martedì 19 novembre 2013

PAUSA CAFFE': NICOLA COSENTINO CONVERSA CON SANDRO DIANA PRESIDENTE ORDINE DEGLI AVVOCATI

                                 

L'UDIENZA   DEL 18 NOVEMBRE DEL PROCESSO  A NICOLA COSENTINO


 di Ferdinando Terlizzi


Si è svolta ieri, (Presidente Gianpaolo Guglielmo )   una ulteriore udienza del processo a carico di Nicola  Cosentino che puntualmente – così come aveva promesso appena liberato – è venuto per difendersi. L’ex coordinatore del PdL è apparso sereno e sorridente e si è intrattenuto con il Presidente dell’Ordine degli Avvocati Avv. Sandro Diana. ( vedi foto)
Cosentino,  che era difeso dagli avvocati Stefano Montone, Ferdinando Letizia e  Agostino De Caro,  indossava un completo diplomatico blu. Non ha voluto rilasciare dichiarazioni. E’ accusato –  come è noto – in questo processo  - più conosciuto come processo Eco4,  di  concorso in associazione camorristica di stampo mafioso.
In video conferenza,  da un sito remoto,  è stata ascoltata la testa della lista della DdA ( rappresentata dal P.M. Alessandro Milita ) Anna Carrino, collaboratore di giustizia, accusata di reato connesso e concorso in omicidio, ed ex moglie di Francesco Bisognetti alias cicciotto e mezzanotte.
 In apertura di udienza su precise domande della pubblica accusa la Carerino ha tracciato un exursus della potenza criminale del marito con il convolgimento del “ghota” della camorra  locale: Luigi Guida, Alessandro Cirillo, Giuseppe Setola, Domenico Bidognetti, Antonio Iovine, Michele Zagaria e Francesco Schiavone. La Carrino ha spiegato che nell’organigramma del clan dei Casalesi esiste già una predisposizione per chi deve subentrare nel comando  ogni volta che un elemento del vertici viene arrestato o ucciso.
Anna Carrino ( che è anche accusata di concorso in omicidio per il delitto del giovane Antonio Petito ) ha spiegato che ogni volta che andava ai colloqui con suo marito Francesco Bidognetti sottoposto a regime di 41 bis, parlavano con segni convenzionali. Lei, in particolare, si occupava soltanto di pagare le famiglie degli affiliati che erano carcerarti e i relativi avvocati ( tra questi ha più volte indicato L’Avv. Michele Santonastaso ).
Ha poi spiegato che un avvocato – addetto alla difesa degli affiliati – le aveva spiegato che dovevano considerare il fatto che tutti i colloqui in carcere erano intercettati e registrati sia audio che video.
Su precisa richiesta del P.M. ha chiarito che per indicare Francesco Schiavone detto Sandokan il marito si toccava il mento per indicare la barba. Per parlare di Luigi Guida detto Ndring Cicciotto indicava il dito ove si mette la fede per dire il “compare” ( pare che la Carrino avesse battezzato un figlio di Guida ). Per indicare, invece, Alessandro Cirillo si toccava la spalla inmdicando i gradi da “sergente” ( lui  infatti era agnominato o’ sargente ).
Mentre per indicare Bernardo Cirillo bastava dire il figlio di zia Lina. Insomma un codice che nessuno poteva intercettare per portare all’esterno i “pizzini” di morte e gli obiettivi per le estorsioni.
Si è parlato poi di una preseunta visita di Nicola Cosentino a casa Bidognetti, della raccomandazione del figlio di Raffaele Stolder che doveva parteire per militare e del concorso nell’omicidio di Antonioi Petito.
Nel 2003, ha detto ancora la Carrino nel corso della sua lunghissima deposizione -  attraverso un processo che mi fu consegnato dall’Avv. Michele Santonastaso appresi che mio marito aveva un’amante che era la signora Angela Barra. Da allora – nonostante la mia burrascosa esistenza con la conduzione di 5 figli – di cui tre della precedente relazione –mi lasciai con mio marito e maturai il pensiero della collaborazione.

Il processo è stato poi aggiornato al 2 dicembre udienza nella quale dovrà deporre il commissario di polizia dr: Mario Mauro che si occupò delle intercettazioni. 

LA QUESTIONE DELLA RACCOMANDAZIONE  DI COSENTINO PER IL FIGLIO DI STOLDER CHE DOVEVA PARTIRE MILITARFE


  Anna Carrino si è molto soffermata sulla circostanza della raccomandazione dell’on. Nicola Cosentino per Roberto,  figlio di Patrizia Ferriero e Raffaele Stolder,  che doveva partire quale militare. La Carrino ha detto che in occasione di un suo colloquio in carcere con il marito Francesco Bidognatti,  questi gli raccomandò la signora Patrizia Stolder ( moglie di Raffaele che era ristretto con lui in regime di 41 bis ) alla quale doveva consegnare uno stipendio di euro mille al mese. Cose che lei ha detto di aver sempre fatto nella circostanza che la incontrava nell’anticamera delle sale colloqui.  Alcune volte incontrava la signora Stolder vicino alla Chiesa di Capodimonte a Napoli. Poi un giorno, mentre era a colloquio ed era presente anche il genero Giovanni Lubello ( che ha sposato Katia Bidognetti ) sentì che il marito diceva al genero di rivolgersi all’on. Nicola Contino per la raccomandazione del figlio di Stolder che doveva partire militare,  ma che non voleva raggiungere una destinazione lontana da  Napoli.
Nei giorni seguenti lei seppe per bocca del Lubello, però, che la raccomandazione ( a suo tempo inoltrata a Cosentino tramite  Bernardo Cirillo ) era stata revocata perché in quel periodo vi era in atto una guerra nei Paesi Arabi e il figlio di Stolder aveva paura di partire.
La Carrino ha poi raccontato di un episodio che si sarebbe verificato tra il 1987 e il 1988 ( tutto da verificare e parzialmente smontato in sede di contro esame dall’avv. Montone ) secondo il quale l’On. Nicola Cosentino si sarebbe recato presso la sua abitazione per salutare Francesco Bidognetti che all’epoca era agli arresti domiciliari.
Infine la Carrino ha parlato dei rapporti che il marito aveva – per i ricavi dei rifiuti ( due sacchi per la spazzatura pieni di soldi  che Gaetano Cerci dopo averli esibiti a Cicciotto li portò a casa sua in una cassaforte ) con l’avv. Cipriano Chianese e con Gaetano Vassallo. 


L’ACCUSA DI OMICIDIO DI ANTONIO PETITO E LA MARCIA INDIETRO DEL CAMORRISTA GAETANO CERCI CHE SI STAVA PER COLLABORARE


Nel corso dell’udienza sono venuti alla ribalta molti fatti inediti e sconcertanti. Tra questi l’omicidio del giovane Antonio Petito e la marcia indietro del presunto pentimento di Gaetano Cerci. Su impulso della difesa di Nicola Cosentino è venuta fuori la circostanza secondo la quale Anna Carrino sarebbe accusata di concorso in omicidio aggravato ai danni del giovane Antonio Petito,  fatto uccidere dal figlio Gianluca,  semplicemente perché aveva avuto una animata discussione con lo stesso per fatti di viabilità. Il delitto avvenne nel 2002 ma soltanto nel 2012 la Carrino è stata iscritta nel registro degli indagati. La difesa di Cosentino ipotizza un trattamento “premiale” e di favore,  tanto è vero che la stessa Carrino ha detto addirittura di non essere  a conoscenza della accuse. Esecutore materiali del delitto sarebbe stato in un commando composto da Emilio Di Caterino, Luigi Grassia  Luigi Guida. Il giovane che aveva 20 anni fu ucciso all’interno della sua auto.
Poi Anna Carrino ha ricostruito le fasi del presunto pentimento di Getano Cerci. Ha detto che mentre era ad un colloquio nel carcere aveva appreso  che Gaetano Cerci stava per collaborare con la giustizia. Subito – da parte di Francesco Bidognetti – fu informato l’avv. Michele Santonastaso suo difensore che dopo un colloquio fece marcia indietro.
Su specifica domanda del pm Alessandro Milita la Carrino ha poi spiegato  perché una figlia di Cerci si chiama Wanda ( in onore del nome della villa di Licio Gelli, appunnto Villa Wanda ). Ha anche spiegato che Cerci si è incontrato con il maestro venenerabile Licio Gelli insieme ad Alfonso Diana e Guido Mercurio da Villa Loiterno. 




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