domenica 7 aprile 2013



LETTERE AL DIRETTORE

Riceviamo e pubblichiamo una lettera della Dottoressa Teresa Meinardi rappresentante degli ex dipendenti  dell’EURO B.I.C.   di Caserta – Una annosa questione di cui si sta occupando la magistratura

 

     Gent.mo Direttore,
     le scrivo per porgerLe i miei auguri quale nuovo Direttore della Gazzetta di Caserta, e sia per ringraziarLa per la pubblicazione dell'articolo relativo a mio zio il dott. Simmaco Meinardi per il quale lei,  molto opportunamente,  ha auspicato che la civica amministrazione ( visto che è stato uno dei sindaci più amato,  nonchè direttore del locale ospedale ) possa intitolare a lui una strada o una piazza.

     Colgo l'occasione  per chiederLe in qualità di Direttore, sempre se vuole e  se le è possibile, di scrivere anche in merito alla nostra annosa  vertenza di lavoro come ex dipendenti dell'EURO B.I. C. 
Non vorrei sembrarLe inopportuna ma mi rivolgo in questo momento ad un giornalista  che stimo e che considero libero da ogni pressione con la sua penna per sottoporle la vicenda che in parte conosce, quella dell'EURO BIC, da sempre sottaciuta. 
      Vero è che sinora quale rappresentante degli ex dipendenti dell'EUROBIC nella vertenza con la Provincia di Caserta mi sono mai rivolta alla stampa per evitare strumentalizzazioni od altre confusioni, ma ora ritengo che non è più possibile tacere a fronte di un atteggiamento vergognoso dei politici, dei sindacati, di tutti i soggetti  locali che si preoccupano ed esprimono considerazioni su Città della Scienza  che come L'EUROBIC Caserta era  un Business Innovation Centre di emanazione della DG XVI e che di fatto sono state distrutte da una nuova tipologia di reato non covenzionale quello della criminalità politica.
     La differenza sostanziale è che mentre città della Scienza è stata eliminata mediante un incendio, lo strumento utilizzato per il BIC Caserta è stato invece la attività di concorrenza  perpetrata dalla Provincia mediante la costituzione di una nuova società l'ALSSI Caserta con sviamento di risorse che inevitabilmente hanno condotto alla morte per impossibilità di sopravvivenza  dell'EURO BIC. ( n.b. tale ultime affermazioni non sono frutto delle mie congetture, ma sono definite prima con lodo arbitrale irrituale e poi da sentenza di I° grado del Tribunale di S.Maria  C.V. che condanna la Provincia per i suoi illeciti a versare alla curatela dell'EUROBIC la somma di circa un milione di euro, ma nonostante parliamo di una sentenza esecutiva ancora ad oggi gli ex dipendenti devono ricevere dal fallimento la liquidazione dei loro crediti che corrispondono a circa due anni di stipendio in cui hanno lavorato a vuoto in quanto i vertici avevano già deciso a monte la fine del BIC Caserta.
     Come nel caso di Città della Scienza l'incendio o dell'inevitabile fallimento del BIC Caserta la morte delle due strutture diviene il terreno vergine su cui far piovere a pioggia finanziamenti comunitari apparentemente leciti, ma che in realtà che affondano le loro radici nell'illecito e soprattutto nella dolosa volontà di togliere il lavoro,la dignità la vita alle persone che in quelle scatole ci lavoravano credendoci e con dedizione.

     Per i motivi sopra detti non è piu' possibile tacere la triste ricostruzione fatta in questi lunghi anni (sette) trascorsi quasi da ebrei è doveroso gridare. Da ciò deriva il gridio "è' questo un uomo a cui viene impedito di lavorare, di vivere",  non è possibile che nonostante esperienza, titoli o il diritto al reinserimento la nostra vicenda sia ancora stagnante mentre si continua a garantire il lavoro ai dipendenti delle altre società partecipate o dei politicamente protetti.
     Non è più possibile tacere proprio perchè come comprenderà bene Direttore, che stante la situazione attuale il caso dei suicidi di Civitanova Marche può toccare anche noi! Ma ora  la dignità, la vergogna della propria situazione di non lavoro, la paura del non sapere a chi rivolgersi in un contesto di corrotti e di collusi a fronte di una vicenda  più grande di noi  vanno messe da parte per rendere pubblica la nostra vicenda.
     Abbiamo mostrato il coraggio di lottare e di scoprire gli intrighi e gli illeciti di cui siamo stati vittime,ma, invece, di darci possibilità di reimpiego siamo divenuti i principali perseguitati rendendoci impossibile lavorare e, quindi, vivere!!!
Spero che vorrà accogliere questa mia richiesta di cui non ho parlato con gli altri colleghi  che vivono  ancora tale vicenda  nel riserbo più totale forse per vergogna  e per evitare strumentalizzazioni, ma la sottoscritta essendo a conoscenza della gravità delle situazioni personali di ognuno di noi che non lavora da tempo e che pertanto vive in situazioni di gravissimo disagio economico non può più stare a guardare in silenzio divenendo complice anche di eventuali gesti di disperazione a cui inevitabilmente si può essere condotti dall' estremo stato d'indigenza e dalle generali difficoltà in cui ci si trova a vivere. Qualora decidesse di accogliere la mia richiesta preciso che i fatti e gli illeciti perpetrati nei confronti del BIC Caserta e dei suoi dipendenti, sopra esposti, sono ampiamente documentati da atti giudiziari ed altri documenti in  nostro possesso. Con gratitudine e stima dr.ssa Teresa Meinardi.  

Risponde il direttore
E’ vero,  conosco molto bene la questione ed anche i sentimenti e gli atteggiamenti dei danneggiati. Conosco delle riunioni e dei tavoli di lavoro  presso la Provincia e presso la Regione. Conosco l’atteggiamento sprezzante e spavaldo usato dai funzionari della Provincia con una frase di aria fritta:”E’ una questione politica e sono i politici che debbono risolvere la questione”.  Conosco degli abusi perpetrati e di chi ha incassato materialmente i fondi destinati all’Euro Bic. Conosco le ragioni dell’affondamento ( invidia?) di una iniziativa che era il fiore all’occhiello non solo di Caserta. Conosco le due denunce presentate alla Procura della Repubblica e sono a conoscenza delle vertenze di lavoro in atto. Prima o poi arriverà la Giustizia, prima quella Divina e poi quella degli uomini.

Ferdinando Terlizzi, direttore responsabile nuova Gazzetta di Caserta

  


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