lunedì 1 febbraio 2016

 
 
 
 
 
 
Agenda di oggi
di Berberi, Cavalera, Elia, Guerzoni, Polato, Ricci Sargentini, Rosaspina, Valdiserri, Valentino
 
Buongiorno: nelle primarie in Iowa è testa a testa tra Hillary Clinton e Bernie Sanders in campo democratico; tra i repubblicani, Ted Cruz ha battuto Donald Trump e Marco Rubio (che è andato meglio del previsto). Aggiornamenti e analisi in diretta suwww.corriere.it.
Ecco intanto nove cose da tenere d’occhio oggi. Buona lettura!
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Al Senato inizia la sfida sulle unioni civili

di Monica Guerzoni


Il ddl sulle unioni civili affronta oggi la prima, vera prova nell’aula di Palazzo Madama. I senatori voteranno otto questioni pregiudiziali di costituzionalità e tre sospensive, eppure al Pd si dicono (informalmente) certi che entro dieci giorni l’Italia avrà «finalmente» le nuove norme sulle famiglie di fatto: adozione del figlio del partner compresa. Prima però il fronte pro-diritti dovrà superare decine di voti segreti, che di certo saranno concessi alle opposizioni dal presidente Grasso. Oggi la Lega ritirerà il 90 per cento dei suoi cinquemila emendamenti e, in cambio, il Pd dovrà concedere tempo al dibattito. Una tregua che serve ai renziani per cercare una mediazione sulla stepchild adoption. Solo la prossima settimana, nel chiuso dell’urna, si capirà quale impatto abbia avuto sul Parlamento lo slogan «Cirinnò!» intonato al Family Day di sabato (Foto sopra, Benvegn -Guaitoli).
 
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La lotta contro la maternità surrogata arriva al Parlamento francese

di Monica Ricci Sargentini


L’obiettivo è chiaro e molto ambizioso: far sì che la Francia, la Ue e anche il resto del mondo adottino delle norme che portino all’abolizione universale della gestazione per altri. L’appuntamento è fissato per oggi all’Assemblée Nationale dove la socialista Laurence Dumont, vicepresidente del Parlamento francese, ha convocato un’assise internazionale per affermare «l’ingiustizia di una pratica sociale che lede i diritti fondamentali dell’essere umano». Presenti associazioni femministe come il collettivo per il rispetto della persona della filosofa Sylviane Agacinski e il Centro per la bioteca e la cultura fondato dall’americana Jennifer Lahl che è anche una delle prime firmatarie della petizione Stop Surrogacy Now.
 
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Grillo torna a teatro (per convincerci della nostra schizofrenia)

di Pasquale Elia


Ha deciso di tornare in palcoscenico per dire chiaro e tondo: «Guardate che io sono sempre quel comico che avete conosciuto negli anni, è il vostro punto di vista nei miei confronti che è cambiato. In realtà le due personalità non ci sono, è la schizofrenia di milioni di persone che hanno identificato in me due ruoli, quello comico e quello politico». Ed ecco perché stasera, al teatro Linear Ciak di Milano (repliche fino a venerdì e poi dal 16 al Brancaccio di Roma), si assisterà al match «Grillo vs Grillo», show che intende sanare un delirio di massa sottoponendo gli spettatori ad una grande psicoterapia di gruppo.
 
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Kerry a Roma per il vertice della coalizione anti-Isis

di Paolo Valentino


«L’obiettivo del vertice è il rilancio e il rafforzamento della coalizione anti-Daesh», dice il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, alla vigilia dell’incontro delloSmall group, che vede a Roma i capi delle diplomazie dei 23 Paesi maggiormente impegnati nella lotta contro il terrorismo jihadista. Gentiloni ha pranzato ieri con il segretario di Stato americano, John Kerry, insieme al quale guideranno la riunione, che serve anche a trarre un primo bilancio sulle attività dello scorso anno. Alla colazione hanno partecipato anche il ministro degli Esteri del Qatar al-Thani e il mediatore dell’Onu per la Libia Martin Kobler, che ha riferito sullo stato dei negoziati. I tre ministri hanno concordato di far pressioni ulteriori sul Consiglio Presidenziale libico, perché trovi un consenso sulla lista finale dei membri del nuovo governo e lo sottoponga alla Camera dei Rappresentanti per il voto conclusivo entro l’8 febbraio. Uno dei punti fermi del vertice romano sarà la conferma del pieno sostegno al governo iracheno del premier Al Abadi, nonché alla mediazione di Staffan de Mistura, l’inviato dell’Onu che cerca in queste ore di far progredire la trattativa tra il regime e le fazioni siriane, in vista dell’avvio di una transizione politica a Damasco. Quello di Roma è il terzo vertice ministeriale del cosiddetto Small group, dopo i due tenutisi a Londra un anno fa e a Parigi, lo scorso giugno. L’Italia, secondo una nota della Farnesina, rimane tra i Paesi più impegnati nella coalizione anti-terrorismo, con un contributo sostanziale nel settore militare, nella formazione delle forze di sicurezza irachene, nel contrasto ai finanziamenti di Daesh.
 
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Tusk svela le carte per convincere Londra a rimanere nell’Ue

di Fabio Cavalera


Le trattative sono chiuse. Oggi a mezzogiorno Donald Tusk, il presidente del Consiglio Europeo, rende pubblica la bozza del documento che regola i rapporti fra Londra e l’Europa. Pur importante è solo il primo passo di un cammino che prevede la ratifica politica (con eventuali modifiche) al vertice dei 28 paesi dell’Unione il 18 e il 19 febbraio nonché il referendum in Gran Bretagna prima dell’estate (si parla del 23 giugno). Accordo raggiunto sul congelamento quadriennale dei benefici sociali per gli immigrati. Restano aperte altre questioni da definire entro il summit. Il fantasma Brexit è forse più lontano.
 
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Spagna, ultime 24 ore per evitare il ritorno alle urne

di Elisabetta Rosaspina


Spagna, ultime 24 ore di tempo per sventare il ritorno alle urne: oggi re Felipe VI (sopra, con il leader del Partito socialista Sanchez, foto Ap) conclude il suo secondo giro di consultazioni con i vertici dei partiti. Ma il gioco a incastri per raggiungere una maggioranza, a sostegno del socialista Pedro Sanchez, è ancora un rompicapo. Per aggiudicarsi l’incarico di formare il governo, il leader del Psoe deve spuntare l’appoggio di Podemos e di Ciudadanos, le due giovani formazioni «guastafeste» che hanno troncato, lo scorso dicembre, quasi 40 anni di bipolarismo Psoe-Pp. Ma Pablo Iglesias (Podemos) ha escluso alleanze con Ciudadanos, il cui capo, Albert Rivera, gioca in contemporanea ai tavoli di Sanchez e dell’ex premier conservatore Mariano Rajoy (presidente, forse ancora per poco, del Partido popular), che ha ufficialmente rinunciato all’investitura.
 
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Ferrari, sotto la lente degli analisti risultati (e debito)

di Raffaella Polato


È l’ultima volta che i suoi conti contribuiscono al bilancio di Fiat Chrysler Automobiles. La Ferrari che da quest’anno corre da sola anche sui mercati quei numeri li presenta oggi (sopra, una Rossa fuori da Wall Street il 21 ottobre scorso, Reuters). Li approverà il consiglio presieduto da Sergio Marchionne. E sono, per ovvie ragioni, sotto i riflettori di Pazza Affari e di Wall Street. A Milano il titolo resta sotto i 43 euro dell’esordio, il 4 gennaio. Le indicazioni preliminari fotografano però un buon 2015: ricavi da 2,450 a 2,596 miliardi, profitti operativi da 404 a 473, utili netti da 273 a 284. Da verificare se gli analisti si concentreranno qui, o sui 963 milioni di indebitamento netto industriale che sono il prezzo pagato allo scorporo da Fca.
 
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La protesta (con minaccia?) di Ryanair contro una nuova tassa italiana

di Leonard Berberi


L’atto d’accusa finisce dritto nel documento finanziario. «I nostri passeggeri in partenza dall’Italia pagheranno 2,5 euro in più sui biglietti per effetto dell’aumento dell’addizionale comunale che serve a pagare le pensioni dei piloti di Alitalia». A Ryanair l’aumento della tassazione, scattato lo scorso 1° gennaio, proprio non va. E lo ribadirà anche oggi durante la presentazione dei dati di traffico italiani sugli scali di Milano Malpensa e Bergamo Orio al Serio. A infastidire la compagnia non è soltanto la tassa o «l’essere stati avvertiti pochi giorni prima» sull’aumento. A irritare ancora di più è il fatto che il tutto avviene mentre il costo medio del biglietto si aggira attorno ai 40 euro ed è previsto un ulteriore calo del 6%. «Vogliamo che la Commissione europea si faccia sentire, che imponga all’Italia di togliere questo balzello inutile e dannoso per l’economia», ha chiesto alcuni giorni fa Michael O’Leary, amministratore delegato della low cost (prima compagnia in Europa per numero di passeggeri trasportati). O’Leary ha fama di essere uno che non perde tempo. Se qualcosa non va ci mette poco a interrompere i voli. L’ha fatto con Copenhagen. Ha minacciato di farlo con la Puglia. Difficile che lo faccia, su scala nazionale, per l’Italia. «Ma guardate che ho decine di società di gestione degli aeroporti, poco fuori dal vostro Paese, che sono venute chiedendo di portare i miei aerei nelle loro piste», ha rivelato alCorriere della Sera – a margine di una conferenza stampa – il numero uno della compagnia irlandese. Uno sfogo, certo. O, forse, un preavviso.
 
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Sassuolo-Roma, Spalletti a caccia di un (non semplice) bis

di Luca Valdiserri


Non c’è tempo di godersi la vittoria che mancava dal 20 dicembre (2-0 al Genoa). La Roma di Luciano Spalletti ritorna subito in campo, a Reggio Emilia contro il Sassuolo (ore 20.45), per dare continuità a una giornata positiva: in un colpo solo i giallorossi hanno guadagnato due punti sulla Fiorentina e tre sull’Inter nella rincorsa al terzo posto, che qualifica ai preliminari di Champions League. Può essere uno snodo decisivo nella stagione romanista, ma l’impegno non è certo facile. Il Sassuolo è in leggero calo (una sola vittoria nelle ultime sette partite), ma è sempre in lotta per una qualificazione in Europa League che sarebbe storica. Di Francesco è un allenatore emergente e ci sono un paio di giovani ex (Politano e Pellegrini) che faranno di tutto per farsi rimpiangere. I giallorossi sono in emergenza assoluta. Manolas è squalificato. Digne, Torosidis, Florenzi e Iago Falque sono infortunati. L’assenza dell’ultimo minuto è quella di Edin Dzeko (ematoma al polpaccio per il bosniaco sempre più in crisi; «Dzeko è arrabbiato perché non riesce a far gol — ha detto l’allenatore —. Non è tranquillo. Sabato mi sono confrontato con i medici nell’intervallo ed è uscito che aveva ricevuto questa botta»). Poi ci sono le precarie condizioni di Totti (dolore al gluteo), che è partito per Reggio Emilia ma è più fuori che dentro. Possibile che Spalletti debba ricorrere a Perotti, appena arrivato dal Genoa.
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