martedì 22 marzo 2016



    


Riforma degli avvocati al traguardo



di Bianca Lucia Mazzei

Il Sole 24 Ore, 21 marzo 2016

Dopo un lungo periodo di stasi, l'attuazione della riforma della professione di avvocato ha accelerato il passo e, seppur in ritardo rispetto alle scadenze inizialmente previste, comincia a intravedere il traguardo. In base alla legge 247/2012 il mosaico di decreti e regolamenti applicativi avrebbe dovuto essere completato entro due anni dall'entrata in vigore e cioè entro il 2 febbraio 2015. Così non è stato poiché, a quella data, erano solo tre i provvedimenti ministeriali e governativi che avevano visto la luce (diversa la situazione per quelli del Consiglio nazionale forense che sono stati messi a punto nel biennio 2013-2014).
Ma negli ultimi mesi il processo si è velocizzato. Il 16 marzo scorso, è entrato in vigore il regolamento che individua i professionisti che possono partecipare alle associazioni tra avvocati, permettendo così la costituzioni di associazioni multidisciplinari (da non confondere con le società di avvocati).
Nei prossimi giorni usciranno in Gazzetta sia il decreto che individua i requisiti per l'esercizio della professione sia quello che disciplina l'esame di Stato. Stanno inoltre per arrivare in porto i regolamenti su tirocinio e praticantato, entrambi firmati dal ministro della Giustizia Andrea Orlando la scorsa settimana.
Il delicato tema dell'esercizio della professione in forma societaria, che la legge 247 affidava ad un Dlgs con termini ormai scaduti, è oggetto del Ddl concorrenza attualmente all'esame della commissione Industria del Senato. .
I provvedimenti in itinere sono ancora quattro ma al ministero assicurano che verranno varati entro l'estate. Fra questi spicca il decreto che definisce condizioni e massimali delle polizze assicurative: è stato messo a punto ma non è definitivo. Con molta probabilità seguirà un percorso più veloce degli altri in quanto non dovrebbe essere sottoposto alla lunga serie di pareri indicati dall'articolo 1 della legge 247.
Associazioni multidisciplinari - Commercialisti, consulenti del lavoro, architetti, ingegneri e geometri. Ma anche psicologi, medici, biologi, veterinari e agronomi. Spazia a tutto campo l'elenco dei professionisti che possono far parte delle associazioni tra avvocati individuate dal Dm uscito in Gazzetta il primo marzo e che rende possibile la costituzione di associazioni multidisciplinari capaci di fornire ai clienti più prestazioni. La disciplina attuale consente all'avvocato di partecipare ad una sola associazione, ma il Ddl concorrenza cancella questo limite.
Permanenza nell'albo - Il decreto che fissa i requisiti per l'esercizio "effettivo, continuativo e prevalente" della professione arriverà in Gazzetta in questi giorni. Molto atteso, individua le sei condizioni (da possedere congiuntamente) che permettono la permanenza nell'albo. In primo luogo la trattazione di cinque "affari" ogni anno, dove come spiega la relazione illustrativa, il termine "affari" include non solo gli incarichi di carattere giudiziale ma anche quelli stragiudiziali, come consulenze e pareri. Per aiutare i giovani avvocati gli incarichi possono essere inoltre assegnati anche da un altro avvocato e non necessariamente conferiti direttamente dal cliente.
Bisogna poi essere titolari di partita Iva (o personalmente o attraverso una società/associazione), avere uno studio e un'utenza telefonica (anche con utilizzo non esclusivo), un indirizzo Pec, rispettare l'obbligo di aggiornamento professionale e possedere una polizza assicurativa. Quest'ultimo requisito sarà operativo solo dopo il varo del decreto che fissa condizioni e massimali. La verifica dei requisiti è triennale, tranne che per gli iscritti all'albo da meno di cinque anni.
Ddl concorrenza - Dopo le modifiche inserite dalla commissione Industria del Senato la parte del Ddl concorrenza relativa alle società di avvocati dovrebbe essere praticamente definitiva. Le due novità rispetto al testo approvato dalla Camera assegnano ai soci avvocati la maggioranza all'interno dell'organo di gestione e chiariscono che i soci professionisti possono rivestire la carica di amministratori. Resta confermato che almeno due terzi del capitale sociale e del diritto di voto deve essere detenuto da avvocati o professionisti iscritti in albi . Secondo la tabella di marcia indicata dal relatore Luigi Marino (Ap) l'esame in commissione dovrebbe concludersi subito dopo Pasqua, cosicché il testo possa arrivare in aula entro metà aprile.

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