLI INSOSPETTABILI PROFESSIONISTI BIPARTISAN (Arch. Gennaro Ricci, ing. Nicodemo Petteruti, Arch. Francesco di Cecio e Arch. Gennaro Mantronola)  DOVEVANO INCASSARE PARCELLE PER 3 MILIONI DI EURO –


 LA SOCIETA’ COSTUTTRICE DI MISTER AUTOLET COINVOLTA NELLA GRANDE TRUFFA DEL “POLO” DELLA QUALITA’

Le società coinvolte:  Asia srl, Eduardo Di Gennaro spa, Aprile srl, Silver Gold Colletion sas, di Infyuso Natale e Finoro  sas di Giancarlo Aprile.

Le denunce alla Procura dei curatori:  Prof. Avv. Michele Santulli, Avv. Roberta Napolitano e Prof. Dr. Pasquale Menditto.



Caserta – di Ferdinando Terlizzi – Gli arresti e gli indagati,  per la gestione del Polo della Qualità  di Marcianise,  sono scaturiti  in base alle relazioni dei tre curatori nominati in seguito al fallimento ( sentenza n° 204 del 2010 Giudice Delegato Dott.ssa Francesca Reale ) Prof. Avv. Michele Santulli, Avv. Roberta Napolitano  ( Napoli ) e Prof. Dr. Pasquale Menditto, con studio in Caserta.
Nelle loro segnalazioni alla Procura della Repubblica,  i curatori fallimentari,  hanno scoperchiato la pentola del malaffare, del clientelismo, del nepotismo e degli interessi ( si prevedono a breve sviluppi con il coinvolgimento di notai, politici e dirigenti di banche ).
Le relazioni hanno accertato l’esistenza   di un mutuo fondiario, non pagato, di 65 milioni di Euro, erogato da un pool di banche rimaste incagliate: S. Paolo di Torino, Monte dei Paschi di Siena e Banco di Roma. Sono emersi inoltre,  debiti verso banche,  per 40 milioni di Euro e verso creditori oltre 15 milioni di euro. Vi è in atto una azione civile con richiesta di indennizzo per “mala gestio”.
Si è appurato  inoltre, dalle indagini della Procura e della Guardia di Finanza, che addirittura i lavori per la realizzazione dell’intero complesso sono stati affidati, con contratto, a società che facevano capo ai soci: Asia srl, Eduardo Di Gennaro spa, Aprile srl, Silver Gold Coletion sas, di Infyuso Natale e Finoro  sas di Giancarlo Aprile.
Gli amministratori iniziali ( nell’anno della costituzione 2001 ) erano Guglielmo Aprile, Francesco Di Gennaro e Antonio Landolfi i quali con una scrittura privata affidarono la progettazione delle opere e l’iter amministrativo ( contratto di prestazione professionale del 11 aprile 2002) all’Arch. Gennaro Ricci,( Napoli);  all’ing. Nicodemo Petteruti,( Caserta);  all’Arch. Francesco di Cecio ( Capua ) e all’Arch. Gennaro Mantronola ( Marcianise) fissando un compenso professionale di 2.800.250,00 Euro ed incrementato – con una nuova scrittura di un ulteriore “lecco” di Euro 1.300.000,00 – anche per la direzione dei lavori.
Inoltre fu subito pattuito che la società appaltatrice dell’opera doveva avere un acconto di 5 milioni di euro. In relazione ai lavori effettuati risultano emesse fatture da parte della società Fnuyo per Euro 130.603.025,79 a fronte di tali fatture il Polo della Qualità ha effettuato pagamento per 140 milioni di euro circa. Si consideri che l’ammontare dei lavori ( definiti nel 2007 ) era per un importo di  117.227.359,00 di euro ai quali vanno aggiunti 2.014.940,00 di euro quale adeguamento antinfortunistico e delocalizzazione e messa in sicurezza delle apparecchiature.

Molti i commercianti che sono stati truffati. Infatti per acquistare i moduli all’interno del Centro polifunzionale ( per svolgere la propria attività) gli stessi dovevano diventare soci del consorzio versando una grossa somma. Gli inquirenti hanno anche accertato che molti immobili sono stati venduti prima di essere costruiti.
La Procura della Repubblica di Napoli aveva avviato le indagini ( proc. 1828/2010 – N.R.G.),  già nel mese di novembre del 2009, procedendo al sequestro di un rilevante  “corpus” di documenti amministrativi. L’attività della società Consortile era stata oggetto di indagine anche dalla Procura di S. Maria C.V. specialmente sulla acquisizione dei soci ( maggio 2009).


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