sabato 14 gennaio 2012

ENNESIMA SCONFITTA GIUDIZIARIA PER ANDREA SULLO & C.


 CONFERMATA ANCHE IN APPELLO LA SENTENZA DI PRIMO GRADO

IL   COMMERCIANTE SESSANO INVENTO’ IL CROLLO DEL PALAZZO PER SFRATTARE LA VEDOVA DEL FRATELLO ASSIEME AI FIGLI CONDANNATO ALLE SPESE E AL DANNO 


Una fàida familiare con  eredità contesa,  con testamento falso e soprusi  vari – Una persecuzione,  con abuso di processi,  che dura da anni,  costringendo la povera donna alle cure psichiatriche -  Esito favorevole alla vedova  anche in sede penale su una fantomatica denuncia per truffa – Negato davanti ai giudici non solo il rapporto di lavoro ma addirittura il rapporto di parentela. 







Sessa Aurunca ( di Ferdinando Terlizzi ) -  Anche in sede di appello,  il Tribunale di S. Maria C.V.,  avverso il reclamo che Andrea Sullo,  commerciante di Sessa Aurunca e Presidente del Consorzio Aurunca Shopping,   aveva proposto,  dopo  il rigetto del ricorso da parte del Tribunale di Carinola,  è stato conclamato che il palazzo  alla via XXI Luglio, dove abita la vedova del fratello Maria Francescone con i figli Michele e Simona Sullo, “non crolla”… e che il ricorso alla giustizia,  mediante un avventato art. 700 ( provvedimenti di urgenza)  era tutto strumentale.
     Il personaggio, ben noto alle cronache giudiziarie, inventò l’imminente crollo di un edificio,  con il pretesto di sfrattare la cognata, vedova del fratello Salvatore Sullo, che occupa un appartamento nel Palazzo di Via XXI Luglio, in Sessa Aurunca, assieme ai figli. Questa vicenda, che si trascina ormai da anni, è  l’ultimo atto di una fàida familiare che Andrea  e Nicolina Sullo,  stanno combattendo,  contro la vedova di un fratello e contro i figli,  inventando processi per fatti inesistenti, con risvolti penali, civili ed amministrativi. Ma per fortuna, finora, pare che la giustizia degli uomini li abbia colpiti,  in attesa che intervenga quella celeste,  con più  severi e definitivi provvedimenti.
     L’Odissea, per la povera vedova, è iniziata vari anni or sono, allorquando Andrea  Sullo fece consegnare alla cognata  un testamento che la rendeva usufruttuaria di un appartamento ( quello appunto oggetto del fantomatico crollo ) con assegnazione della proprietà al figlio Michele. Il tutto nasceva da un testamento di Michele Sullo, padre dei fratelli Nicolina, Andrea e Salvatore Sullo. Il testamento era stato pubblicato per Notar Degli Uberti  con studio in Sessa Aurunca,  a cura della signora Nicolina Sullo.
      Sta di fatto, però, che Andrea Sullo,  smentendo notai, giustizia e parenti,  denunciò in Tribunale che il testamento era falso in quanto il padre era cieco. Il processo per le attribuzioni delle responsabilità è in corso presso la Corte di Appello di Napoli, dove stranamente, è rimasta contumace la Nicolina Sullo.  
     Appena poi la vedova, che aveva svolto la sua attività,  come donna addetta alle pulizie,  sia nell’abitazione dei coniugi, Rosanna Di Resta – Andrea Sullo,   che  presso il  supermercato di  proprietà del Sullo, ( basterebbe già solo questo fatto di aver costretta la cognata ad un lavoro così degradante ed usurante per tratteggiare la personalità dell’individuo )  richiese a mezzo del suo avvocato le spettanze per il lavoro svolto,  Andrea Sullo inventò un tentativo di truffa e denunciò la povera donna.
     Anche qui giunse dopo 5 anni la giustizia degli uomini,  a mezzo di una sentenza penale emessa del Giudice di Carinola Dr. Sergio Enea,  che assolse la donna. Nel giudizio penale la vedova è stata assistita dagli avvocati penalisti Gennaro Iannotti e Dario Pepe, mentre il Sullo  che si era costituito parte civile era difeso da Luigi Imperato.
     Il piemme d’udienza, nella circostanza, chiese per la  Maria Francescone, per la presunta truffa all’Inps e al Sullo,   vari mesi di reclusione. Invece, come poi accertò la sentenza – passata in cosa giudicata e quindi senza impugnativa - si trattava dell’ennesimo bluff di Andrea Sullo e dei suoi accoliti ( avvocati compresi Sic!!!) )
 Per questa sentenza di assoluzione,  vi è stato un tentativo di conciliazione,  a mezzo dell’avv. Ugo Centore,  presso la Camera di Mediazione Forum di Gaeta dove, il Sullo, pur essendosi presentato con l’assistenza dell’Avv. Luisa Durazzano,   ha rigettato la richiesta del risarcimento del danno. Pende ora giudizio civile presso il Tribunale di Carinola, mentre presso la Sezione Lavoro del Tribunale di S. Maria C.V. vi è in corso il giudizio di merito per le spettanze lavorative la cui difesa è affidata all’avv. Giuseppe Monarca per la vedova ed alla stessa Luisa Durazzano per il Sullo.
     Ma la fàida è appena all’inizio. Nel frattempo muore la mamma  Concetta Di Marco,  “ab intestata” e per entrare in  possesso dei beni ( terreni, fabbricati, valori, depositi bancari - vi è uno spostamento di una ingente somma di denaro  “banca a banca”,  addirittura il giorno della morte ) la vedova deve intentare un giudizio che è  ancora in atto presso il Tribunale di Carinola.
       I Sullo però, visti andati a vuoto i precedenti maldestri  tentativi,   ne inventavano altri e intimavano lo sfratto dall’appartamento,  alla vedova e ai figli,  adducendo che lei non aveva  titolo per occuparlo. Il relativo processo per sfratto è incardinato presso il Tribunale di Carinola e l’udienza è fissata per i prossimi giorni.
     Ma nel frattempo,  data la lungaggine giudiziaria, e non essendo andato a buon fine il tentativo di farsi giustizia “con l’esercizio arbitrario delle proprie ragioni”,   Andrea Sullo pensava  bene di usufruire di un art. 700 per  inventare il crollo imminente e… infatti, ha intentato una lite, da tutti definita temeraria, sovvertendo quanto affermato dai vigili urbani, dal sindaco, dai vigili del fuoco e persino dal CTU.
     Per la ordinanza emessa dal Comune ( indotto in errore dalle pretese del presunto crollo ) la Francescone ha dovuto addirittura attivare il Tar,  con un ricorso a firma del Prof. Avv. Ciro Centore, poi abbandonato per la diversa decisione dell’Ente. Un fatto è certo  - e lo ha statuito il giudice – il palazzo è nel degrado per abbandono dei proprietari ed i lavori di riattintatura debbono essere eseguiti dagli stessi.
      Successivamente il giudice del Tribunale di S. Maria C.V. – Sezione  Distaccata di Carinola,  Dott.ssa Maria Carolina De Falco,  infatti, dopo aver nominato un CTU nella persona dell’ing. Giorgio Tzitelis, da Caserta, sentite le parti istanti, Andrea Sullo e Nicolina Sullo, assistite dall’avvocato Luisa Durazzano ( con l’ausilio  dell’ing. Giuseppe Trabucco ) e i convenuti, in contraddittorio, Michele Sullo, Simona Sullo e Maria Francescone, Ved. Sullo, assistiti dall’avv. Domenico Stanga, con l’ausilio del tecnico di parte Geom. Massimiliano Cresci, rigettò il ricorso per “difetto di periculum in mora”.
     Stessa decisione,  l’altro giorno,  del giudice del Tribunale di S. Maria C.V. che ha rigettato l’appello, accogliendo in  pieno le doglianze dell’avvocato Domenico Stanga,  che ha dimostrato come il reclamo fosse improponibile ed illegittimo specie per  la pretesa dello sfratto,   per esempio,   che era stata attivata solo nei confronti della vedova e non già  anche nei confronti degli altri proprietari o inquilini dello stabile,   e la dice lunga sulla cervellotica invenzione del crollo riservandosi una ulteriore fase per la richiesta dei danni e delle spese.  
    




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