lunedì 15 luglio 2013

COSENTINO PER ORA RESTA IN GALERA...

Innanzi la Prima  Sezione del Tribunale
 ANCORA DI SCENA IL COLLABORATORE CARMINE Vassallo con i soliti non ricordo – Non è stata depositata la decisione sulla scarcerazione – Tutto rinviato a settembre?


Caserta  – ( di Ferdinando Terlizzi )  - Quella di ieri,  la 46esima udienza del processo principale ( e anche l’ultima,  prima delle ferie estive, la ripresa è fissata per il 16 settembre con un calendario stilato fino a dicembre ) che vede l'on. Nicola Cosentino  ( difeso dagli avvocati Stefano Montone,   Agostino De Caro  e Nando Letizia ) coinvolto in tre processi,  non è stata in realtà piena di colpi di scena,  bensì ha ripetuto il “clichet” delle altre sedute. 

Il Collegio (Presidente Giampaolo Guglielmo, a latere Luigi D’Angiolella e Rosaria Dello Stritto )  ha rinviato ad altra data le decisioni sulla  istanza di scarcerazione per gli arresti domiciliari depositata in cancelleria dai difensori l’8 luglio scorso. Si attenderebbe – secondo una indiscrezione – il deposito della sentenza della Corte di Cassazione che ha dato ragione alla difesa.

    Si è iniziato a mezzogiorno,  con il controesame del pentito Carmine Vassallo,  assistito dall’avv. Antonella Cassandra del Foro di Roma. Le solite domande infarcite di non ricordo… Per la difesa ha preso la parola l’Avv. Stefano Montone  il quale ha chiesto in che periodo il collaboratore di giustizia ha avuto problemi per il rilascio  della certificazione antimafia; quali erano stati i contatti con il comune di Orta di Atella; chi erano i partners della Flora Ambiente; i rapporto con i fratelli Sergio e Michele Orsi, i rapporti con il clan di Cicciotto Bidognetti; i rapporti con i fratelli Nicola e Gaetano Ferraro, con Giuseppe Valente, con il direttore De Biasio  e via discorrendo. Poi è scoppiato il solito bubbone sulla specifica domanda proposta a Vassallo sull’uso della cocaina e sui falsi ricoveri presso le cliniche per crearsi un alibi da alienato mentale.

Carmine Vassallo, dal sito remoto, in video collegamento, ha risposto con calma ma con moltissimi… non ricordo. In particolare ha precisato che in diverse occasione sia Angelo Brancaccio che il sen. Lorenzo Diana gli hanno chiesto di assumere personale nelle aziende che lui gestiva. Ha parlato di un certo Salvatore Andreozzi, al quale aveva dato del denaro perché sollecitasse i funzionari della Prefettura a rilasciare un certificato antimafia per la sua azienda. Ha detto di aver prestato un compattatore e 8 automezzi ed alcune navette a Sergio e Michele Orsi per gli appalti del Comune di Castelvoltruno. Ha apertamente dichiarato di aver fatto uso di cocaina e di essersi procurato attraverso un infermiere compiacente tale di una clinica di Napoli e dello smaltimento del percolato attraverso la ditta “La Castellana”, di Ludovico Ucciero e figli.

Si è passati poi per un riesame delle deposizioni di Luigi Diana ed è stato dato incarico ad altri 3 periti per sbobbinare oltre 40 ore di intercettazioni ambientali e  telefoniche. Con un aggravio notevole di spese a carico della collettività. L’udienza è stata poi levata ed aggiornata al prossimo 16 settembre.

 Intanto,  per mercoledì  17 luglio, è fissata innanzi al Tribunale del Riesame  di Napoli, l’udienza per la discussione dell’appello,  proposto dal pm Ardituro,  contro la scarcerazione con destinazione – arresti domiciliari – a  Venafro per il processo “Il Principe e la scheda ballerina”. Ancora un appuntamento importante  in questa “settimana di fuoco” per Cosentino,  che vede i suoi legali impegnati per venerdì 19 luglio,   innanzi al Tribunale del Riesame di Napoli, per la discussione   del processo per corruzione, per il quale la Suprema Corte di Cassazione ha accolto le doglianze della difesa.




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