martedì 4 maggio 2021

 


MERCOLEDì 5 MAGGIO 2021
Clamoroso
In cento anni sono stati venduti 80 milioni di flaconi di Chanel n. 5 [Ginori, Rep].
 
In prima pagina
• José Mourinho è il nuovo allenatore della Roma. Ha firmato un contratto per le prossime tre stagioni
• La Commissione Europea ha autorizzato il consumo alimentare delle larve delle tarme della farina. È il primo ok agli insetti nel piatto
• Draghi annuncia: «Dalla seconda metà di maggio sarà operativo il green pass per i viaggi in Italia. Prenotate da noi»
• Ieri ci sono stati altri 305 morti di Covid. I ricoverati in terapia intensiva sono 2.423 (-67). Il tasso di positività è sceso al 2,9%, mai così basso dal 15 gennaio. Le persone vaccinate sono 6.516.019 (il 10,93% della popolazione)
• Oltre due milioni di dosi di AstraZeneca rimangono nei frigoriferi delle regioni
• Alle elezioni regionali di Madrid trionfa la destra. Nella notte il capo di Podemos Pablo Iglesias annuncia: «Lascio la politica»
• Bruxelles sospende l’accordo sugli investimenti con la Cina in seguito all’escalation sulle sanzioni
• Una diplomatica dell’ambasciata svizzera in Iran è morta dopo essere precipitata da un palazzo di Teheran
• A Città del Messico è crollato un cavalcavia su cui stava passando un treno della metropolitana. Almeno 23 i morti, oltre 70 i feriti
• Un razzo cinese fuori controllo potrebbe causare una pioggia di detriti al rientro sulla terra
• Condorelli, re dei torroncini, denuncia il pizzo: quaranta arresti in Sicilia
• Champions, il Manchester City batte il Psg e va in finale. Stasera si gioca Chelsea-Real Madrid
• Agli Internazionali di tennis di Roma dagli ottavi ci sarà il pubblico fino al 25% della capienza massima
• La spedizione della Rai per le Olimpiadi di Tokyo sarà composta da 79 giornalisti
 
Titoli
Corriere della Sera: Viaggi in Italia, arriva il pass
la Repubblica: Sì ai turisti, arriva il pass verde
Il Sole 24 Ore: Incentivi 4.0, via libera alla cessione dei crediti d’imposta alle banche
Avvenire: Lavoro al sicuro
Il Messaggero: Magia Friedkin. La Roma a Mourinho
Il Giornale: Bomba su Davigo
Leggo: So’ Mou
Qn: Psicosi AstraZeneca, milioni di dosi ferme
Il Fatto: Casellati vola in “blu” quanto tutti i ministri
Libero: Salvini sfida Fedez
La Verità: Loggia segreta, i pm si svegliano. Mattarella invece dorme ancora
Il Mattino: Recovery, i progetti per il Sud
il Quotidiano del Sud: I partiti si sveglino
il manifesto: Il costo del lavoro
Domani: Enrico Letta chiede a Draghi di arginare il “metodo Salvini”
C’era una volta
Dieci anni fa
Venerdì 6 maggio 2011. Caso Ruby. La procura chiede il rinvio a giudizio per il giornalista Emilio Fede, la consigliera regionale del Pdl lombardo Nicole Minetti e l’agente dello spettacolo Lele Mora. «Dopo aver ottenuto il processo immediato (già in corso) per il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ora la Procura di Milano chiede il rinvio a giudizio anche per gli altri tre indagati accusati di aver favorito la prostituzione di Karima Ruby El Mahroug e di altre 32 giovani donne che con il premier avrebbero avuto rapporti sessuali a pagamento tra il settembre 2009 e il gennaio 2011» [CdS].
Al Qaeda ha finalmente ammesso la morte del suo leader, Osama Bin Laden, in seguito al blitz americano in Pakistan. Ma giura vendetta contro gli Stari Uniti. Poi rassicura i terroristi: «Osama non ha creato un’organizzazione che possa morire dopo il suo decesso». Come a dire: la guerra prosegue.

Venti anni fa
Domenica 6 maggio 2001. In Siria Giovanni Paolo II, primo papa della storia, visita una moschea di Damasco. «A piedi scalzi e affaticato per il viaggio, ha pregato nel tempio islamico di Damasco che ospita il memoriale di Giovanni il Battista. “La pace sia con voi”, ha esordito in arabo. “Per tutte le volte che i musulmani e i cristiani si sono offesi reciprocamente, dobbiamo cercare il perdono dell’Onnipotente e offrire il perdono gli uni agli altri. Gesù ci insegna che dobbiamo perdonare le offese altrui, se vogliamo che Dio perdoni i nostri peccati”. Giovanni Paolo II, accompagnato dal gran muftì di Siria, ha invitato a compiere ogni sforzo per “presentare le nostre due religioni non in opposizione, come è accaduto fin troppo nel passato, ma in collaborazione”. Sul fronte diplomatico, dopo le accuse del leader Assad, Israele ha chiesto al Vaticano di condannare “l’antisemitismo siriano”».
Durante la partita Inter-Atalanta alcuni tifosi scaraventano un motorino dal secondo anello della curva nord dello stadio Meazza.
Il campo venne squalificato per 2 giornate e l’Inter multata per 30 milioni di lire.

Venticinque anni fa
Lunedì 6 maggio 1996. La proposta di Bossi ha fatto arrabbiare la chiesa. «Drastico no alla minaccia di secessione, pronunciato dal cardinale Ruini ad apertura dell’assemblea dei vescovi: “Rompere l’unità d’Italia sarebbe andare contro alle possibilità di sviluppo e agli interessi economici delle nostre popolazioni, del Nord come del Centro e del Sud”».
«Sconto fiscale alle famiglie adottive. Lo promette negli Stati Uniti il presidente Bill Clinton, rilanciando un’idea dei repubblicani. Le famiglie che optano per l’adozione potranno contare su una detrazione fiscale pari a 5mila dollari per figlio» [CdS].
È stato ritrovato in un fiume il cadavere dell’ex capo della Cia William Colby.
Il 28 aprile era stato stroncato da un infarto mentre era in canoa.
L’attore Flavio Bucci è stato vittima degli strozzini. Si era fatto prestare 62 milioni e avrebbe dovuto restituirne 300. Per gli inquirenti, Bucci era caduto nelle mani di un clan che faceva capo all’editore Leone Cancrini, finito alla ribalta della cronaca nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio della contessa Alberica Filo della Torre, uccisa all’Olgiata nel 1991 [CdS].
Ezio Mauro assume la direzione di Repubblica.

Trenta anni fa
Lunedì 6 maggio 1991. La Jugoslavia verso la guerra civile. «Dopo gli scontri di Borovo Selo e l’ondata di attentati terroristici di matrice serba, è esplosa l’ira del popolo croato. E l’esercito ha subito risposto decretando lo stato d’allerta in tutto il Paese. La situazione è precipitata stamattina dopo che le autorità croate avevano divulgato le foto dei cadaveri di Borovo Selo, dodici agenti croati mostruosamente maciullati: orecchie tagliate, arti sezionati, gole sgozzate, volti macellati» [CdS].
Il presidente Bush, che s’era sentito male mentre faceva jogging a Camp David, è tornato al lavoro. Stamattina ha lasciato l’ospedale dove era stato ricoverato. «Esclusa l’ipotesi di infarto, e bocciata l’idea di stimolare il ritmo cardiaco con scariche elettriche, i medici del Naval Hospital di Bethesda si sono limitati a consigliare al presidente di non strafare, né col lavoro né con lo sport».

Quaranta anni fa
Mercoledì 6 maggio 1981. In piena notte, dopo la scoperta di alcuni documenti nella villa di Licio Gelli, viene perquisita la sede della Massoneria del Grande Oriente di palazzo Giustiniani a Roma. Vengono sequestrati documenti riguardanti la Loggia P2. La scena ripete per altre due volte nelle ore seguenti, a Villa Medici del Vascello, nuova sede massonica, e in un appartamento al quarto piano di via Giovan Battista Vico 20 dove - dietro l’immancabile facciata di un Centro studi - c’è la filiale romana della P2. Un primo risultato concreto è stato raggiunto: al giudice Sica i carabinieri hanno consegnato un elenco con alcune centinaia di nomi. Dovrebbero essere gli iscritti alla loggia coperta, ossia segreta.
Gli Usa hanno dato cinque giorni di tempo ai diplomatici della Libia (una sessantina in tutto) per lasciare gli Stati Uniti. Il dipartimento di Stato ha dato l’annuncio del provvedimento di espulsione dopo un consulto tra il presidente Reagan e il segretario di Stato Haig, appena tornato dalla riunione atlantica di Roma. In tal modo - ha precisato il portavoce - «i rapporti americano-libici vengono ridotti al livello più basso compatibile con il mantenimento delle relazioni diplomatiche. La decisione è una mossa deliberatamente calcolata: con questo gesto Washington intende dare una forma concreta alla protesta sia contro l’appoggio di Gheddafi al terrorismo internazionale sia contro la politica espansionistica seguita dalla Libia in Africa».
«La Montedison torna interamente privata: questo clamoroso e inatteso annuncio è stato fatto ieri dal ministro delle Partecipazioni statali, De Michelis, alla Commissione Bilancio della Camera. Un consorzio di imprenditori privati, guidato da Mediobanca, e del quale fanno parte gruppi del peso della Fiat, della Pirelli e della Bonomi, si è infatti dichiarato disponibile ad acquistare il 17% di azioni in mano pubblica partecipando al successivo aumento di capitale della Montedison, con un investimento calcolabile in 300-400 miliardi di lire relativamente ai nuovi soci privati: l’intera operazione richiederà un impegno di 600-700 miliardi» [CdS].
Svolta nelle elezioni presidenziali francesi. Il leader gollista Chirac ha dato il suo endorsement a Giscard d’Estaing.

Cinquanta anni fa
Giovedì 6 maggio 1971. «Fra le diciassette e le diciassette e trenta, all’uscita dalla scuola svizzera, hanno rapito Milena Sutter, una ragazzina di tredici anni, bionda, capelli lunghi, graziosa, già una signorinetta, figlia di un ricco industriale svizzero, la cui azienda opera a Genova dal 1910. Per tutta la notte si è pensato e forse quasi sperato che si trattasse di una fuga, una ragazzata, per quanto apparisse incomprensibile» [CdS].
A Berlino Est muore Helene Weigel, la vedova di Bertolt Brecht. Aveva quasi 71 anni. «Il teatro tedesco, nelle due Germanie, è in lutto. Nel 1956, dopo la morte del grande drammaturgo, Helene Weigel assunse la direzione del Berliner Ensemble. Cominciò allora il suo vero lavoro: attrice, regista, intendente, la “grande vedova” riuscì, con mezzi non sempre adeguati, ad esportare Brecht, portando il suo teatro dappertutto. Uno dei suoi maggiori successi risale a pochi mesi fa, con la messinscena dei Giorni della Comune, nel centesimo anniversario dell’insurrezione di Parigi. Helene Weigel - che è stata di recente criticata, anche acerbamente, per aver impedito la pubblicazione di certe lettere del marito e la rappresentazione di certi suoi drammi - è comunque riuscita a fare del Berliner Ensemble un autentico e riconosciuto tempio brechtiano. Abbandonata da numerosi suoi collaboratori dopo dispute aspre e dolorose, è rimasta al suo posto fino in fondo, con l’indispensabile sostegno del governo comunista della Ddr. La sua morte rende adesso possibile, finalmente, un’indagine approfondita sugli ultimi anni di vita di Brecht, dopo la rivolta operaia della Stalinallee di Berlino-Est: oggi è necessario sapere quali furono in realtà ì rapporti fra il maggiore scrittore tedesco del secolo e il governo della Germania orientale».

Settanta anni fa
Domenica 6 maggio 1951. «Con sorridente cordialità, l’on. De Nicola ha, stamane, presieduto per la prima volta i lavori dell’assemblea a palazzo Madama, prendendo così possesso del suo altissimo ufficio. De Nicola, insieme col questore Priolo, è entrato svelto nell’aula, mentre Lina Merlin finiva di leggere il processo verbale. Il vice presidente anziano Alberti s’è alzato dalla grande poltrona dorata e si è affrettato a cedergliela. De Nicola gli ha stretto la mano, lo ha abbracciato: frattanto tutti erano sorti in piedi e applaudivano calorosamente» [CdS].
Nel terzo giorno di udienza al Congresso Usa Mac Arthur da una parte condanna la guerra di Corea, dall’altra pare voglia estenderla alla Cina comunista.

Ottanta anni fa
Martedì 6 maggio 1941. «Partenza per Monfalcone. Nel treno, Mussolini è piuttosto pensoso. Parliamo a lungo delle prospettive future della guerra. Non posso dire ch’egli ora che ha deposto la sua ottimistica visione di una rapida fine abbia un’idea chiara del futuro. Gli espongo alcune mie considerazioni, per le quali una pace di compromesso dovrebbe essere da noi salutata quale un favorevole evento, soprattutto adesso che abbiamo fatto il nostro bottino. Sembra essere d’accordo, tanto più che alcune recenti vicende e soprattutto gli attriti che in Grecia si sono manifestati con le truppe tedesche, gli hanno aperto gli occhi su tante cose» [dai Diari di Galeazzo Ciano].
Federico Fellini finisce di collaborare al soggetto del film Avanti, c’è posto, insieme a Cesare Zavattini e Aldo Fabrizi. Si firma Federico. «In questa fase Federico considera il cinema come uno dei tanti giornali ai quali collabora, un giornale più diffuso e che paga meglio. Non tiene affatto alle sue invenzioni, le vende e all’occasione le svende, butta là le idee e se le dimentica come fa con gli articoli». [Kezich 2007] Nel frattempo, si trasferisce in un residence di via Nicotera 26, mentre la madre Ida e la sorella Maddalena tornano a Rimini.

Cento anni fa
Venerdì 6 maggio 1921. A Cittadella la squadra d’azione Benito Mussolini occupa la Camera del lavoro come ritorsione per il ferimento del segretario fascista Angelo Rossi; l’intervento della forza pubblica porta all’incarcerazione dei fascisti: immediata l’adunata delle camicie nere venete, con l’assedio della prigione e una sparatoria con i carabinieri; gli assalitori uccidono un maresciallo ma hanno la peggio e perdono 3 componenti della squadra La Serenissima (Angelo Boscolo Bragadin, Giovanni Battista Fumei, Vittore Mezzomo) [Franzinelli1].
Ad Antignana le camicie nere sequestrano il parroco, lo percuotono a sangue e l’indomani lo consegnano al commissario di polizia di Pola, dopo avergli fatto firmare una dichiarazione in cui s’impegna a non rientrare in parrocchia prima delle elezioni [Franzinelli1].
L’avvocato Lanfranconi, candidato fascista alla Camera, guida la spedizione contro il circolo socialista di Varzi (Pv); nel corso della giornata gli squadristi invadono le case di alcuni «sovversivi» e bastonano anche i loro familiari [Franzinelli1].
Invase e distrutte la Società di mutuo soccorso di Rifredi, a Firenze, i circoli socialisti e comunisti di Pontedera e di Bientina (Pi), la sezione socialista e il circolo anarchico di Monterotondo Marittimo (Gr) [Franzinelli1].
Dimissioni forzate per le amministrazioni comunali di Bagnolo San Vito e di Roncoferraro (Mn) [Franzinelli1].
I 1.300 operai della Fiat licenziati hanno accettato di andarsene in cambio dell’offerta di 200 lire da parte della fabbrica.

Centoventi anni fa
Lunedì 6 maggio 1901. A Genova nuovo sciopero nel porto, dei chiattatori e stivatori.
Con 106 voti di maggioranza la Camera dei Comuni ha approvato la nuova tassa sul carbone. La stampa magnifica la vittoria del Governo ma si avranno scioperi parziali nei distretti del Nord.

Centotrenta anni fa
Giovedì 6 maggio 1891. Si rinnova per la terza volta la Triplice alleanza. Sono accolti i patti collaterali sottoscritti il 20 febbraio 1887. E inoltre: le tre potenze (Austria, Germania, Italia) mirano al mantenimento dello statu quo in Oriente, si impegnano a scambiarsi tutte le informazioni possibili relative a quel teatro e convengono che, in caso di occupazioni forzate nei Balcani, sulle coste ottomane o nelle isole del Mar Egeo, s’accorderanno preventivamente. È inteso fin da ora che queste occupazioni saranno fondate sul compenso reciproco, per qualunque vantaggio territoriale o d’altra natura che fosse ottenuto rispetto allo statu quo attuale. La Germania è impegnata «ad appoggiare l’Italia in qualunque azione, sotto forma di occupazione o di altra assicurazione di garanzia» nel caso per l’Italia diventasse impossibile mantenere lo statu quo in Tripolitania e Cirenaica. In nessun caso queste intese riguardano l’Inghilterra e la sua posizione in Egitto. L’articolo 10 precisa ancora: «Se accadesse che la Francia tentasse di estendere la sua occupazione o il suo protettorato o la sua sovranità, sotto una forma qualunque, sui territori nord-africani, e che in conseguenza di questo fatto l’Italia credesse di dovere, per salvaguardare la sua posizione nel Mediterraneo, intraprendere essa medesima un’azione sui detti territori nord-africani, oppure ricorrere, sul territorio francese in Europa, a misure estreme, lo stato di guerra che ne seguirebbe fra l’Italia e la Francia costituirebbe ipso facto, a domanda dell’Italia e a comune carico della Germania e dell’Italia, il casus foederis previsto dagli articoli 2 e 5 del presente trattato come se una simile eventualità vi fosse espressamente considerata». E l’articolo 11: «Se le sorti di ogni guerra intrapresa in comune contro la Francia dalle due Potenze conducessero l’Italia a ricercare delle garanzie territoriali nei riguardi della Francia, così per la sicurezza delle frontiere del Regno (d’Italia) e della sua posizione marittima come per la stabilità della pace, la Germania non vi porrà alcun ostacolo, e, occorrendo, in una misura compatibile con le circostanze, si adopererà a facilitare i mezzi per raggiungere un tale scopo».

Centocinquanta anni fa
Sabato 6 maggio 1871. 50º giorno della Comune di Parigi: oggi Thiers ha respinto nuovamente il tentativo di conciliazione avanzato dalla Lega d’Unione Repubblicana dei Diritti.
A Roma, sulla sponda sinistra del Tevere, fra il ponte Sisto e il ponte Quattro Capi, è rinvenuto il cadavere di una giovinetta trafìtta da numerosi colpi dì pugnale (Comandini).

Centosessanta anni fa
Domenica 6 maggio 1861. Un sicario vuole uccidere Garibaldi. Oggi il generale ha ricevuto una lettera dall’amico Nicolò Ghisotti Morosini. Lo avverte che un killer, che si firma la «Maschera di ferro», è in viaggio per Caprera per assassinarlo. Chi sia non si sa. Ma la notizia mobilita le autorità. Il sindaco Susini emette un’ordinanza, con la quale vieta la navigazione intorno all’isola. Richiede anche un presidio di bersaglieri, che sbarcano e circondano la casa del generale. Il quale è tutt’altro che intimorito. Quasi se la ride. Lui a questa fantomatica «Maschera di ferro» non ci crede. Anzi pensa sia un ridicolo pretesto del governo di Torino per limitare la sua libertà di movimento. Ma deve accettare la protezione offerta. Lo stato di allerta durerà mesi, senza mai intercettare alcun sicario. Finché Garibaldi reclamerà la revoca dei provvedimenti. Il 16 agosto scriverà al sindaco: «Sensibile alle dimostrazioni d’affetto che ella unitamente ad autorità e popolazione mi hanno dato in questi scorsi giorni, la pregherei di intervenire per il ritiro di quel distaccamento di Bersaglieri lasciato qua di stazione, perché io credo superflua ormai la sua presenza». Ha ragione? Non deve temere nemici? Garibaldi sa di averne tanti. Non solo Borboni e Austriaci. Lo detestano anche i rivoluzionari. Non gli perdonano di avere consegnato il Mezzogiorno ai Savoia. Ci sono anche i clericali integralisti. Lo tacciano di essere l’Anticristo» [Lupo, Sta].
La Camera discute ed approva (194 contro 14) leva di 18.000 uomini nelle provincie napoletane sui nati nel 1836-37-38-39-40 e 41; ed altra leva di 18.000 sui nati dal 1837 al 1841 inclusivi «L’arruolamento forzato spinge migliaia di reclute a diventare briganti. In Sicilia, inizialmente immune dalle insorgenze filoborboniche, i giovani si nascondono e talvolta resistono con le armi ai soldati che vanno a cercarli» (Antonio Caprarica)
In Vaticano, Pio IX riceve con tutto il cerimoniale solenne la visita di Francesco II e Maria Sofia accompagnati dal conte di Caserta (Comandini).
L’Arkansas decide la secessione dall’Unione.

Centosettanta anni fa
Lunedì 6 maggio 1851. Alla Camera, la relazione di Cavour sulla la politica finanziaria e di tesoreria: «mobilitare i capitali, accelerandone al massimo la velocità di circolazione, il che avrebbe diminuito il costo del denaro incoraggiando e facilitando gli investimenti. Chiaramente, ciò significava il ricorso audace ad una forma di inflazione controllata, cosa che terrorizzava tutti i conservatori (ed anche gli spiriti angusti di alcuni suoi seguaci, come il Lanza). In primo luogo, pensava Cavour, lo stato doveva puntare su un solo, forte istituto bancario: la Banca Nazionale» [Raimondo Luraghi, relazione al convegno su Cavour dell’11/3/2010].

Duecento anni fa
Giovedì 6 maggio 1821. Sull’Isola di Sant’Elena, l’autopsia a Napoleone. Alle due del pomeriggio, nella sala del biliardo. Il cuore venne posto in un portaspugna d’argento che faceva parte degli oggetti da toeletta di Napoleone, lo stomaco in una scatola d’argento per il pepe. I capelli vennero rasati, se ne faranno braccialetti per i familiari. «L’imperatore è morto da una ventina di ore quando il medico Antommarchi lo apre per procedere all’autopsia. La descrizione delle interiora di Napoleone è così precisa da far confondere anatomia con partita doppia. Ogni parte dell’imperial cataletto è sezionata e descritta. Compiuta l’operazione, Antonmarchi compitò il verbale: “Lavai tosto il corpo e diedi luogo al cameriere perché lo vestisse come era solito in tempo di sua vita... La biancheria e i drappi che avevano servito alla sezione del cadavere, furono ben presto portati via, stracciati, distribuiti, tinti com’erano di sangue. Ognuno volle averne un brano”. Da allora le reliquie di Sant’Elena, lugubri curiosità, affiorano periodicamente alle aste. Sono oggetto di vivaci contese milionarie. Finiscono in discrete quanto sconosciute collezioni. Riappariranno chissà ancora per quanto, a delizia di nostalgici feticisti» [Marcenaro, Foglio].
Muore a Brandels in Boemia la granduchessa Maria Anna di Toscana, figlia del fu principe Massimiliano di Sassonia, n. 27 aprile 1796 e sposatasi il 6 maggio 1821 al granduca Ferdinando III di Toscana, del quale rimase vedova il 18 gennaio 1824.

La sezione C’era una volta è curata da Jessica D’Ercole.


IN TERZA PAGINA

Il grillino all’estero (M. Feltri)
No al managerese (Serra)
Biancaneve molestata (Gramellini)
Il ritorno di Mou (Sconcerti)
IN QUARTA PAGINA

EI FU
di Giorgio Dell’Arti
 

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