martedì 26 giugno 2012

LA  TERZA EDIZIONE DEL LIBRO "IL DELITTO DI UN UOMO NORMALE"  eticamente deviato da una passione ignominiosa... 




Aggiornamenti, recensioni e commenti critici delle due precedenti edizioni di: Raffaele Ceniccola, Alfonso Malinconico, Gennaro Iannotti, Ciro Centore, Michele De Simone, Franco Tontoli, Mario Romano, Carlo Desgro e Mario Rovinello. Redazionali de: Il Mattino, Il Giornale di Caserta, DIPIU’. 




Michele Di Tolla (citato a pagina 28) il magistrato che condannò Vincenzo e Cristoforo Coppola ad una multa di 100 mila lire, per la costruzione abusiva del Villaggio è morto a Novembre 2011. Mariano Maffei (citato a pagina 78) ex capo della Procura sammaritana è sotto processo a Roma per calunnia e abuso di ufficio. Una delle parti civile è il Procuratore di Isernia Paolo Albano. Maffei, anche per questo, è stato sospeso dalle sue funzioni di Presidente della Commissione Tributaria di Napoli. L’avv. Michele Santonastaso (citato a pagina 79) è stato arrestato nel 2010 e accusato di vari reati, anche in considerazione della sua presa di posizione (molto coraggiosa, che ha poi portato all’arresto) contro la stampa prezzolata e l’uso non ortodosso dei pentiti da parte di alcuni pubblici ministeri. In virtù della lettura dell’atto di remissione - avvenuta prima della sentenza di Appello di Spartacus - sono scaturiti due processi. Il primo è in corso a Roma, dove risultano parti offese i magistrati Federico Cafiero De Rhao e Raffaele Cantone. Il secondo è “bloccato” a Napoli e vede parti offese Rosaria Capacchione e Roberto Saviano. Poiché in base alla lettura di quell’atto furono decretate le scorte ai due giornalisti il processo è volutamente fermo, altrimenti, in caso di assoluzione del Santonastaso, (cosa assai probabile secondo i difensori) giocoforza, dovrebbero essere revocate le scorte che priverebbero, però, del loro unico “status-simbol” i due (come li definiva Leonardo Sciascia) professionisti dell’antimafia. Pasquale Pirolo, “Il boss di carta” (citato a pagina 139) è stato condannato per bancarotta a vari anni di reclusione, ha un processo per droga a Milano ed è sottoposto ad una richiesta di misura di prevenzione personale e patrimoniale innanzi al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, (Presidente Raffaello Magi, estensore della sentenza Spartacus) perché sospettato di essere un prestanome di Michele Zagaria. In proposito, nei corridoi del Palazzo di Giustizia è circolata una notizia (che getta sinistre ombre sul suo arresto in Spagna assieme ad Antonio Bardellino) secondo la quale Pirolo, avvicinato da una nota giornalista anticamorra de “Il Mattino”, assieme ad agenti dei servizi segreti, avrebbe rifiutato la somma di circa due miliardi delle vecchie lire, per fare da (esca) “specchiettista” per la cattura di Zagaria. Un soggetto, questo Pirolo, che con il suo “trasformismo” e i suoi finti pentimenti, è riuscito a truffare la camorra e la giustizia. Franchino Ianniello, detto “Mobutu”, boss della vecchia DC, (citato alla pagina 337) è morto nel 2011, poco dopo aver subito una rapina in casa. Gigino Ferrante, l’avvocato gentiluomo, (citato a pagina 381) è morto ad aprile 2012 di crepacuore, dopo aver subito una condanna da innocente. Aurelio Tafuri che,inconsapevolmente, è il protagonista di questo libro, negli ultimi tempi ha avuto problemi di salute molto seri. Pare che abbia perso anche il visus dell’altro occhio. Il fratello Mario, ha subìto, invece, l’amputazione di un braccio.





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