lunedì 8 febbraio 2016

primaOra - Corriere della Sera
 
 
 
 
 
 
Agenda di oggi
di Danna, De Bac, Laffranchi, Massaro, Sarcina, Taino, Valentino
 
Primarie, tocca al New Hampshire | A Roma i fondatori dell’Europa | Torna Varoufakis | I conti di Unicredit | Sanremo, inizia il festival | La giornata per un web sicuro | I furbetti della ricerca
 
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Primarie seconda tappa, Sanders e Trump favoriti

di Giuseppe Sarcina


Secondo turno della campagna elettorale americana. Oggi si vota nel New Hampshire, Stato del Nord Est, con un’opinione pubblica polarizzata. I sondaggi, infatti, danno largamente in testa Bernie Sanders in campo democratico e in vantaggio Donald Trump sul versante repubblicano. Si vedrà se Hillary Clinton sarà riuscita a contenere la sconfitta annunciata, dopo il combattivo dibattito della settimana scorsa con Sanders. Dall’altra parte Trump potrebbe cogliere il primo successo e riequilibrare l’inaspettata sconfitta subita da Ted Cruz nell’Iowa. Lo stesso Cruz, a sua volta, dovrà dimostrare di essere in grado di raccogliere consensi anche in un ambiente non permeato dalle confessioni evangeliche come lo Stato del mid-West. Grande attenzione, naturalmente, su Marco Rubio: la rivelazione del primo turno (terzo a un’incollatura da Trump) ha bisogno di un altro risultato positivo per proporsi come alternativa credibile a Trump. Infine i tre governatori (o ex): Jeb Bush della Florida, John Kasich dell’Ohio e Chris Christie del New Jersey sono impegnati in una specie di girone a eliminazione diretta. Chi perde male potrebbe essere indotto al ritiro.
 
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A Roma i fondatori dell’Europa. In cerca dello spirito delle origini

di Paolo Valentino


L’idea è quella di avviare una riflessione comune su come rilanciare l’Unione europea, individuando modi e strumenti per rafforzare la sua capacità di rispondere alle sfide, che oggi mettono a dura prova la coesione del processo di integrazione e la sua accettazione da parte delle opinioni pubbliche. Su invito del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, i capi delle diplomazie di Francia, Germania, Olanda Belgio e Lussemburgo sono questa sera a Roma per un vertice che vuole ritrovare lo spirito delle origini. È infatti dai sei Paesi fondatori che, secondo il capo della Farnesina, può venire un nuovo impulso alla costruzione comunitaria. Anche se l’ambizione è poi di coinvolgere anche altri Stati membri. Si parlerà naturalmente anche di rifugiati e della necessità di forgiare una risposta europea alla crisi dei migranti. Sessanta anni fa, il Rapporto Spaak gettò le basi del Trattato di Roma, che fu poi firmato nel marzo del 1957. «Non si tratta di celebrare se stessi. Molto più importante è chiedersi in che modo riusciremo in Europa a superare le crisi fondamentali che stiamo vivendo», ha detto il ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier nell’intervista concessa alCorriere alla vigilia dell’incontro, che pubblichiamo stamane.
 
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Varoufakis riparte da Berlino: un movimento per cambiare l’Ue

di Danilo Taino


Questa sera, a Berlino, Yanis Varoufakis (nella foto sopra, Afp, con la moglie Danae Stratou) lancerà il suo nuovo movimento europeo, DiEM 25, Democracy in Europe Movement 2025. Nella tana del lupo, qualcuno può pensare: nella capitale di quella Germania con la quale, da ministro delle Finanze greco, l’anno scorso ebbe scontri più che accesi. In realtà c’è di più, qualcosa di simbolico: lo farà al teatro Volksbühne, sulla Rosa-Luxemburg-Platz, luogo sperimentale e provocatorio già dai tempi della Ddr e luogo di aggregazione di giovani di sinistra oggi. Non sarà un partito — dice Varoufakis — ma un movimento «per democratizzare l’Europa e fermarne la frammentazione strisciante».
 
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Arrivano i conti di Unicredit (e sono un test degli umori su Ghizzoni)

di Fabrizio Massaro


Oggi pomeriggio Federico Ghizzoni, amministratore delegato di Unicredit, presenta alla comunità finanziaria i conti annuali dell’istituto. Un test che potrebbe rivelarsi cruciale anche per sondare l’umore degli azionisti rispetto alla conduzione della banca. Unicredit dovrebbe chiudere il 2015 con ricavi per 1,4 miliardi di euro secondo il consensus degli analisti, anche se Ghizzoni ha chiuso l’anno scorso con 2 miliardi di euro di utili e i rumors parlano di risultati «buoni». Sui conti peseranno, con ogni probabilità, il contributo al Fondo di risoluzione per le quattro banche salvate e le spese per l’uscita dall’Ucraina. L’utile del 2015 e la modalità di assegnazione del dividendo saranno la cartina al tornasole della gestione Ghizzoni. Il titolo ha perso circa il 50% in Borsa dalla presentazione del nuovo piano industriale dello scorso novembre: i timori sono che la dotazione di capitale — sopra i minimi richiesti dalla Bce ma tra i più bassi nel gruppo delle banche «sistemiche» — possa prima o poi portare a un nuovo aumento di capitale, nonostante Ghizzoni l’abbia sempre escluso in quanto non necessario. Oggi Ghizzoni potrebbe chiarire lo stato dei rapporti con il board e gli azionisti dopo che Leonardo Del Vecchio, uno degli azionisti privati più importanti, ieri ha espresso l’esigenza di un cambio al vertice: «Ghizzoni è un bravo banchiere ma forse la banca oggi ha bisogno di cambiamenti così radicali per intraprendere un nuovo cammino che solo una discontinuità può realizzare». Del Vecchio sembra abbia dato voce a un malcontento che coverebbe presso alcuni azionisti, in particolare quelli internazionali. Nei giorni scorsi tuttavia Luca Cordero di Montezemolo, vicepresidente dell’istituto in rappresentanza del fondo sovrano di Abu Dhabi, Aabar, che con il 5% è il primo socio di Unicredit, ha detto che Ghizzoni sarebbe rimasto amministratore delegato.
 
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Festival al via, e l’Italia (anche quella che nega) è davanti alla tv

di Andrea Laffranchi


Parte il Festival. L’Italia si ferma sul divano: e da 60 milioni di cittì, da questa sera davanti a Rai1 diventiamo 60 milioni di critici musicali ed esperti di moda. Carlo Conti affronta la temuta prova Auditel del secondo Sanremo — ci sono inciampati tanti e quest’anno è più difficile perché sabato c’è Juve-Napoli — sicuro di avere in mano le canzoni che canticchieremo e che andranno in radio. Lo era anche nella scorsa edizione e fra i 50 più trasmessi dell’anno c’è entrato solo Nek (ed era verso il fondo). Venti canzoni (più gli otto giovani) in gara. Pattuglia dei talent mai così folta, 8 ex concorrenti e 4 giudici, molti all’ultima spiaggia o spiaggiati da tempo, qualcuno manco avrebbe le carte per essere qui. Nei testi vince l’amore e non sorprende, siamo a Sanremo. Peccato che non raccontino storie. Guida alla sopravvivenza: Noemi per il testo, Caccamo-Iurato per il pezzo, Annalisa per l’interpretazione, Rocco Hunt per chi vuole ballare, Francesca Michielin per il gusto, Bluvertigo per i palati fini, Elio e le Storie Tese per la follia. Gli ascolti si fanno anche con lo show. Alla prima conferenza Garko ha svelato un lato autoironico non scontato («Per essere sex symbol devo piacere anche agli uomini e alle signore di 60 anni»), Madalina Ghenea basta guardarla ma sa anche parlare e Virginia Raffaele ci mette il pepe e il sorriso (nella foto sopra, Ansa, i conduttori durante la prima conferenza stampa, ieri). E per la prima serata ospiti Laura Pausini, Elton John, Aldo, Giovanni e Giacomo e Maitre Gims.
 
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La giornata mondiale per un Web più sicuro

di Serena Danna


Oggi si celebra il Safer Internet Day 2016, la giornata mondiale per la sicurezza in Rete, istituita dalla Commissione Europea e arrivata alla sua tredicesima edizione: una manifestazione per ricordare i rischi legati al web. La giornata, che coinvolge centinaia di città in tutto il mondo, in Italia avrà i suoi hub a Roma, al teatro Palladium (dove parteciperà il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini), e Milano, al Piccolo Teatro Strehler, con spettacoli per gli studenti. In contemporanea, nelle scuole di cento città italiane si terranno workshop della Polizia di Stato sul cyberbullismo, problema sottovalutato tra i giovanissimi. L’indagine svolta da Skuola.net e dall’Università degli Studi di Firenze rivela, infatti, che solo l’8% degli studenti italiani ha ammesso di aver intenzionalmente vessato un coetaneo, mentre 1 su 10 ha banalizzato il proprio comportamento come «scherzo».
 
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Arrivano le linee guida contro i furbetti della ricerca scientifica

di Margherita De Bac


Un ricercatore su cento, rispondendo a questionari, ammette di aver taroccato almeno una volta uno studio scientifico. Falsificazione, fabbricazione di dati, plagio, ritocco di foto. Il sondaggio è stato condotto negli Stati Uniti soprattutto in ambito biomedico. In Italia non ci sono dati specifici: ma «le percentuali sono uguali in tutto il mondo. Le segnalazioni arrivano in forma anonima. Non è un’epidemia di frodi, ma la comunità scientifica ha preso coscienza del fenomeno e si sta autodisciplinando», affermano Cinzia Caporale e Daniele Fanelli, coordinatrice e relatore delle prime linee guida italiane per l’integrità nella ricerca, elaborate da un gruppo di lavoro sull’etica del Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche). Il documento viene presentato oggi a Roma dal presidente dell’istituto, Luigi Nicolais. Tra l’altro si raccomanda che le condotte lesive siano prevenute e sanzionate a prescindere dalla rilevanza penale e civile.
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