Luca Palamara,
"pronta la lista del politici al suo servizio". Indiscreto dal Csm:
tremano i palazzi romani
Un parterre “de roi” per la prima
udienza del processo disciplinare di
Luca Palamara prevista per il 21 luglio. La difesa dell'ex presidente
dell'associazione nazionale magistrati (Anm) si prepara a presentare un lunga
lista di testi. «Nella mia vita ho frequentato mondo politico istituzionale, ho
conosciuto Zingaretti quando era presidente della provincia di Roma. Conoscevo
lui come tanti altri esponenti dei partiti». Lo ha detto Luca Palamara,
intervistato da Zweb tv, la web tv dedicata alla Generazione Z e ai Millennial.
Un mercato delle vacche
collaudatissimo. Eppure Palamara.... L'onestà di Carlo Nordio, toghe ridotte a
zero
Quanto alla decisione del
procuratore generale della Cassazione di chiedere per lui il processo
disciplinare ha risposto: «Era nelle cose, c'è amarezza ma anche la
consapevolezza di potere chiarire tutti i fatti che mi vengono contestati. Si
tratterà di un processo pubblico quindi in quella sede con il deposito degli
atti della procura di Perugia sicuramente il materiale a disposizione sarà
sicuramente più ampio».
«Ho fatto parte del sistema delle
correnti, avrei voluto parlare all'Anm, ma mi è stata negata la possibilità di
farlo, sono stato animato dai più nobili ideali», ha aggiunto. Si prepara dunque uno scossone perché
potrebbero sfilare politici, imprenditori, magistrati. Al momento i magistrati
sotto processo disciplinare sono dieci. Il giudizio disciplinare è stato
chiesto oltre che per Luca Palamara, per i 5 ex togati del Csm dimissionari lo
scorso anno, Antonio Lepre, Luigi Spina, Corrado Cartoni, Gianluigi Morlini e
Paolo Criscuoli, Cosimo Ferri, l’ex pm romano Stefano Fava, l’ex pm della Dna
Cesare Sirignano più due magistrati segretari del Csm, per uno dei quali la
richiesta di giudizio disciplinare era già stata avanzata.
Per la posizione di Cosimo Ferri,
magistrato in aspettativa e deputato di Iv, "abbiamo chiesto alla sezione
disciplinare del Csm di chiedere l’autorizzazione a usare le conversazioni
intercettate alla Camera’’, ha chiarito il pg della Cassazione, Giovanni Salvi,
in conferenza stampa.
Tra i punti contestati ai
magistrati per i quali è stato chiesto il procedimento vi è quello dell'interferenza
nell'esercizio dell’attività del Consiglio superiore della magistratura, in
relazione all’incontro in un albergo romano per discutere di nomine ai vertici
delle principali procure italiane. "L’elemento sta nel fatto che le scelte
venivano esposte in relazione a condotte, richieste o temute, rispetto a
posizioni processuali per favorire qualcuno o danneggiare qualcun altro",
ha spiegato Salvi, per il quale la vicenda nata dall’inchiesta di Perugia
"ha segnato un punto di non ritorno, quello che è successo è
irreversibile".

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