sabato 6 luglio 2013

IL TRIBUNALE DELLA LIBERTA'... LIBERA I BENI DEI COPPOLA

DISSEQUESTRATI I BENI

DEL GRUPPO  COPPOLA

Il Tribunale del Riesame  depositerà a giorni la motivazione – Soddisfazione del difensore Nicola Garofalo. Restano indagati i tre figli di Cristoforo Coppola.

 


     Caserta – ( di Ferdinando Terlizzi ) L’ottava sezione del Tribunale della Libertà di Napoli, accogliendo le tesi della difesa,  rappresentata dall’Avv. Nicola Garofalo,  ha dissequestrato tutti i beni oggetti del  provvedimento  eseguito nei giorni scorsi, ai danni del Gruppo Coppola. Nel riservarsi le motivazioni non ha per ora scagionati,  che restano, però,  ancora indagati,  Cristiana, Francesco e Ilaria Coppola, tutti figli del capostipite Cristoforo, legali rappresentanti di alcune aziende di famiglia.    

     Come è noto il tutto ebbe inizio dal sequestro, nell’ottobre 2011, dell’area del polo tecnologico della nautica, per la presenza di inquinanti di ogni genere. L’avvio dell’inchiesta che  ha portato la Guardia di Finanza di Napoli, nucleo di polizia tributaria, a eseguire un nuovo sequestro per equivalente di beni per un valore di 9 milioni di euro, a carico del gruppo Coppola.

     Le Fiamme gialle  hanno contestato  al gruppo industriale e agli indagati l’omesso versamento dell’Iva e l’utilizzo in compensazione di crediti tributari ritenuti inesistenti. L’indagine della Procura di Napoli, pm Giovanni Conzo, è coordinata dall’aggiunto Francesco Greco. Tra i beni sotto sigillo immobili, partecipazioni azionarie, obbligazioni e disponibilità liquide. Le società del gruppo coinvolte sono molteplici a partire dalla “Mirabella” SpA,  che ha omesso di versare l’Iva dovuta per l’anno 2010 per un importo di 6 milioni e mezzo di euro. Le altre aziende coinvolte hanno commesso la stessa violazione per cifre differenti.
“La Servizi turistici”,  per esempio, secondo l’accusa,  avrebbe  omesso di versare l’Iva per gli anni 2006-2007-2008 per un ammontare di 673.990 euro, nonché avrebbe  utilizzato in compensazione, nell’anno 2008, crediti tributari inesistenti ammontanti ad euro 509.146 euro”.
     Un’indagine che  ha avuto una prima azione l’11 giugno scorso, ma che procede anche in altre direzioni e potrebbe avere sviluppi clamorosi e micidiali ai fini della sopravvivenza del Gruppo Coppola. Un altro filone riguarda, appunto,  proprio i rifiuti. Il comando provinciale del corpo forestale dello stato di Napoli, guidato dal generale Sergio Costa, ha infatti eseguito numerose perquisizioni in diverse aziende e laboratori coinvolti in un vasto giro di traffico illecito di rifiuti, per alcuni indagati aggravato dall’aver favorito il crimine organizzato.
     Tutto inizia dal sequestro del polo tecnologico della nautica riguardante il ‘Gruppo Coppola’, nel quale furono rinvenuti rifiuti speciali, compreso amianto triturato. Una vera e proprio discarica di 20 ettari in un’area che doveva, invece, essere destinata a recupero ambientale.
     Oltre ai mancati versamenti  nelle casse dello Stato di tasse per nove milioni e disastro ambientale il Gruppo Coppola pare abbia a carico una “pesante” situazione di crediti incagliati – per vari milioni – presso gruppi bancari  coinvolti in altre indagini,  che avrebbero favorito con l’elargizione di grosse somme di denaro le società dei Coppola,  senza peraltro richiedere le opportune garanzie,  come la capacità di rimborso e le garanzie immobiliari reali.
     Una bufera che travolge gli amministratori di sette società del gruppo con base a Castel Volturno, che comprende importanti aziende attive in svariati settori. Il provvedimento rientra in una più ampia inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Francesco Greco e dai sostituti Conzo, Landolfi e D'Alessio sull’ipotesi di evasione e traffico di rifiuti.
   All'operazione hanno poi preso gli uomini del Corpo forestale dello Stato, i quali hanno perquisito numerose aziende e laboratori di analisi che si ritengono coinvolti in un traffico organizzato di rifiuti. Nel corso delle indagini, infatti, gli investigatori hanno accertato come il «Polo tecnologico della nautica», facente capo al gruppo e già finito sotto sequestro, si estenda su un'immensa discarica di rifiuti. “Rifiuti artatamente collocati – è scritto in una nota firmata dal procuratore aggiunto Greco - al falso scopo di recupero e rimodellamento ambientale del territorio”.
     Le società coinvolte sono la Mirabella Spa, la Agricola Pontammare Srl, il Consorzio per Gricignano d'Aversa, la Gricignano 3 Srl, il Progetto Industrie Srl, la Servizi Turistici Srl e il Consorzio Tecnoservizi. Nelle analisi sui suoi del polo nautico sarebbero stati ritrovati rifiuti speciali e pericolosi, tra cui anche particelle di amianto triturato. 
     Solo un mese fa il gruppo aveva subito un duro colpo con la morte del patriarca, Cristoforo Coppola, il costruttore del Villaggio Coppola sorto negli anni Settanta a ridosso del mare e poi abbattuto dopo le critiche e le battaglie degli ambientalisti, ma anche opere come l’insediamento destinato alla marina degli Stati Uniti a Gricignano e l'Holiday Inn, hotel di lusso di Castel Volturno con annesso campo da golf divenuto quartier generale del Napoli.  


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