mercoledì 17 dicembre 2014





Continua il nostro viaggio con i racconti brevi dei più efferati delitti di “Terra di Lavoro”. Per lunedì  22 dicembre ci occuperemo di una strana coppia, per fatti che risalgono al  1920.   Una sorta di  Bonnie e Clyde  degli anni venti.   I torbidi amori e le sevizie da carnefice del suo amante, un bandito geloso della sua donna.  Le  audace  rapine  per vendetta nella zona di Cancello Arnone e Capua. La bella e crudele Raffaella Angelino, amante del capo della banda, Salvatore Boemio. Donna di fosche avventure, aveva 23 anni ed era vedova di un altro terribile bandito, ucciso in una rissa.    La Corte di Assise condannò Salvatore  Boemio a 30 anni di reclusione e tre anni di vigilanza speciale. Alcuni suoi omicidi rimasero impuniti per la pressante omertà della zona.  Ed è, inoltre,  la cronistoria di un  processo tra i  più clamorosi di quell’epoca, che si svolse innanzi alla  Corte d’Assise,  del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, e che, sia per la singolarità dell’imputalo, che per le caratteristiche dei reati attribuitigli, destò  nel pubblico un enorme interesse.  




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