"Difesa negata a Palamara". Il
difensore del magistrato replica all'Anm
“Carissimo
Presidente e carissimi colleghi, ho letto con molta sorpresa ed altrettanta
amarezza il Vostro comunicato in data 24.6.2020 tuttora presente sul sito
dell'Anm. Non mi sarei aspettato che, in risposta ad una mia intervista al
quotidiano il Dubbio che conteneva, tra l'altro, legittime critiche ad una
decisione assunta dal C. d. c. con particolare riguardo alle procedure
adottate, mi venisse replicato di avere reso affermazioni false. Al di là dei
toni utilizzati nei miei confronti che mi sembrano un po' sopra le righe e non
in linea con l'abituale dialettica associativa alla quale da tanto tempo
partecipo anche con molti di Voi, mi permetto di rilevare quanto segue.
Al
contrario di quanto da Voi affermato, nella mia intervista non si dice affatto
che la proposta del Collegio dei Probiviri e la delibera del Comitato direttivo
centrale si fonda su articoli di stampa; viceversa io ho affermato che il dott.
Palamara si è potuto difendere davanti al Collegio dei Probiviri sulla base di
una contestazione che faceva riferimento a notizie tratte da articoli di stampa
(nota indirizzata al dott. Palamara a firma del presidente del Collegio del
22.7.2019 prot. 31/19/BDM/es); non a caso, in quella sede nel corso dell'audizione
del dott. Palamara tenutasi in data 2.3.2020, ho eccepito il difetto della
contestazione, per la mancata specificazione dei comportamenti attraverso i
quali si sarebbero consumate le plurime violazioni del codice etico addebitate
allo stesso dott. Palamara (verbale audizione del dott. Palamara dinanzi al
Collegio dei Probiviri in data 2.3.2020).
È
vero, allora era già stata acquisita da parte del Collegio dei Probiviri
l'ordinanza cautelare emessa dalla sezione disciplinare del Csm ed era conosciuta
la motivazione della sentenza della Corte di Cassazione con la quale era stato
respinto il ricorso proposto dal dott. Palamara; ma di detti atti non vi era
alcuna menzione nella suddetta contestazione elevata dal Collegio dei Probiviri
al dott. Palamara.
Evidenziavo,
quindi, che solo attraverso le conclusioni del Collegio (atto a firma del
presidente del Collegio del 2.3.2020 comunicato mio tramite al dott. Palamara
solo in data 12.6.2020), quelle contestazioni, inizialmente del tutto generiche
e tali da non consentire un'adeguata difesa, si erano poi materializzate nella
descrizione dei comportamenti contestati; proprio in ciò, a mio avviso, poteva
giustificarsi la richiesta avanzata dal dott. Palamara di rendere dichiarazioni
dinanzi al Cdc, richiesta, peraltro, già preannunciata dinanzi al Collegio dei
Probiviri.
In
sostanza, pare evidente che al dott. Palamara è stato negato il diritto di
difendersi rispetto a comportamenti questa volta ben dettagliati e
circostanziati per come descritti nelle conclusioni dei Probiviri al Cdc. Ed è
stata negata anche al sottoscritto la possibilità di intervenire al Cdc per
illustrare le ragioni sottese alla richiesta del dott. Palamara; ciò ha
determinato la necessità dell'intervista, resa peraltro, nonostante la forte
attenzione mediatica alla vicenda, esclusivamente ad un quotidiano
particolarmente attento alle problematiche attinenti al funzionamento della
Giustizia ed alle attività delle componenti delle associazioni di categoria
coinvolte.
Mi
sembra ancora necessario precisare che il procedimento disciplinare a carico
del dott. Palamara dinanzi al Csm non è stato affatto definito, essendosi
esaurita solo la fase cautelare ed i rinvii della trattazione del procedimento
dinanzi al Collegio dei Probiviri sono stati determinati, come può evincersi
dai verbali del Collegio, solo da impedimenti dello scrivente o dello stesso
dott. Palamara; solo in data 12.12.2019 era stato chiesto, tra l'altro, di
attendere il deposito della sentenza della Corte di Cassazione sul ricorso
proposto dal dott. Palamara, la cui trattazione era avvenuta all'udienza del
3.12.2019.
Nulla
posso dire sulla strategia difensiva del dott. Palamara nel procedimento che lo
riguarda pendente dinanzi alla Procura di Perugia e su eventuali acquisizioni di
atti da parte dell'Anm; viceversa, come a Voi certamente noto, al dott.
Palamara, da quell'Autorità giudiziaria, è stata negata, allo stato, la
possibilità di acquisire elementi probatori, a suo dire utili, per chiarire i
fatti oggetto di contestazione da parte del Collegio dei Probiviri. Alla luce
di quanto fin qui esposto e risultante dagli atti in Vostro possesso e dal
testo chiarissimo della mia intervista al quotidiano Il Dubbio, Vi invito a
rettificare il contenuto del Vostro comunicato in data 24.6.2020, sicuramente
frutto di un fraintendimento delle mie dichiarazioni.
Fonte:Il Dubbio, 28 giugno 2020

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