martedì 2 luglio 2013

PARLA IL FIGLIO DEL MARESCIALLO UCCISO DALLA CAMORRA

ANCORA UNA VASTA ECO PER LA INTITOLAZIONE DELLA CASA DI RECLUSIONE DI S. MARIA C.V. ALLA MEMORIA DEL GENERALE  
FRANCESCO UCCELLA
VITTIMA DEL DOVERE

Il discorso  del figlio del maresciallo Pasquale Mandato, comandante degli Agenti di custodia  assassinato dalla camorra in Piazza S. Francesco nel 1983 mentre prendeva servizio al carcere vecchio



Dall’inviato
Ferdinando Terlizzi

     S. Maria C.V. –  Nell’ambito della manifestazione per la intitolazione del carcere sammaritano,  al Generale  Francesco Uccella, vittima del dovere, e subito prima che alla vedova Dott.ssa Maria Leonardi, e alle figlie Margherita, Angela, Daniela e Giovanni, venisse consegnata una targa ed una pergamena, in ricordo della celebrazione, da parte Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria,  Tommaso Contestabile, e  dopo il saluto della Direttrice Carlotta Giaquinto, ha preso la parola Franco Mandato, figlio del maresciallo Pasquale, trucidato barbaramente nella piazza antistante il vecchio carcere,  per opera di alcuni camorristi cutoliani. (vedi rievocazione del delitto in box a parte )
      


   In questa giornata così importante per il Dipartimento della Polizia Penitenziaria e per la comunità di Santa Maria  Capua Vetere,  - ha esordito   Franco Mandato - è per me particolarmente significativo rappresentare l’Associazione Vittime del Dovere, in qualità  di orfano  del  Maresciallo del Corpo degli Agenti di Custodia Pasquale Mandato, Medaglia d’oro al merito civile,  ucciso purtroppo proprio in questa città il 5 marzo 1983. Con  la  nostra  presenza  vogliamo  rendere  onore  e  ricordare  con  sentita  partecipazione  il   Generale  Dott.  Francesco Uccella, Vittima del Dovere, al quale si intitola oggi la casa di reclusione. Vi  porto  gli  ossequi  di  Emanuela  Piantadosi,  Presidente  dell’Associazione,  orfana  del  Maresciallo  Capo dell’Arma  dei  Carabinieri  Stefano  Piantadosi,  ucciso  ad  Opera,  in  provincia  di  Milano,  nel  1980  da  un  ergastolano in permesso premio. 

 Rivolgo un sentito e sincero saluto alle autorità civili, militari e religiose e ai  cittadini presenti di Santa Maria Capua Vetere  da parte di tutti i nostri associati, familiari  di Servitori dello Stato, appartenenti  alle  Forze  dell’Ordine,  alle  Forze  Armate  e  alla  Magistratura,  caduti  o  rimasti  invalidi  nell’adempimento dei propri compiti istituzionali.  E’  con  partecipazione  che  volgo  un  affettuoso  pensiero  ai  congiunti  di  Francesco,  in  particolare  alla  moglie  Mariella e ai figli. Condivido in prima persona i sentimenti  di commozione e di orgoglio che animano noi familiari  in queste particolari occasioni. A maggior ragione in questo luogo dove il mio stesso padre ha dato la propria vita per servire fino in fondo la nostra Nazione. La  nostra  Associazione  ringrazia  sentitamente  il  Dipartimento  della  Polizia  Penitenziaria   e  il  Presidente  Dott.  Giovanni  Tamburino  per  aver  voluto  scolpire  nella  storia  e  nella  memoria  collettiva  l’impegno  del  Generale  Francesco  Uccella, il  quale  ha guidato  con umanità  e  attenzione  questo  complesso  penitenziario  dal  1991 al  2001, lasciando una traccia indelebile del suo passaggio. Un  grazie  anche  per  la  possibilità  di  sottolineare  l’impegno  etico  che  le  nostre  famiglie  svolgono,  attraverso  l’Associazione Vittime del Dovere, su tutto il territorio nazionale.

 La nostra Associazione con sede presso la casa del Volontariato di Monza, costituita esclusivamente da vedove,  orfani,  invalidi  e  genitori  di  quanti  hanno  sacrificato  la  propria  vita  per  lo  Stato,  da  anni  si  impegna  in  modo  concreto e costante affinché:- venga approvata e consolidata una legislazione rispettosa del sacrificio delle Vittime del Dovere;-  siano garantite eque ed adeguate tutele alle famiglie dei caduti e degli invalidi;-  venga diffusa la cultura della legalità tra i giovani Numerosi  sono  i  progetti  svolti  nelle  scuole  con  migliaia  di  ragazzi,  perché  crediamo  che  sia  importante perseguire  anche  una  finalità  preventiva  per  impedire  che  altre  famiglie  vivano  la  nostra  difficile  e  dolorosa  esperienza. Sarebbe importante  far conoscere anche a chi ha sbagliato nella vita,  a chi  si è macchiato del sangue di  altre  persone, a chi ha tolto la vita ad onesti servitori dello Stato, le conseguenze dei loro gesti scellerati.  E rivolgo a nome dell’Associazione un invito al direttore della casa di reclusione,  affermando che  noi familiari  siamo disponibili a portare la nostra testimonianza anche all’interno del carcere , a chiunque voglia intraprendere  un serio e sincero percorso di riabilitazione e di consapevolezza dei propri errori, manifestando le  tante difficoltà  e le costanti paure che ci trasciniamo nel corso di tutta la nostra vita. In questi giorni si parla di amnistia e di indulto per le condizioni difficili di vita dei carcerati 

. Per noi  è  doveroso  affrontare  il  serio  problema  del  sovraffollamento  degli  istituti  di  reclusione  italiani,  tuttavia,  considerando  la  posizione di  coloro che hanno compiuti  omicidi, magari  in modo  reiterato,  è  sempre  necessario  aver presente  il  sacrificio delle vittime e dei loro familiari,  condannati ad un fine pena mai  (condannati ad una pena senza mai  fine).

Una  delle finalità  della nostra Associazione è quella  di onorare la memoria dei Caduti delle Vittime del Dovere  attraverso iniziative che tengano vivo il ricordo e alimentino il rispetto per il lavoro svolto quotidianamente da tutti  i rappresentanti delle Istituzioni  e oggi proprio attraverso l’intitolazione della Casa di Reclusione alla memoria del Generale Francesco Uccella siamo particolarmente fieri di ricordare una vittima del dovere, un uomo, un marito,  un padre”. 

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