giovedì 26 gennaio 2017


IL CADAVERE DELLA BAMBINA UCCISA DAL PADRE 

UCCISA A BOTTE DAL PADRE
LA  “CAPPUCCETTO ROSSO” DI MONDRAGONE
Luigi Pellegrino il padre assassino 



Il delitto avvenne il  7 agosto del 1954 a Mondragone in località “Areviti” nella
“Masserietta” di proprietà dell’assassino

La mamma e le vicine incredule 




Tra i primi sospettati un evaso dal manicomio che era transitato a piedi nella località.
incaprettata e imbavagliata dal padre assasino


Un gruppo di agricoltori offrì al   sindaco dell’epoca avv. Francesco Beatrice, la somma  di un milione quale premio per la identificazione  dell’assassino. 


Era andata a portare la minestra allo zio ma si addormentò nel bosco e per questo venne ammazzata a botte dal padre Luigi Pellegrino. 


Questi alterò  la scena del crimine per simulare una violenza carnale. 



Poi accusò ingiustamente (pur sapendoli innocenti )  i fratelli  Nunzio e Pasquale Fardella.  



Condannato  chiese la revisione del processo protestandosi innocente  svelando gli autori di un assassinio che era rimasto ignoto.  



Due carabinieri  sotto il tavolaccio della camera di sicurezza in cui erano ristrette le donne sospettate sentirono che la donna rimproverava la figlia per essersi lasciata convincere a confessare e la Savina prima rispose che aveva detto la verità e poi promise che non avrebbe più parlato.  


Intanto il Pellegrino anche dopo la condanna, dal carcere di Sulmona,  dopo 8 anni dal delitto continuava, insomma, nel suo piano criminoso, ispirato al più “sfacciato mendacio”. 



La Cassazione lo smentì per ben due volte negandogli la revisione del processo






NELLA RUBRICA
“CRONACHE DAL PASSATO”
A CURA DI FERDINANDO TERLIZZI
SUL QUOTIDIANO
“CRONACHE DI CASERTA”
E ON LINE SU
“SCENA  CRIMINIS”


La condanna  fu a 22 anni di reclusione per omicidio, calunnia e simulazione.

  
LUNEDI’  30 GENNAIO 2017






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