E’ PARTITO DA CASERTA
PRESSO LA “PRACTICAL SCHOOL” IL PRIMO CORSO DI
AGGIORNAMENTO PER OPERATORI DELLA MEDIA CONCILIAZIONE –
Soddisfazione del Presidente Mario Aglione – La mediazione civile per tre
anni sarà obbligatoria – Validi i giudici ausiliari – Tirocini presso Gip e Pm.
Caserta – Con una breve ma significativa
cerimonia si è concluso – dopo due giorni – il primo corso di perfezionamento (
a completamento di quelli che già avevano conseguito il titolo ma che – secondo
una recente norma – hanno dovuto integrare la loro conoscenza ) per mediatore
civili indetto dalla “Practical School” di Caserta di cui è presidente il Dr. Mario Aglione, che gestisce anche la Camera Arbitrale “Forum” con sede al Corso Trieste.
Come è noto la Conciliazione Civile –
reintrodotta recentemente – diverrà obbligatoria per tutte le controversie che
riguardano diritti reali e condominio oltre al tentativo di conciliazione per il
risarcimento del danno derivante da incidente stradale.
La sua obbligatorietà sarà a “tempo”. Tre anni e poi una valutazione sugli
effetti, prima di decidere se e in quali forme proseguire. Ma anche estensione
delle materie soggette al tentativo di accordo preliminare al giudizio vero e
proprio.
La Camera offre una (limitata)
sponda istituzionale agli avvocati, in sciopero per tutta la settimana contro
le politiche del Governo, nel parere reso dalla commissione Giustizia sul
decreto "del fare". Il parere arriva al termine di «un'indagine
conoscitiva approfondita».
In termini generali, la
Commissione prende atto della «necessità e urgenza di rilanciare l'economia»
attraverso il decreto legge, ma auspica per il futuro che le iniziative in
materia di giustizia siano adottate con disegni di legge e non decreti e
affidate in sede referente alla commissione stessa. In questo modo verrebbe
lasciato più tempo all'elaborazione degli interventi e più spazio al soggetti
istituzionali con la maggiore competenza.
Più nel dettaglio, invece, il
parere si sofferma su 54 condizioni formulate sotto forma di emendamenti che
toccano un po' tutti gli snodi chiave del decreto in materia di giustizia. Sul
fronte della conciliazione obbligatoria, il punto forse più critico e sgradito
all'avvocatura, il parere prevede che l'obbligatorietà (che il Governo ha
ritenuto di potere riproporre malgrado la sentenza della Corte costituzionale,
considerata ininfluente sul punto) sopravviva in una fase sperimentale di tre
anni, «necessaria per far entrare la conciliazione nella cultura» e al termine
della quale si faccia un monitoraggio dei risultati.
Si dispone inoltre che il
primo incontro per la conciliazione, alla presenza degli avvocati, sia
gratuito, al contrario di quanto ammette il decreto che prevede comunque
pagamenti assai contenuti, e che se il risultato è subito negativo, ci si potrà
indirizzare all'autorità giudiziaria. Vengono inoltre ampliate le materie, con
un (parziale) ritorno al passato, a casi come le controversie sulla circolazione
stradale senza danni alle persone, le cause patrimoniali tra coniugi, i
rapporti interni ad associazioni e fondazioni.
È «sostanzialmente positivo», il giudizio sul tirocinio formativo per i
giovani. Ma anche qui la commissione suggerisce alcune modifiche, come
allargare la platea anche ai magistrati di sorveglianza, ai gip e ai tribunali
minorili, allungarne la durata a due anni e prevedere un rimborso spese.
Non si vede invece la
necessità della figura degli assistenti di studio presso la Cassazione – nella
loro audizione i vertici della Corte avevano sollevato più di una perplessità –
e si propone piuttosto di aumentare il numero e le competenze dei giudici del
massimario. Quanto ai giudici ausiliari, si chiede di permettere l'accesso
anche ai magistrati onorari con esperienza di almeno cinque anni, di dare la
precedenza agli avvocati giovani (ma con cinque anni di esperienza) e limitare
l'accesso dei magistrati in pensione a coloro che si siano ritirati dal lavoro
da al massimo due anni. Infine, «per rafforzare gli uffici giudiziari e
incentivare il personale amministrativo» che è sempre più ridotto e sottoposto
a grandi carichi di lavoro, la commissione Giustizia chiede di aumentare da un
terzo alla metà la parte del fondo unico giustizia che torna alla competenza
del ministero della Giustizia, riducendo in parallelo la parte che va invece
alla presidenza del Consiglio.

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