sabato 21 gennaio 2012

Ieri 2 processi per Santonastaso. Viva attesa per la decisione del Riesame. L’Avv. Garofalo, difensore dell’avv. Santonastaso: “IL DIRITTO ALLA MENZOGNA DELL’IMPUTATO VIENE AUTOMATICAMENTE TRASFERITO AL DIFENSORE. SULLA ESISTENZA DELLE ESIGENZE CAUTELARI LA CASSAZIONE HA EMESSO SENTENZE DI ANNATE… COME I VINI”.


NEL PRIMO E’ ACCUSATO DI AVER RIPORTATO ALL’ESTERNO ORDINI  DI UN BOSS E DI AVER CORROTTO IL PROF. FICHERA PER UNA PERIZIA FONICA IN CONCORSO CON FRANCESCO BIDOGNETTI RINVIATO AL 27 GENNAIO - NEL 2° E’ ACCUSATO DI AVER RICEVUTO DELAZIONI  DEI PENTITI TRAMITE L’AVV. DE CAPUA E RINVIATO PER L’ASTENSIONE DEI PENALISTI AL 4 MAGGIO

Rinviata la video conferenza dal carcere de l’Aquila del boss Francesco Bidognetti impegnato nel proceso in atto nell’aula bunker del carcere sammaritano - Pericolo di scarcerazione per i boss del processo “Domizio” per scadenza del termine massimo di carcerazione preventiva

 

      S. Maria C.V.  ( di Ferdinando Terlizzi ) -  Un doppio fuoco di fila ieri,  per i processi a carico dell’avv. Michele Santonastaso;  il primo a ruolo   innanzi la  prima sezione penale del Tribunale di S. Maria C.V.,  Presidente Orazio Rossi, giudici Francesca Auriemma e  Carla Montanaro, Pubblico Ministero della DdA,  Antonello Ardituro, la cui  difesa,  in tutti i processi, ( ne sono 4,  oltre al Riesame )  è stata assunta dagli Avv.ti Giuseppe Garofalo, Gaetano Pastore, Stefano Sorrentino e  Laura Arena ). 

     Santonastaso, raggiunto da 2 ordinanze di custodia cautelare,  è detenuto da oltre un anno e mezzo,  a Secondigliano. Nei prossimi giorni è attesa la decisione del Riesame sulla sua libertà. Ne hanno discusso l’altro giorno  presso l’8° Sezione  gli avvocati Sorrentino e Garofalo.

     Quest’ultimo, in particolare,  ha sviluppato una affascinante tesi  sul cosiddetto “diritto alla menzogna dell’imputato” che viene trasferito automaticamente al difensore; Garofalo,  inoltre,  ha dimostrato che in materia di “esigenze cautelari”  per i reati di cui all’art. 416 bis,  la Cassazione è contraddittoria: “Si tratta – ha spiegato il decano del Foro – di una giurisprudenza ad annate, come il vino, alcune sezioni ritengono che sia un reato “permanente”,  per cui  l’imputato non potrebbe beneficiare di misure meno afflittive, altre sezioni,  invece,  la pensano al contrario ritenendolo permanente solo nella fase pre-arresto e non durante la detenzione. Dipende dall’annata. Bisogna avere fortuna per capitare con la “giurisprudenza” favorevole…”.

     Nel processo innanzi al Presidente Rossi, che lo vede coinvolto,  con  Francesco Bidognetti e Carmine Alfio  Fichera,  l’avv. Santonastaso è accusato di   favoreggiamento e falsa perizia; nei due capi d’imputazione si contesta il fatto che  Augusto La Torre per salvarsi dall’accusa di un duplice omicidio ( Rosselli-Riccardi ) avrebbe preordinato un falso alibi, facendo dire ad un teste, Giuseppe Mandara, escusso quale parte offesa in un altro processo, che si trovava insieme al La Torre il giorno dell’omicidio, coincidente con l’onomastico dello stesso, ossia il 27/03/90.

      In merito invece all’accusa di favoreggiamento di Francesco Bidognetti per il duplice omicidio ( Griffo-Stroffolino: i due amanti trucidati e gettati in un pozzo, per punire lei che era stata la moglie del boss Alberto  Beneduce),  la difesa afferma  che il fatto  non è mai stato contestato con autonomo capo d’imputazione, per il semplice motivo che l’accusa del Torre è un’autentica menzogna. Infatti l’accusa consiste nel fatto che l’avv. Santonastaso uno o due giorni precedenti all’udienza nella quale il La Torre testimoniò nel processo a carico di  Francesco Bidognetti, per il duplice omicidio Griffo - Stroffolino, gli avrebbe chiesto di riferire circa l’astio nutrito da Dario  De Simone nei confronti di Bidognetti al fine di screditare il collaboratore.

       Infine per l’accusa di corruzione e falsa perizia  essa  consiste nel fatto che nel corso del Processo a carico di  Luigi Cimmino  e altri,  per il delitto di omicidio, in cui era imputato Aniello Bidognetti, l’imputato avesse corrotto i periti di ufficio  Alberto Fichera e  Alessandro  Berretta,  nominati ex officio dalla Corte di Assise di Napoli,  al fine di falsificare la perizia fonica dietro corresponsione di 100 mila euro e, quindi, conseguendo poi l’assoluzione di Aniello  Bidognetti.
     La difesa di Fichera, affidata all’avv. Bruno Von Arx,  sostiene che non vi è stato alcun falso,  mentre quella di Santonastaso  ( diversamente dall’accusa) sostiene che ci sia stato uno “scambio”  di bobine e che i periti – senza accorgersene – avrebbero lavorato su materiale diverso. La difesa di Francesco Bidognetti è sostenuta Emilio Martino e Elsa Cardone e per l’occasione  sostituiti dall’avv. Nicola Filippelli.
     Questo processo,  iniziato alle ore 14,00, nonostante l’astensione dei penalisti, (ma celebratosi per espressa richiesta dell’imputato detenuto ) è stato subito rinviato al 27 prossimo,  in quanto,  il coimputato Francesco Bidognetti,  era impegnato  in concomitanza, dal carcere di massima sicurezza de L’Aquila – in video  conferenza – con l’aula bunker del carcere sammaritano,  dove si stava   celebrando il processo cosiddetto “Domizio”,  per il quale vi sono boss in carcere,  che potrebbero essere liberati,  in quanto,  i primi di aprile,  scadrebbero i termini massimi di custodia preventiva.
     Il Presidente Orazio Rossi,  d’accordo con l’accusa e le difese,  ha concordato un calendario per la celebrazione delle prossime udienze scadenzandole ogni 15 giorni. Molto probabilmente venerdì 27 si discuterà di un eventuale stralcio della posizione Bidognetti,  ma si darà inizio alla fase dei testi d’accusa ed inoltre  il tribunale scioglierà,   probabilmente,  anche la riserva sull’ammissione o meno delle intercettazioni. Il piemme della DdA ha anticipato che avrebbe citato l’Ispettore Carmine Gatti per la relativa escussione.
     In mattinata,  innanzi la II° Sez. Collegio A,  del Tribunale di S. Maria C.,V.  (Presidente Flora Mazzaro, giudici Morra e Caramico D’Auria ),  era incardinato  l’altro  processo a carico dell’avvocato Michele Santonastaso, accusato  di rivelazione di segreti inerenti a un procedimento penale,  in concorso con l’avvocato Catello Di Capua (che ha già scelto la via dell’abbreviato e che per un capo d’accusa è stato assolto mentre per l’altro è stato condannato a 2 anni e pochi mesi ). Questo processo è stato rinviato al prossimo 4 maggio,  per l’adesione allo sciopero da parte del difensore Avv. Giuseppe Garofalo.
     Secondo l’accusa,  l’avvocato Catello Di Capua, in qualità di avvocato difensore di fiducia di alcuni collaboratori di giustizia ed in particolare di Armando Martucci – su richiesta del Santonastaso ( ma la difesa obietta  il contrario ) sottoposto ad indagini preliminari per l’accusa  di cui all’art. 416 bis, in qualità di istigatore e diretto, anche se non esclusivo, beneficiario delle divulgazioni, gli rilevava indebitamente le notizie segrete concernenti il procedimento penale pendente presso la DDA di Napoli da lui apprese per avere partecipato ed assistito ad interrogatori del citato collaboratore.













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