Riunioni ogni giorno per la task force di
Colao. "Servono molti più dati sull'epidemia"
Giornata di ascolto delle
relazioni di Borrelli, Iss e Inail su quanto fatto finora, ora si entra nel
vivo. Priorità alla sicurezza sul lavoro. Uno degli esperti all'Huffpost.
"Margini per far qualcosa di utile. La conoscenza può aiutare a guidare la
politica in questa fase"
Una
riunione di ascolto per capire lo stato dell’arte. Due ore e mezza in
videoconferenza con Vittorio Colao, i 17 esperti che compongono la task force,
il commissario straordinario Angelo Borrelli, Silvio Brusaferro dell’Iss e
rappresentanti dell’Inail. Uno dei partecipanti alla riunione spiega
all’Huffpost che “è stato senza dubbio utile per capire cosa è stato fatto
finora, i protocolli che sono stati messi a punto con i sindacati. Abbiamo
avuto la possibilità di ascoltare e fare molte domande, penso che ci sia
margine per fare qualcosa di utile. Domani si riparte, ci riuniremo ogni giorno
e potremo avviare le discussioni tematiche”. Riunioni quotidiane per preparare
l’incontro con il Governo che si terrà in settimana.
Il
lavoro è in una fase embrionale e gli esperti non sono stati divisi ancora in
gruppi tematici. Perché diversi saranno i temi che dovranno affrontare in vista
della Fase 2. La pressione della politica per ripartire è crescente, mentre gli
scienziati insistono per mantenere ancora le restrizioni. Con la proroga del
lockdown fissata al 3 maggio, già circola sul tavolo del Governo l’ipotesi di
riavviare prima alcune filiere particolarmente danneggiate, come la moda,
l’automotive e la metallurgia. Intanto ripartono librerie, cartolibrerie e
negozi di abbigliamento per bambini. Per tutte queste attività il problema è il
medesimo: la convivenza con il virus, nella piena tutela dei lavoratori. Ecco
allora che il principale dei problemi sul tavolo è quello dei protocolli di
sicurezza nei luoghi di lavoro. Alla task force il compito quindi di studiare
interventi di tutela della safety dei lavoratori che non siano solo limitati
alla indispensabile fornitura dei dispositivi di protezione individuale (come
mascherine e guanti, o la presenza dei gel disinfettanti), ma che consentano
anche una rapida individuazione di possibili cluster del contagio e un
conseguente rapido intervento.
La
fase 2 sarà certamente caratterizzata dal distanziamento sociale, quindi dallo
studio di soluzioni per diminuire la densità di persone. L’immagine di un autobus
nell’ora di punta costringe a ripensare gli schemi di funzionamento delle
attività lavorative, orientandoli a una maggiore flessibilità di turni e orari,
per ridurre le presenze nei luoghi di lavoro, ma anche per allentare la
pressione sui trasporti. Ecco allora che la ministra dei Trasporti Paola De
Micheli a “Un giorno da pecora” su Radio1 si spinge a ipotizzare un mix di
smart working e di orari flessibili, a partire dagli uffici pubblici, per
scaglionare gli ingressi al lavoro. Oppure tecnologie che permettano di contare
e di limitare gli accessi negli autobus o nei treni, magari stabilendo come
criterio che i passeggeri siano seduti e non occupino tutti i posti.
Compito
della task force è anche proporre modelli per la ripresa delle relazioni
sociali. “Non trascureremo i più fragili che oggi vivono ancora più disagio. E
dopo la fase di ripartenza, dovremo offrire una visione nuova al Paese”, dice
Filomena Maggino, consigliere della presidenza del Consiglio a capo della
cabina di regia “Benessere Italia” e membro della task force.
Il
team si è formato nel giro di pochissime ore alla fine della scorsa settimana,
ma il Governo si attende a breve già primi risultati, anche se l’orizzonte
della Fase 2 al momento è fissato al 3 maggio. “La conoscenza può aiutare a
guidare la politica in questa fase. Quello che è certo – prosegue la fonte - è
che abbiamo bisogno di una base di informazioni molto più ampia di quella
attuale sull’andamento dell’epidemia per poter pianificare il dopo”. Tamponi,
test sierologici o quant’altro saranno quindi indispensabili per affiancare il
lavoro della task force e immaginare un percorso di riaperture delle attività
produttive a garanzia della salute dei lavoratori e più in generale dei
cittadini.

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