mercoledì 10 aprile 2013


Il processo a Rosaria Capacchione

Il pubblico ministero Dr. Gary Goglia ha chiesto per l’imputata una condanna ad   anni due e mesi  sei  di reclusione. La parte civile Avv. Luigi Tuccillo ha presentate le sue richieste auspicando una esemplare condanna. L’udienza è stata rinviata al prossimo 24 aprile per l’arringa dell’avv. Vittorio Giaquinto – Presente in auila innanzi al giudice monocratico dr. Antonio Riccio il luogotenente della Guardia di Finanza  Luigi Papale 



 


Caserta – ( di Ferdinando Terlizzi ) Fissata per le ore tredici di ieri,  innanzi al Dr.  Antonio Riccio, giudice monocratico del Tribunale di Caserta,   l’udienza per il processo a carico della giornalista Rosaria Capacchione, accusata di  calunnia nei confronti di un sottufficiale della Gurdia di Finanza , (piemme  Gary Goglia) è iniziata alle 16,30,  avendo il solerte magistrato un ruolo con numerosissime cause, alcune delle quali sono state rinviate al 2016.  
    Impegnati gli avvocati Vittorio Giaquinto per la difesa e Luigi Tuccillo per la parte civile. La vicenda che riusale al 2006 è assai nota ma vale la pena riassumerla.  La Capacchione venne  a sapere che il  luogotenente delle Fiamme Gialle  Luigi Papale per conto della DDA di Napoli e su  ordine del P.M. Antonio Clemente,  stava indagando su suo fratello Salvatore Capacchione,  decise di fare un pesante intervento presso il Capitano Capriello diretto superiore del Papale.
    Salvatore Capacchione era oggetto di indagini per bancarotta fraudolenta e nel corse delle stesse era stato appurato che svariati miliardi del fratello erano transitati sui suoi conti in varie banche. Nella circostanza la Capacchione si recò presso la Guardia di Finanza  ed ebbe un colloquio col Capitano Capriello rappresentando le doglianze contro il Papale,   pagato a suo dire,  dai fratelli Coppola per le attività edilizie della Saint Gobein    che davano fastidio ed erano0 concorrenziali  ai programmi  gestiti dalla  società di Salvatore Capacchione.
     Con la sua sicumera e la baldanza che le veniva – ha detto il piemme nel  corso della sua interessante requisitoria – la Capacchione – forte della sua posizione e della sua fama di giornalista de Il Mattino  avvicinava il comandante  del  nucleo di polizia  tributaria  di Caserta affinché “non desse conto alle indagini del Papale in quanto questi era prezzolato ed al soldo della camorra di Marcianise tramite tale Acconcia”.  
     Il Capitano, però, ebbe delle riserve e dopo aver verificato che il Papale non aveva incassato alcunché ( la Capacchione dichiarò perfino che il finanziere aveva nella sua disponibilità un  conto di una  vecchia zia )  e che non vi era traccia alcuna del passaggio di denaro stilò un dettagliato rapporto al magistrato.   
     In effetti al Comando capirono subito che l’azione della Capacchione tendeva a frenare l’attività investigativa del Papale nei confronti del fratello. Al termine della sua requisitoria il Dr. Gary Goglia ha chiesto per la senatrice del PD Rosaria Capacchione la condanna a 2 anni e sei mesi di reclusione.
    E’ stata poi la volta dell’avv. Luigi Tuccillo il quale ha esordito che l’iter processuale  è durato oltre 7 anni e che  il Papale – dopo 40 anni di onorata carriere senza macchia – era stato infangato -.  nel modo più assurdo -  da una “professionista dell’antimafia”.
     La Capacchione si presentò  infatti al Capitano Capriello con la scusa che doveva occuparsi per “Il Mattino” del sequestro di una farmacia ma in effetti poi dichiarò apertamente  che era andata per rivelare le malefatte  ( inventate da lei Sic!)  del Papale.
     Nella indagine la Capacchione tentò di coinvolgere anche un  colonnello delle Fiamme Gialle chiamandolo più volte al telefono,  ma questi  temendo di essere stato intercettato ( la Capacchione aveva chiamato più volte palesando un atteggiamento investigativo che non la soddisfacevano  nei confronti del fratello ) mise  su carta la telefonata della Capacchione  che prospettava un interevento sul  Capriello: “Non farti coinvolgere nelle indagini che sta facendo   Papale  ci ha messo le mani il maggiore tizio etc. etc. ”.. Anche questo rapporto,  però,  finì sul tavolo del P.M. Antonio Clemente. Poi la Capacchione ha negato il verbale  quasi ad addebitare al Capitano Capriello la rivelazione sul Papale. La  teste Calabritto -  ha detto l’avv. Tuccillo -   ha dichiarato che in quella occasione  la Capacchione era turbata ed era convinta  che il Papale fosse  un sottufficiale corrotto ( coinvolti  tre ufficiali di polizia giudiziaria della guardia di finanza che in caso di assoluzione della Capacchione sarebbero accusati di imbrogli -  N.d.R.  ).
      Poi le bugie sul fantomatico viaggio del capitano in  Brasile smentite poi  dallo stesso. Il processo è stato rinviato al prossimo 24 aprile ore          15 per l’arringa dell’avv. i Vittorio Giaquinto e la  relativa sentenza.  


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