lunedì 1 febbraio 2016


NON TUTTI I GIUDICI SONO BOIA E NON TUTTI GLI AVVOCATI SONO PAZZI....






LIBERTÀ D'INFORMAZIONE

AL PROCESSO MAFIA CAPITALE DUE AVVOCATI ESPRIMONO SOLIDARIETÀ A LIRIO ABBATE

Dopo che Ossigeno, Fnsi e ODG hanno richiamato l’attenzione sugli “inaccettabili” attacchi del difensore di Carminati. Probabile intervento dell’Ordine Avvocati 
Lunedì 1 febbraio, al Palazzo di Giustizia di Roma, appena è iniziata l’udienza del processo penale denominato Mafia Capitale, due avvocati hanno preso la parola per dissociarsi dai ripetuti attacchi del loro collega Giosuè Bruno Naso, difensore dell’imputato Massimo Carminati, al giornalista Lirio Abbate.  A prendere le distanze sono stati Luca Petrucci, difensore di Luca Odevaine, e Giulio Vasaturo, che rappresenta l’Associazione Libera, costituitasi parte civile nel processo. Dal canto suo, il presidente dell’Ordine degli avvocati di Roma, Mauro Vaglio, in una intervista al Sole 24Ore on line, ha detto. “E’ molto probabile che il consiglio di disciplina analizzi il caso” sollevato sabato 30 gennaio da un documento firmato congiuntamente da Ossigeno per l’Informazione, FNSI e Ordine nazionale dei Giornalisti (vedi) che hanno definito le critiche fuori misura del legale inaccettabili, immotivate e in quanto tali intimidatorie.
“Voglio esprimere – ha detto l’avv. Petrucci – la mia solidarietà al giornalista Lirio Abbate. Ho stima dell’avvocato Naso per l’impegno che mette nelle sue difese. Queste sue parole, però, sono pericolose. Non si può lasciare un uomo solo, non è giusto mettere alla gogna un giornalista che vive sotto scorta, minacciato dalla mafia”.
“Aderisco e mi associo alle parole dell’avvocato Petrucci. Si tratta – ha detto a sua volta l’avv. Giulio Vasaturo –  di difendere il lavoro di un giornalista che vive sotto scorta per il suo impegno contro la criminalità organizzata”.
GFM
      


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