martedì 1 marzo 2016


EDITORIA. CAMERA: DDL ALLE BATTUTE FINALI. IL FONDO PER IL PLURALISMO DELL'INFORMAZIONE SARA' ISTITUITO AL MEF. 100 MLN NEL TRIENNIO 2016-2018, RISORSE AGGIUNTIVE DAL CANONE RAI. IL NUMERO DEI COMPONENTI DEL CONSIGLIO NAZIONALE DELL'ORDINE NON POTRÀ ESSERE SUPERIORE A 36. TRA GLI EMENDAMENTI APPROVATI L'OBBLIGO PER LE IMPRESE EDITORIALI E INFORMATIVE DI PREVEDERE LE MISURE ADEGUATE A CONTRASTARE QUALSIASI FORMA DI PUBBLICITÀ LESIVA DELL'IMMAGINE E DEL CORPO DELLA DONNA: IL RISPETTO DI QUESTO REQUISITO VINCOLANTE PER L'ACCESSO AI CONTRIBUTI PUBBLICI. PROTETTO IL TITOLO DI GIORNALISTA PUBBLICISTA AL PARI DI QUELLO DI GIORNALISTA PROFESSIONISTA. IL TESTO STABILISCE ANCHE REGOLE PIÙ STRINGENTI PER I PREPENSIONAMENTI (SARANNO PREVISTI “L’INCREMENTO DEI REQUISITI E LA RIDEFINIZIONE DEI CRITERI”). IL VIA LIBERA IN PRIMA LETTURA È ATTESO NELLA GIORNATA DI MERCOLEDI'.

DI MICHELE CASSANO/ANSA







ROMA, 1 MARZO 2016. ARRIVA ALLE BATTUTE FINALI ALLA CAMERA IL DDL CHE ISTITUISCE IL NUOVO FONDO PER L'EDITORIA. IL VIA LIBERA IN PRIMA LETTURA È ATTESO NELLA GIORNATA DI DOMANI. POCHE LE MODIFICHE AL TESTO USCITO DALLA COMMISSIONE CULTURA, CON L'OPPOSIZIONE DEL MOVIMENTO 5 STELLE, CHE ANCHE OGGI HA DATO BATTAGLIA IN AULA. NEL MIRINO, TRA L'ALTRO, L'UTILIZZO DI UNA QUOTA, FINO A 100 MILIONI DI EURO ANNUI PER IL PERIODO 2016-2018, DELLE EVENTUALI MAGGIORI ENTRATE DERIVANTI DALL'INTRODUZIONE DEL CANONE RAI IN BOLLETTA PER SOSTENERE IL FONDO.   "PERCHE' NOI CITTADINI DOBBIAMO PAGARE IL CANONE A VOI PER MENTIRCI? - ATTACCA ALESSANDRO DI BATTISTA -. DI FATTO AVETELOTTIZZATO LA RAI INSERENDO PERSONAGGI VOSTRI ANCHE ULTIMAMENTE A RAITRE. IO LA TELEVISONE NON CE L'HO, IL CANONE NON LO PAGHERÒ E SPIEGHERÒ AI CITTADINI COME NON PAGARLO". UN APPELLO "DOPPIAMENTE RIDICOLO", SECONDO IL DEPUTATO PD SERGIOBOCCADUTRI. "PRIMO PERCHÉ È INDECENTE CHIEDERE DI NON PAGARE IL CANONE RAI DALLE AULE PARLAMENTARI - SOSTIENE -, SECONDO PERCHÉ L'ACCUSA DI LOTTIZZAZIONE VIENE DA CHI, PROPRIO DI BATTISTA, STASERA SARÀ OSPITE DI GIANNINI A BALLARÒ, COME ALSOLITO SENZA CONTRADDITTORIO".







SONO MOLTI I PUNTI CONTESTATI DA M5S, SECONDO CUI IL PROVVEDIMENTO SERVE A TENERE "EDITORI E GIORNALISTI SOTTOCONTROLLO" E A "FAVORIRE I SOLITI GRANDI GRUPPI INDUSTRIALI, CON GLI INCENTIVI FISCALI PER GLI INVESTIMENTI PUBBLICITARI SU QUOTIDIANI E PERIODICI". INDIGESTA AL MOVIMENTO ANCHE LA DELEGA AL GOVERNO, CHE CONSENTIRÀ ALL'ESECUTIVO "DI TENERSI LE MANI LIBERE PER POTER SCEGLIERE QUANTO DARE E A CHI". "NOI VOGLIAMO COMPLETARE UNA RIFORMA DEL PLURALISMO DELL'INFORMAZIONE CHE SIA STABILE - REPLICA ROBERTO RAMPI DEL PD -. POI, DI VOLTA IN VOLTA, IL GOVERNO INTERVERRÀ RISPETTO ALLE RISORSE E AD ALCUNIDECRETI ATTUATIVI. QUINDI È UNA LEGGE CHE, AL TEMPO STESSO, HA UNA CAPACITÀ DI ESSERE ELASTICA E DI MODULARSI NEL TEMPO, MA CHEHA UNA SUA STABILITÀ".   LA NORMATIVA RIVEDE LE FONTI DI FINANZIAMENTO DEL FONDO: AD ALIMENTARLO SARANNO NON SOLO LE RISORSE STATALI DESTINATE AL SOSTEGNO DELL'EDITORIA QUOTIDIANA E PERIODICA, MA ANCHE QUELLEPER LE EMITTENTI LOCALI. OLTRE ALLE RISORSE DERIVANTI DAL CANONE RAI, CI SARÀ UN CONTRIBUTO DI SOLIDARIETA' DA PARTE DEI CONCESSIONARI DI PUBBLICITA' SU TV E STAMPA (LO 0,1% DEL REDDITOCOMPLESSIVO ANNUO). GRAZIE AD UN EMENDAMENTO DELLA COMMISSIONEBILANCIO, NON SARANNO INCLUSE LE SOMME RISCOSSE PER LE MULTEAGCOM.







IL TESTO DELEGA, INOLTRE, IL GOVERNO A RIDEFINIRE L'INTERA DISCIPLINA, PARTENDO DALLA PLATEA DEI BENEFICIARI. TRA QUESTI POTRANNO ESSERCI, OLTRE ALLE TV LOCALI, LE COOPERATIVEGIORNALISTICHE E GLI ENTI SENZA FINI DI LUCRO, MA NON I GIORNALIDI PARTITO. ULTERIORI REQUISITI RIGUARDANO IL REGOLARE ADEMPIMENTO DEGLI OBBLIGHI DERIVANTI DAI CONTRATTI DI LAVORO E L'EDIZIONE DELLA TESTATA IN FORMATO DIGITALE. L'AMMONTARE DEL CONTRIBUTO DIPENDERÀ DAL NUMERO DI COPIE ANNUE VENDUTE E UTENTI UNICI RAGGIUNTI, OLTRE CHE, IN BASE A UN EMENDAMENTO DELLA BILANCIO, DAL NUMERO DI GIORNALISTI ASSUNTI. IL GOVERNO DOVRÀ INOLTRE STABILIRE CRITERI PIÙ STRINGENTI DI QUELLI ATTUALI PER IL RICORSO AI PREPENSIONAMENTI DEI GIORNALISTI E NUOVE REGOLE PER IL CONSIGLIO DELL'ORDINE DEI GIORNALISTI (IL NUMERO DEI COMPONENTI NON POTRÀ ESSERE SUPERIORE A 36). DOVRÀ, INOLTRE, INNOVARE IL SISTEMA DISTRIBUTIVO NELL'OTTICA DI UNA MAGGIORE LIBERALIZZAZIONE. (ANSA).



Nessun commento:

Posta un commento