“La notte di San Valentino” – Cronache di una violenza che non conosce festa di Ferdinando Terlizzi

Tra due omicidi in provincia e l’affanno delle indagini, la cronaca nera racconta una notte di febbre, gesti improvvisi e destini spezzati.
Il vento gelido di febbraio si infiltra tra i vicoli del centro storico di Viterbo, piega le insegne dei bar e sussurra storie di vecchi tifosi della Lazio. È praticamente notte fonda quando la chiamata raggiunge la centrale operativa. Un uomo giace a terra, martoriato da fendenti che non lasciano scampo. La strada è deserta, o almeno così dovrebbe essere in una piccola città provinciale. Invece quella notte la violenza ha deciso di bussare alle porte di una festa.
Giovanni Bernabucci, 50 anni, ha il respiro che si spegne tra le luci intermittenti di un’ambulanza. Chi era davvero Giovanni? Per alcuni, solo un amante del calcio con una passione smisurata per la curva; per altri, un uomo con qualche conto in sospeso, un carattere caldo e qualche parola di troppo. Il suo amico, David, è lì accanto, tremante, con le mani che non riescono a spiegare il delitto. “Non volevo,” ripete come un mantra. La verità, però, è un mosaico di ombre e dubbi.*

A poca distanza, nella campagna tra Pisa e Pontedera, un’altra storia di morte si scrive in un’autostrada all’alba. Una macchina ferma, un giovane corpo crivellato di proiettili. Kevin, 25 anni, non aveva ancora imparato a farsi spazio nel mondo. Il killer, ancora un ventenne, guidava un SUV carico di rabbia e un’arma caricata di motivi irrisolti. Arrestato sulla A1, non ha detto nulla di più delle proprie generalità. La polizia cerca risposte, ma intanto un’altra madre piange.
È un’Italia che corre da una scena all’altra, dove due drammi si intrecciano senza un filo narrativo che li unisca se non la crudele casualità della violenza. Tra tentativi di rapimenti in supermercati, treni rallentati da atti vandalici e la costante minaccia di criminalità quotidiana, il Paese si scopre fragile.
E poi c’è il mondo. Dall’America - oltre al parallerismo con la strage di San Valentino attribuita ad Al Capone - mai condannato per questa - dove si cercano ancora risposte sulla scomparsa di una donna anziana, al Brasile dove un piano di morte è stato tramutato in pena detentiva, alla Romania dove il dolore di una comunità spinge a scrivere nuove leggi. Ogni caso è un frammento di umanità che cerca di guardarsi allo specchio e capire cosa si sia rotto.


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