martedì 7 giugno 2016

UN CRONISTA ERA STATO QUERELATO DAI FAMILIARI DI UN BOSS  "ASSOLTO"  I GIUDICI RICONOSCONO "L'ESIMENTE DEL DIRITTO DI CRITICA".

Palermo, 7 giugno 2016. Il giornalista Rino Giacalone è stato assolto dall’accusa di diffamazione a mezzo stampa. Il cronista era stato querelato dai parenti del boss Mariano Agate, per l’espressione “montagna di m…” che il cronista aveva rivolto al capomafia, defunto nel 2013, all’interno di una biografia pubblicata su un blog. La decisione del giudice Gianluigi Visco, di fatto sancisce il nesso tra la caratura mafiosa del personaggio citato, e il giudizio critico nei suoi confronti. Mariano Agate, capo del mandamento di Mazara del Vallo, era considerato uomo di fiducia del capo di Cosa nostra Salvatore Riina in provincia di Trapani. Era stato indagato anche per la strage di Capaci in cui morirono il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, e tre agenti di scorta. E’ dunque un diritto del cronista, secondo i giudici, descrivere, in forme anche pesanti, pur mantenendo sempre fede all’interesse pubblico e alla continenza formale, la biografia di un soggetto di elevata e riconosciuta caratura criminale. “La sentenza – ha sottolineato il Vice-Presidente nazionale dell’Unci, Leone Zingales – sull’argomento ha aggiornato una giurisprudenza ingessata dal tempo”.  (UNCI)

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