martedì 7 giugno 2016


DIFFAMAZIONE, SU NORMA "PRO-CASTA" IL PD CORRE AI RIPARI. "L'AGGRAVANTE SCATTA SOLO SE LA DIFFAMAZIONE HA EFFETTO RITORSIVO". RESTA L'IPOTESI DI CANCELLARE IL CARCERE. (IN CODA: DALLA FNSI OK ALLA TUTELA DEGLI AMINISTRATORI PUBBLICI).




DI MICHELE ESPOSITO/ANSA


ROMA, 7 giugno 2016.  SULLA 
NORMA 'PRO-CASTA', DOPO LE POLEMICHE DI FINE MAGGIO, IL PD CORRE AI RIPARI. IL DDL SUL CONTRASTO AL FENOMENO DELLE INTIMIDAZIONI AI DANNI DEGLI AMMINISTRATORI LOCALI ENTRA INFATTI NEL VIVO E SI AVVIA AD ESSERE VOTATO, GIÀ DOMANI, DALL'AULA DI PALAZZO MADAMA. E IL PD A COMINCIARE DAL RELATORE DEL DDL GIUSEPPE CUCCA, OGGI METTE IN CAMPO UN PRIMO INTERVENTO PER TENTARE DI SPALAR VIA OGNI DUBBIO SULLA NORMA PIÙ DISCUSSA DEL PROVVEDIMENTO: QUELLA CHE PREVEDE IL CARCERE FINO A 9 ANNI PER IL GIORNALISTA CHE DIFFAMA UN POLITICO, UN AMMINISTRATORE PUBBLICO O UN MAGISTRATO.    IL DDL NELL'ARTICOLO 3 INTRODUCE - CON UNA NUOVA NORMA DEL CODICE PENALE, L'ART. 339 BIS - UN' AGGRAVANTE DELLA PENA ("DA UN TERZO ALLA METÀ") PER I REATI DI DIFFAMAZIONE, LESIONI PERSONALI, VIOLENZA PRIVATA, MINACCIA E DANNEGGIAMENTO "SE IL FATTO È COMMESSO AI DANNI DI UN COMPONENTE DI UN CORPO POLITICO, AMMINISTRATIVO O GIUDIZIARIO A CAUSA DELL'ADEMPIMENTO DEL MANDATO, DELLE FUNZIONI O DEL SERVIZIO". LA NORMA INTERVIENE QUINDI ANCHE SULL'ATTIVITÀ GIORNALISTICA E, GIÀ AL MOMENTO DEL SUO OK IN COMMISSIONE, AVEVA SCATENATO LA PROTESTA DELL'Fnsi E PIÙ DI UN DUBBIO IN ALCUNI ESPONENTI DEL PD.    DA QUI, ANCHE, LA VOLONTÀ DI CORRERE AI RIPARI CON UN EMENDAMENTO DEL RELATORE CUCCA PER CHIARIRE, NERO SU BIANCO, CHE L'AGGRAVANTE INTERVIENE SOLO SE LA "DIFFAMAZIONE HA EFFETTO RITORSIVO" E SGOMBRARE COSÌ - SOTTOLINEA IN AULA LO STESSO SENATORE PD - OGNI "INTERPRETAZIONE STRUMENTALE" DEL PROVVEDIMENTO. CONCETTO CHE RIBADISCE ANCHE IL CAPOGRUPPO PD IN COMMISSIONE GIUSTIZIA GIUSEPPE LUMIA. "VOGLIAMO FUGARE OGNI DUBBIO DAL FATTO CHE SI METTA IN DISCUSSIONE IL DIRITTO DEI CITTADINI AD ESSERE INFORMATI", SOTTOLINEA LUMIA IN  AULA RIMARCANDO COME IL PD SIA APERTO AD OGNI "ULTERIORE CONTRIBUTO" PER ARRIVARE "INSIEME" ALL'APPROVAZIONE DI UN PROVVEDIMENTO CON CUI SI METTE "UNO STOP A MINACCE E VIOLENZE" A SINDACI E AMMINISTRATORI LOCALI.   E ULTERIORI RITOCCHI, IN EFFETTI, POTRANNO ESSERCI GIÀ NELLE PROSSIME ORE. AL SENATO SI STA LAVORANDO AD UNA NUOVA MEDIAZIONE CHE SPECIFICHI, NEL TESTO STESSO, A QUALI ATTI O TIPOLOGIE DI DIFFAMAZIONE RITORSIVA SI APPLICHI L'AGGRAVANTE DELLA PENA. O, ANCOR PIÙ NETTAMENTE, SI POTREBBE OPTARE PER UNA CANCELLAZIONE 'TOUT-COURT' DEL REATO DI DIFFAMAZIONE TRA QUELLI CONTENUTINELL'ART. 3. BASTERÀ? PER IL SENATORE CARLO GIOVANARDI, TRA I PIÙ CRITICI ANCHE IN COMMISSIONE, IL TEMA È UN ALTRO: "LE NORME VANNO APPLICATE SOLO AGLI AMMINISTRATORI LOCALI. IL DDL COSÌ GARANTISCE MAGGIORMENTE PARLAMENTARI E MAGISTRATI".(ANSA).



DALLA FNSI OK ALLA TUTELA DEGLI AMINISTRATORI PUBBLICI: "Invitiamo   il   legislatore   a   non  'inquinare'   il provvedimento con norme relative alla diffamazione che prevedano l'inasprimento delle sanzioni penali e del carcere per i cronisti". - Roma, 7 giugno 2016 - «La   Fnsi   condivide   la   necessità   che   il   Parlamento   definisca   una   normativa   a   tutela   degli amministratori   pubblici  minacciati   da   mafie   e   camorre,   anzi   ritiene   che   sempre   più   il   mondo dell'informazione   debba   "illuminare"   le   aree   a   rischio   sostenendo   chi   contrasta   ogni   forma   di illegalità   e   di   criminalità.   Proprio   per   questo   invitiamo   il   legislatore   a   non   "inquinare"   il provvedimento con norme relative alla diffamazione che prevedano l'inasprimento delle sanzioni penali e del carcere per i cronisti». Lo affermano, in una nota, il segretario generale e il presidentedella Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti. «Per altro, sempre al Senato – rilevano – giace da oltre un anno la riforma della diffamazione che prevede l'abrogazione del carcere così come chiesto dalle istituzioni europee e sancito da numerose sentenze della Corte di Giustizia. L'eventuale approvazione di una norma simile, decontestualizzata dalla riforma della diffamazione, rischia di creare un clima di rinnovata tensione del quale non sisente davvero la necessità». (www.fnsi.it)


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