domenica 26 aprile 2015







La classica immagine legata alla giustizia è quella della bilancia, che rimanda al concetto di corrispettività dei comportamenti. Il libro Una giustizia diversa, curato da Luciano Eusebi, critica proprio questo approccio per far emergere il concetto di giustizia riparativa (restorative justice), una giustizia diversa appunto: «che scelga di rimanere fedele all’agire secondo il bene di tutti anche quando si tratta, e proprio perché si tratta, di opporsi al male. Una giustizia, dunque, che sappia fare progetti di bene dinnanzi al male; che si orienti, anche nell’affrontare il male, non a dividere, ferire, distruggere, ma a ristabilire relazioni buone quando non lo siano state e, pertanto, a rendere nuovamente giusti rapporti segnati dalla prevaricazione o dall’odio» (dalla Prefazione). La questione viene affrontata con uno sguardo specifico alla questione penale, secondo una visione della giustizia che alle ritorsioni preferisce progetti, umanamente impegnativi, tesi a ricostruire secondo ciò che è altro dal male e creando i presupposti per una prevenzione stabile. Le buone ragioni di questa scelta vengono tuttavia approfondite attraverso apporti multidisciplinari – diritto, teologia, filosofia, pedagogia, scienze letterarie, psicologia – in un inedito disegno organico che guarda anche oltre alle esigenze di riforma dei sistemi sanzionatòri penali e del dibattito sulla riforma penitenziaria e le carceri. Ne emerge quanto il tema affrontato rappresenti un nodo culturale cardine della nostra civiltà, che investe le questioni della guerra e della pace, dei rapporti politici, delle relazioni intersoggettive.
Il volume raccoglie contributi di: Virgilio Balducchi, Monica Bisi, Francesco Botturi, Luciano Eusebi, Antonio Iaccarino, Ivo Lizzola, Luciano Monari, Maria Rosaria Parruti, Giancarlo Tamanza.



Il volume muove dalla critica del concetto classico di giustizia fondato sulla corrispettività dei comportamenti ed espresso dall’immagine della bilancia. Su questa base, si argomenta che l’agire in rapporto al male non può consistere nella ripetizione del male, ma deve assumere i contorni di una progettazione pur sempre secondo il bene di tutte le parti coinvolte, che tenda a rendere nuovamente giusti rapporti interpersonali e sociali segnati dal male: nel solco della c.d. giustizia riparativa (restorative justice). Le buone ragioni di quest’ultima vengono approfondite attraverso apporti di carattere multidisciplinare. Se ne considerano le potenzialità, soprattutto, con riguardo alle esigenze di riforma dei sistemi sanzionatòri penali e, in tale ambito, con riguardo a una comprensione non semplificatoria delle dinamiche di prevenzione dei reati. Si evidenzia, peraltro, che il tema affrontato, se trova nella problematica penale il contesto più facilmente percepibile, rappresenta un nodo culturale cardine della nostra civiltà, che investe le questioni della guerra e della pace, dei rapporti politici, delle relazioni intersoggettive.


BIOGRAFIA DELL'AUTORE
 Luciano Eusebi è ordinario di Diritto penale nell’Università Cattolica di Milano. È stato membro di commissioni ministeriali per la riforma del codice penale e del sistema sanzionatorio penale. In merito alle questioni di cui al presente testo, ha fra l’altro pubblicato le monografie La pena ‘in crisi’. Il recente dibattito sulla funzione della pena (Brescia 1990) e La Chiesa e il problema della pena. Sulla risposta al negativo come sfida giuridica e teologica (Brescia 2014); ha curato i volumi Colpa e pena? La teologia di fronte alla questione criminale (con A. Acerbi, Vita e Pensiero 1998) e Ha ancora senso parlare di guerra giusta? Le recenti elaborazioni della teologia morale (con C. Bresciani, Bologna 2010), nonché, con A. Acerbi, la sezione monografica Perdono e giustizia nelle religioni (Atti del Convegno «Non è giustizia rispondere con il male al male. Un punto di incontro fra le tradizioni religiose?», Milano, Università Cattolica, 12 maggio 2002), «Humanitas», 2004, 2, pp. 261-379; ha tradotto E. Wiesnet S.I., Pena e retribuzione: la riconciliazione tradita. Sul rapporto fra cristianesimo e pena(Milano 1987); ha redatto l’Introduzione a C.M. Martini, Non è giustizia. La colpa, il carcere e la Parola di Dio(Milano 2003).

Gli autori dei contributi:
Virgilio Balducchi, Ispettore generale dei Cappellani delle carceri italiane.
Monica Bisi, dottore di ricerca in Storia e letteratura dell’età moderna e contemporanea e assegnista di ricerca di Letteratura italiana presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano.
Francesco Botturi, professore ordinario di Filosofia morale e Pro-Rettore nell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano.
Antonio Iaccarino, docente incaricato di Teoria della giustizia presso la Pontificia Università Lateranense, Città del Vaticano.
Ivo Lizzola, professore ordinario di Pedagogia sociale nell’Università degli studi di Bergamo.
Luciano Monari, vescovo di Brescia.
Maria Rosaria Parruti, magistrato di sorveglianza, Pescara.
Giancarlo Tamanza, professore associato di Psicologia clinica nell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Brescia.



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