sabato 30 marzo 2013


Chiesti 10 milioni di euro di danni

GIUSEPPE RUTA EX FUNZIONARIO DELLA FONDIARIA SAI SPIATO DALLA PROPRIA AZIENDA – PROCESSI PENALI E INDAGINI DELICATE IN CORSO

 

 

La storia/ Giuseppe Ruta, cittadino di Mondragone,   ex fiduciario della Fondiaria Sai, racconta a  “Gazzetta di Caserta”,   la sua odissea giudiziaria. Vittima di intercettazioni non autorizzate, spionaggio e dossieraggio illecito, l’uomo si è rivolto alle autorità competenti. Si è scoperto così che la Fondiaria Sai si era rivolta alla Kb investigazioni con sede in Irpinia per spiare i movimenti del suo fiduciario. Da cinque anni Ruta non ha un lavoro e si muove da un’aula all’altra dei tribunali. Tra le persone intercettate Elio Sticco e la sua defunta moglie.

 

    



CASERTA ( di Ferdinando Terlizzi ) Intercettazioni non autorizzate, spionaggio e dossieraggio illecito, accessi al Pra e allo Sdi (sistema di indagine delle forze dell’ordine italiane) non consentite, microspie collocate nelle condotte dell’aria condizionata. Sono solo alcune delle attività investigative illecite di cui è stato vittima tra il 2006 e il 2007 Giuseppe Ruta,  da Mondragone, ex fiduciario della Fondiaria Sai, nota società assicurativa italiana.
     Le attività investigative non autorizzate sono state compiute da una società di investigazione privata, la “Kb Investigazione” con l’avallo di alcuni carabinieri in presidio presso il comando di Poggioreale. Questi ultimi avrebbero abusato del loro ruolo da pubblici ufficiali e delle strumentazioni in loro possesso per svolgere indagini non autorizzate contro alcuni fiduciari della Fondiaria, tra cui anche Giuseppe Ruta.

     “La vicenda ha avuto inizio nel 2006, quando arrivò alla Fondiaria Sai una lettera anonima in cui si denunciava che alcuni fiduciari e liquidatori intrattenevano rapporti con avvocati campani per raggirare l’assicurazione – racconta Giuseppe Ruta- . Tra questi c’era anche il mio nome. La Fondaria si è così rivolta alla Kb investigazioni, società con sede a Lauro ( paese della provincia di Avellino ndr) che ha iniziato a compiere atti d’indagine illeciti contro di me e gli altri soggetti indicati nella lettera”.

     Giuseppe Ruta nel marzo del 2007, accortosi di essere pedinato, ha denunciato il tutto alle autorità competenti. Grazie a questa segnalazione  è venuto a conoscenza di quanto si stava compiendo illecitamente nei suoi confronti. “Abbiamo scoperto una serie di atti illeciti compiuti contro di me. Mi hanno pedinato, intercettato. Hanno spiato i miei conti correnti e quelli di mio padre. Hanno acquisito informazioni dallo Sdi sui miei spostamenti. Il tutto senza avere nessuna autorizzazione da parte della magistratura”.

      E’ iniziata così l’odissea giudiziaria di Giuseppe Ruta, che al momento conta 9 procedimenti in tutta Italia. Tra questi c’è anche un’indagine condotta dal dottor Roberto Patscot, pubblico ministero presso la Procura di Avellino. La fase investigativa è ancora aperta, ma da quanto si apprende l’indagine riguarderebbe il carabiniere Carmine Cuna i soci della Kb investigazioni, tra cui c’è anche Giovanni Capranico, già condannato per la stessa vicenda a 3 anni e 10 mesi.
     Il Tribunale di Torino, nella motivazione della sentenza pronunciata contro il Capranico, sostiene che lo stesso ha agito con l’intento di “far fuori i liquidatori e fiduciari campani per avere nuovi incarichi dalla Fondiaria”. Giovanni Capranico lavorava da diversi anni con la Fondiaria in qualità di investigatore privato con la sua società torinese.
     Lo stesso intratteneva rapporti con la società irpina, la Kb Investigazioni, per condurre indagini illecite avverso i soggetti coinvolti nell’area campana. Alla Kb Investigazioni risulta inoltre collegato il carabiniere Carmine Cuna, marito della socia Sebastiana Trigelio, che insieme ad altri colleghi avrebbe usufruito degli strumenti interni alla Caserma di Poggioreale e delle password per accedere alle banche dati segreti.
     Ci sarebbe quindi un gioco d’interessi dietro la vicenda di Giuseppe Ruta, che nel frattempo è stato licenziato dalla Fondiaria Sai, la quale non ha provveduto al reintegro dell’ex fiduciario coinvolto nella losca storia.
     “Sono cinque anni che non ho un lavoro stabile e vivo grazie ad alcune attività svolte saltuariamente e all’aiuto economico dei miei genitori, che mi hanno permesso di adempiere al pagamento di alcuni finanziamenti a cui avevo avuto accesso precedentemente”. Giuseppe Ruta continuerà la sua trafila giudiziaria finchè giustizia non sarà fatta. “Ho richiesto un risarcimento di 10milioni di euro alla Fondiaria per i danni patrimoniali e non che ho subito in questi anni”.
 

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