giovedì 27 settembre 2012


DIFFAMAZIONE tramite media - Analisi delle 216 sentenze civili (2003 e 2004) del Tribunale di Milano pubblicata su TABLOID (numero 9/10-settembre/ottobre 2005)
Sulle sentenze di condanna,
pesa la carenza del requisito
della verità della notizia

Nel 92% dei casi sono stati riconosciuti e liquidati i danni morali in misura, in media, pari a € 21.207,96 (contro richieste risarcitorie in media pari a € 1.011.031,89).
La condanna risarcitoria più elevata è stata di € 120.000.

Milano, 29 settembre 2005. Il Consiglio regionale dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, considerato l’interesse suscitato dalla precedente ricerca sulle sentenze emesse dal Foro Ambrosiano in materia di diffamazione tramite mass-media, rende nota una nuova ricerca in materia, con riferimento alle sentenze emesse nel biennio 2003-2004. dalle sezioni civili del Tribunale di  Milano.
Tale ricerca è stata svolta sempre dagli avvocati Sabrina Peron ed Emilio Galbiati del Foro di Milano. Il primo presidente del Presidente della Tribunale di Milano ha autorizzato le Cancellerie al rilascio di copie delle sentenze nel rispetto della normativa in materia di privacy.
Si possono illustrare alcuni dei dati più significativi emersi con riferimento alle 216 sentenze civili di primo grado emesse nel biennio 2003-2004:
durata del procedimento: la durata del procedimento civile, dalla data di notificazione dell’atto di citazione a quella del deposito della sentenza di primo grado, è di tre anni e mezzo circa.
tipologia di testata: i procedimenti per diffamazione a mezzo stampa hanno interessato diverse tipologie di testate nella seguente misura percentuale: quotidiani nazionali 57%; quotidiani locali 0,5%; settimanali 32%;  mensili (o altri periodici) 8%; reti televisive 1,5%; testate on-line 1% tipologia articoli diffamatori: i più colpiti da querela per diffamazione sono gli articoli di cronaca (nel 52% dei casi), quindi gli articoli di critica (28%) ai quali seguono le interviste nel 9% dei casi, mentre un residuo 11% ha riguardato la pubblicazione di immagini fotografiche.


Le percentuali accoglimento/rigetto: si è potuto rilevare una leggera prevalenza delle sentenze di accoglimento della domanda risarcitoria (53%) rispetto a quelle di rigetto (47%); scriminanti assenti in caso di condanna: su un campione di 114 sentenze di condanna, in 79 casi è stata riscontrata la carenza del requisito della verità della notizia (anche sotto il profilo della putatività); mentre in almeno 40 casi si è riscontrata la violazione del criterio di continenza ed in almeno 16 casi è stata accertata la mancanza di pubblico interesse (tra questi ultimi sono state conteggiate anche le pubblicazioni di fotografie in violazione del diritto all’immagine della persona ritratta).

 La professione delle parti offese: tra le persone offese sono principalmente emerse le seguenti categorie professionali: privati 26% (i quali hanno visto accogliere la loro domanda in una percentuale pari al 44%); persone giuridiche 13% (i quali hanno visto accogliere la loro domanda in una percentuale pari al 44%); magistrati 12,5% (i quali hanno visto accogliere la loro domanda in una percentuale pari al 72%); politici 9% (i quali hanno visto accogliere la loro domanda in una percentuale pari al 62%).


  I risarcimento danni: in caso di condanna  nel 92% dei casi sono stati riconosciuti e liquidati i danni morali in misura, in media, pari a € 21.207,96 (contro delle richieste risarcitorie, in media, pari a € 1.011.031,89). Con riferimento a questi dati va però precisato che la condanna risarcitoria più elevata è stata di € 120.000,00 e che sulla media delle richieste risarcitorie hanno inciso 4 casi in cui gli attori hanno avanzato domande per importi superiori a € 10.000.000,00 (se il dato relativo alla media delle richieste venisse calcolato senza tener conto di questi casi la media delle richieste risarcitorie si ridurrebbe della metà); nel 54% dei casi è stata comminata anche la sanzione civile in misura, in media, pari a € 5.588,71 (contro delle richieste di condanna, in media, pari a € 244.272,72). Anche con riferimento a questi dati va però precisato che la condanna sanzionatoria più elevata è stata di € 30.000,00 e che sul dato hanno inciso 2 casi in cui gli attori hanno avanzato domande per importi superiori a € 1.000.000,00 (anche qui dunque se il dato relativo alla media delle richieste venisse calcolato, senza tener conto dei suddetti casi la media delle richieste sanzionatorie si ridurrebbe della metà);   nel 33% dei casi infine è stata disposta la pubblicazione della sentenza di condanna. Infine, la media delle spese legali liquidate dal Tribunale di Milano a carico della parte soccombente ammonta a € 8.071,24.




Noi che... le radio libere... Ferdinando Terlizzi e Pompeo Pelagalli a Radio Capys 

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