sabato 6 dicembre 2014

  

L’agguato di mafia che assassinò il generale e la moglie accadde a Palermo il Venerdì 3 settembre 1982
IL CARABINIERE  DI SCORTA AL GENERALE DALLA CHIESA  UCCISO ERA DOMENICO RUSSO DI S. MARIA C.V.

La Civica Amministrazione gli ha intitolato una 

strada – Il ricordo della famiglia – La moglie ed i 

figli vivono in Sicilia – Un incontro a Capua con 

Nando Dalla Chiesa -

Continuano i nostri racconti brevi. Per lunedì 8 DICEMBRE, tratteremo il caso  che accadde  a Palermo nel corso dell’agguato di mafia. Nell’adempimento del suo dovere, cadde coraggiosamente, il carabiniere sammaritano  Domenico Russo, di 32 anni, che era stato gravemente ferito la sera del 3 settembre del 1982,  nell’agguato al generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e alla moglie Emanuela Setti Carraro.  Russo era entrato nel corpo  sette-anni fa - per assicurarsi un lavoro non precario. Nel 2007 si sposò e successivamente fu trasferito a Palermo dove fu assegnato, come autista, al prefetto. Lasciò la moglie e due figli. Antonio e Pino, rispettivamente di due e quattro anni. La morte dell’agente Russo  avvenne per collasso cardiocircolatorio. Domenico Russo, era nato a Santa Maria Capua Vetere (Caserta), al momento dell’agguato seguiva su una Alfetta 2000 la  A 112 nella quale erano il generale e la moglie. L’agente venne colpito da sei proiettili. Quello risultato letale  lo aveva raggiunto alla testa. Sparò con la sua pistola di ordinanza ma fu assassinato dai mafiosi senza pietà. La civica amministrazione di Santa Maria Capua Vetere gli ha in titolato  una strada che  si trova accanto all’Anfiteatro,  dove appunto,   la famiglia Russo ha sempre abitato.  




  

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