giovedì 29 marzo 2012

UNA BUONA NOTIZIA PER BIBLIOFILI, STUDIOSI E RICERCATORI: L'EMEROTECA PIU' RICCA DELLA REGIONE E' CONSULTABILE


L’EMEROTECA DEL MUSEO CAMPANO: un gioiello che ci invidiano in molti. E’ consultabile la collezione de “IL MATTINO”, dal 1908, de “IL ROMA”, dal 1928 e “Il Giornale d’Italia”, dal 1901 - Preziosissima e rara la biblioteca con l’archivio Storico Capuano. Oltre 80 mila volumi.


Capua ( di Ferdinando Terlizzi ) - Tra i gioielli conservati presso il Museo di Capua sono da annoverare certamente la biblioteca e l’emeroteca. Una preziosità ed una rarità di pubblicazioni, che soddisfano ampiamente le esigenze dei ricercatori e degli studiosi. In questo periodo che il Museo, per esigenze di ristrutturazione è stato chiuso, molti ( compreso il sottoscritto ) sono stati costretti a sobbarcarsi l’onere di recarsi a Napoli presso la Tucci.

Questa mattina ci siamo recati di buon’ora, presso il Museo dove si notava una frenetica attività – frammista a soddisfazione – per l’imminente visita del Capo dello Stato. Siamo stati accolti, con il tratto e la cordialità di sempre dalla direttrice Dott.ssa Maria Luisa Nava che ci ha messo a disposizione un qualificato staff di esperti ( Gennaro D’Amato, Lucia Del Santo, Gaetano Treppiccione e Giuseppe Molinaro) che ci hanno illustrato per filo e per segno tutti i “segreti” della Biblioteca e dell’emeroteca.

La Biblioteca, di rilevante importanza documentaria per tutta l’Italia meridionale, nacque nel 1874, con l’istituzione e l’apertura al Pubblico del Museo Campano. Sotto la guida e la direzione del canonico Iannelli, (negli anni Ottanta diretto anche dal professore Don Giuseppe Centore, sacerdote, direttore oltre che del Museo anche dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Capua. Centore è considerato uno dei maggiori esponenti della lirica religiosa dell’ultimo secolo. Tradotto in numerose lingue - ha a sua volta curato – la versione italiana del “Cantico dei Cantici”, delle Poesie di “S. Giovanni della Croce” e de “Il Cimitero Marino” di Paul Valèry, successivamente da Giuseppe Garofano Venosta ) fu approntato il primo ordinamento sistematico dei volumi di vario genere che in maniera crescente venivano donati al Museo sia da famiglie capuane sia da Enti pubblici. Ancora oggi il patrimonio librario dell’Istituto continua a crescere grazie alle rilevanti donazioni di privati attestandosi a più di 70 mila volumi che possono essere consultati nella grande sala “popolare”.

La Sala di Consultazione: Nella bellissima sala, detta anche “Popolare”, dotata di ampissime librerie e di tavole e sedie in legno mogano è possibile consultare i cataloghi bibliografici ordinati per autore al quale si aggiunge poi il catalogo Topografico ( unico nel suo genere ) delle località di Terra di Lavoro ( per tutti i 106 comuni ) che comprende, naturalmente anche la Antica “Terra di Lavoro” i cui confini, come è noto arrivavano a sud fino a Nola ed a Nord oltre Gaeta.

Tra i preziosi manoscritti fanno bella mostra di sé…”La dichiarazione dei disegni del Reale Palazzo di Caserta”, edito nel 1756, da Luigi Vanvitelli. Questo ponderoso volume raccoglie le tavole del progetto originale incise da Carlo Nolli, che l’Architetto presentò in quella veste ai reali Carlo di Borbone e Maria Amalia di Sassonia. L’altro prezioso gioiello è rappresentato dal volume di Carlo Tethi: “ Discorsi delle Fortificazioni Espugnazioni e Difese delle Città e d’altri luoghi – Venezia 1589.

L’Emeroteca: Questo reparto istituito nel 1902, raccoglie in fascicoli rilegati per ogni mese le collezioni de “IL MATTINO ( dal 1908 ); “Il Roma”, ( dal 1868 al 1869 e dal 1928 al 1993 ); “Il Giornale di Napoli”, ( dal 1989 al 1995 ); “Il Giornale d’Italia”, ( dal 1901 sl 1995 ); “Il Risorgimento”, ( dal 1943 al 1950 ); “Il Napoli Notte”, un giornale della sera he usciva per il Gruppo de Il Roma ( dal 1984 asl 1985 ); “La Stampa” di Torino, ( dal 2001 al 2003).

La sala topografica: Angelo Broccoli, successore di Grabriele Iannelli, nel selezionare i volumi che riguardavano la storia e l’attività politico-amministrativa della Provincia di Terra di Lavoro, per la stampa de “Il Catalogo della Biblioteca Topografica” del Museo Campano ( 1903-1914), sistemò il patrimonio librario seguendo un criterio “topografico”. I libri sono ordinati alfabeticamente da Acerra a Vitulazio compresi i comuni e le frazioni staccatisi dalla Provincia nel 1861.

Di rilevante importanza sono alcuni testi che testimoniano l’attività svolta a Capua da due celebri tipografi: Preller e Sultzbach. Del primo è conservato il “breviarum Capuanum” del 1489, stampato su invito dell’Arcivescovo Giordano Gaetani D’Aragona e del secondo “La Disfida di Barletta”, stampato a Capua nel 16° Secolo.

L’Archivio storico Capuano: L’archivio custodisce editti, diplomi, privilegi, catasti, processi civili, e penali, registri daziali, ed annonari che costituiscono un importante “corpus” documentario della vita amministrativa e politica della città di Capua dall’epoca Aragonese alla Unità d’Italia. In una bacheca, in particolare sono esposte carte autografe di Ambrogio Attendolo, di Maria Isabella di Borbone, di Giuseppe Garibaldi, di Pietro Giannone, di Alessio Simmaco Mazzocchi, di Ludovico Antonio Muratori, di Teodoro Mommsen, di Camillo Pellegrino e di Luigi Vanvitelli.

La Sala Marzano-Daniele: In questa sala sono raccolti – e questa è una rarità assoluta – i volumi e i documenti di interesse storico-artistico donati nel 1956 dal dott. Giuseppe Marzano ( prefetto di Milano nel 1939 ) e della consorte Maria Daniele, discendente di Francesco Daniele, illustre storiografo campano del 18° Secolo. La raccolta comprende – come ci hanno spiegato gli addetti alla biblioteca - circa tremila volumi a carattere storico, letterario e bibliografico tra cui alcune cinquecentine ed opere a stampa di pregevole fattura quali il “Voyage pittoresque ou description des Royaumes de Naples ed de Sicile dell’Abbate Saint-Non ( Parigi 1782) e la riproduzione della Bibbia di Borso d’Este.

La Biblioteca di Storia Moderna e contemporanea: Questa sala ospita la più recente acquisizione libraria della Biblioteca del Museo: oltre 2000 volumi di storia moderna e contemporanea ai quali si vanno ad aggiungere la donazioni ( c’è anche il mio libro “Il Delitto di un uomo normale”, dove la città di Capua è protagonista, in primo piano, dell’agghiacciante fatto di cronaca – l’omicidio di un giovane ucciso da un medico e scaraventato nel Volturno, dalla Scafa di Caiazzo - il cui cadavere fu raccolto a Porta Roma di Capua nel marzo 1960) ed i nuovi acquisti bibliografici.

Ed infine, la singolarissima e preziosa Biblioteca Medico-Storica che raccoglie i testi appartenuti all’illustre medico capuano Ferdinando Palasciano ( 1815-1841 ) sostenitore, come è noto, della neutralità dei feriti in guerra e riconosciuto come colui che pose i presupposti per la nascita della Croce Rossa. La raccolta libraria consta di 1500 volumi di medicina: dalle opere di Fracastoro a quelle di Aristotele, dai testi di Galeno a quelli di Troia, le pubblicazioni di De Renzi, e di Esdrubaki. “Questo fondo bibliografico – ci hanno spiegato – rispecchia l’evoluzione della storia della Medicina e del pensiero scientifico dell’Umanità”.




































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