giovedì 29 marzo 2012

IN SEGUITO ALLE ISTANZE PRODOTTE DAL DIFENSORE AVV. ALFONSO QUARTO

ANCHE LA PREFETTURA DI CASERTA HA REVOCATO L’INTERDITTIVA ANTIMAFIA ALLA ECOTRANSIDER DEL GRUPPO RAGOSTA  DOPO IL PROVVEDIMENTO POSITIVO DEL GIP CAPUANO –
LA REGIONE AUTORIZZA LA SOCIETA’ A RIPRENDERE IL LAVORO E A PARTECIPARE ALLE GARE –
SONO INTERESSATI I COMUNI DI S. MARIA C.V., CASAGIOVE, VILLA DI BRIANO, CELLOLE, MARCIANISE E GRICIGNANO D’AVERSA -






Caserta ( di Ferdinando Terlizzi ) Le azioni intraprese nell'interesse della società ECOTRANSIDER di Giuseppe Ragosta, che avevano spinto il legale a chiedere la revoca della interdittiva antimafia e la piena "riabilitazione" dell'azienda, hanno avuto un positivo riscontro. Ieri mattina, infatti, vi è stata la revoca della interdittiva precedentemente disposta dalla Prefettura di Caserta ed in queste ore anche la Regione Campania stà rivedendo il provvedimento con cui veniva revocata la autorizzazione allo smaltimento dei rifiuti. Tutto ciò aveva portato al collasso il predetto servizio con la conseguente paralisi della raccolta dei rifiuti nei Comuni serviti dalla Società. Da domani l'attività riprenderà. Grande soddisfazione per la sensibilità dimostrata da parte dell'A.G. e delle Istituzioni è stata espressa dal Titolare della Società, Giuseppe Ragosta e dal suo legale di fiducia Avv. Alfonso Quarto.

Ma tutto ciò è stato possibile grazie alla sensibilità del Gip Capuano che haqemesso un provvedimento nel quale chiarisce tra l’altro: “Letta l'istanza presentata nell'interesse della Eco Transider s.r.l. rilevato che la revoca degli appalti disposta dai comuni analiticamente indicati non si fonda su alcun presupposto giuridico. Atteso che la società in oggetto è sottoposta ad un sequestro preventivo con nomina di due amministratori giudiziari e che la interpretazione fornita dagli enti predetti relativamente alla interdittiva antimafia contrasta con la corretta interpretazione del quadro normativo e rischia di produrre effetti del tutto opposti alla interdittiva antimafia. Invero l'organo amministrativo deve rilevare la presenza dì elementi sintomatici dell'infiltrazione criminale in via di prevenzione rispetto all'attività dell'autorità giudiziaria penale, per evitare che pur in assenza di provvedimenti giudiziari, la criminalità controlli il settore economico degli appalti pubblici attraverso imprese apparentemente legali”.

“ E' in quella sede, - prosegue il provvedimento del Gip - tutta amministrativa e precedente ai sequestri di processo penale e di prevenzione che si attende il controllo dell'autorità sulla presenza si indici presunti di mafiosità dell'impresa. Di contro, intervenire a cose fatte e cioè dopo il sequestro, significa mortificare l'azione di gestione dei beni da parte dell' Amministrazione giudiziaria che, sì ricordi, è organo ausiliario del giudice penale; procedere con l'interdittiva antimafia nei confronti dell'Impresa in sequestro giudiziario confligge con gli obiettivi propri del sequestro, finalizzato al mantenimento, alla conservazione ed all'eventuale incremento del complesso aziendale, dei livelli occupazionali e delle attività economiche dell'impresa, attraverso un procedimento di legalizzazione finalizzato alla ipoteca confisca”.

«L'interdittiva antirnafia, comunicata alla Prefettura alle stazioni appalti, ha come conseguenza la revoca delle concessioni e la risoluzione dei contratti proprio nel momento in cui l'impresa, di cui evidentemente si ritiene la pregressa mafiosità, è amministrata dal Giudice e dunque dallo Stato. Con l'ulteriore risultato, indiretto e certamente non voluto, ma gravissimo in termini di percezione sul territorio, che i cittadini assistono attoniti alla presenza di un' impresa che lavora ad opera, garantendo occupazione e produttività, quando è amministrata dagli imprenditori coinvolti in indagini di criminalità organizzata, e sostanzialmente chiude (perché questa è la conseguenza) quando è amministrata dagli organi dello Stato, i quali sono costretti a licenziare maestranze e liquidare i beni. Del resto, poiché il provvedimento cautelare è sottoposto a successivi controlli giudiziari, esso potrebbe essere revocato in corso d'opera o conseguire all'eventuale assoluzione dell'indagato. E' quello l'ulteriore momento in cui l'organo amministrativo dovrà essere richiamato alle sue valutazioni autonome rispetto alle decisioni dei giudici, traendo dagli atti processuali gli elementi per una scelta discrezionale sulla sussistenza dei presupposti di legge per continuare l'attività di partecipazione a gare pubbliche. Rimetto queste considerazioni per le competenti valutazioni degli organi interessati disponendosi la necessità di consentire agli ausiliari del giudice di proseguire l'amministrazione dell'azienda evitando cosi la revoca degli appalti a cui si dovrà necessariamente procedere con le relative impugnative”.

In effetti si è ripetuta la questione sollevata nei giorni scorsi in occasione delle interdittiva antimafia del Gruppo Matrominico chieste, come si ricorderà, addirittura direttamente dal piemme della D.d.A. di Napoli, che qualche giorno prima, aveva richiesto ed ottenuto dal Gip, sial’arresto degli imprenditori e sia il sequestro dei beni.
















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