sabato 10 novembre 2012

Sammaritani che si fanno onore e sono  alla ribalta nazionale

Saluti da Pinetamare, libro fotografico di Salvatore Santoro

ott032012



       Santa Maria Capua Vetere  ( di Ferdinando Terlizzi )   “Luglio 1989. Era la prima volta che sentivo sparare un Kalashnikov. Ed era contro delle persone. Mai avremmo immaginato, quella sera, di dover scappare con delle bottiglie di birra in braccio guardandoci indietro”. La storia si svolge nelle zone lungo i 54 km della Strada Statale n. 7 Quater “Domitiana”, nelle città di Licola, Lago Patria, Ischitella, Villaggio Coppola-Pinetamare, Castel Volturno, Pescopagano, Mondragone, attraversando la costa mediterranea delle province di Caserta e Napoli. 
     “Questi sono i posti delle mie vacanze estive di 25-30 anni fa -  dice Salvatore Santoro, fotoreporter internazionale, sammaritano doc, ed ora a  Bologna con una importante Agenzia Fotografica  -  a  quei tempi erano ancora abbastanza selvaggi, poco edificati, con la natura ancora forte. Ma proprio in quegli anni iniziò il boom edilizio legale ed illegale che cementificò tutta l’area rendendola simbolo dell’abusivismo e della distruzione ambientale”. 
     “Illegalità chiama illegalità – aggiunge Santoro -  e nel tempo l’area è ulteriormente degradata fino ad essere oggi tra le principali piazze di spaccio del centro-sud, quartier generale della mafia nigeriana (nata a Castel Volturno e non in Nigeria), zona di affari di mafia casalese e camorra napoletana e area di sversamento illegale dei rifiuti di mezza Italia”. 
     
“Il mio libro non è un documento propriamente giornalistico che tratta un singolo evento o tema ma, è un progetto personale che riguarda la mia casa, i luoghi della mia infanzia. Riguarda quello che è successo in questi posti. Ho cercato di esplorare i cambiamenti negli ambienti dei miei ricordi d’infanzia facendoli scontrare con la realtà. La realtà della direzione presa dall’uomo che non va affatto in un futuro migliore che lascia ai figli più di quanto ha ricevuto dai padri”.
      “Per fare questo sono entrato in contatto con le più svariate realtà ambientali e strati sociali. Dai volontari agli assistenti  sociali, ai detenuti domiciliari, ai politici del posto, alla comunità africana, a quella bulgara etc etc. La storia si è sovrapposta a quella dei ricordi con la ricerca di foto storiche, fotografie della infanzia mia e di tante altre persone che ho incontrato durante questi tre anni”. 

     Le fotografie contenute nel libro,  sono state scattate tra il 2009 e il 2011. Nel corso del 2012 ho editato tutto il materiale raccolto, circa 12000 fotografie, realizzato il prototipo del libro nel mese di aprile 2012. Il libro è stato sviluppato in maniera da dare spazio alle storie del passato che si sovrappongono, stridendo quasi, alle fotografie di oggi. Nel libro infatti sono presenti degli inserti di misura più piccola che raccolgono fotografie dell’infanzia mia e di tante altre persone che abitano da anni il territorio”. 

     Insomma una pubblicazione di pregio infatti la  carta usata è una carta atipica per libri fotografici, è una carta di altissima qualità che al tatto da il senso di carta da diario, non è lucida, non è molto spessa. La copertina è realizzata con una sovracoperta “alla francese”: in pratica è una grande foto che ripiegata dà l’immagine di copertina”. Il libro del reporter Santoro è stato selezionato nei migliori dieci, su cinquecentotrentatre, al principale concorso internazionale per libri e prototipi fotografici: il DUMMY AWARD 2012; nell’ambito dell’International Photobook Festival di Kassel.Mostre: Le Bal: Les Exposition, Parigi MIA Milan Image Art Fair, Milan s.t. foto galleria, Roma  f/stop Photofestival, Lipsia  

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