domenica 1 dicembre 2013

 
 

Giustizia: dalla Camera arriva primo un primo "ok" alla riforma della custodia cautelare

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Il Sole 24 Ore, 30 novembre 2013
 
Stop alle manette facili per chi è in attesa di giudizio. La commissione Giustizia della Camera rivoluziona il carcere preventivo modificando le norme sulle misure cautelari.
L'obiettivo è chiaro: restituire natura di extrema ratio alla carcerazione preventiva, rendendo più stringenti i presupposti e le motivazioni e ampliando al contrario le misure alternative. Niente prigione, ad esempio, se in corso di processo basteranno il divieto di esercitare una professione e il ritiro del passaporto o l'obbligo di dimora. Il testo, che sarà formalmente licenziato la prossima settimana dopo i pareri delle altre Commissioni, approderà in aula il 9 dicembre.
Soddisfatta il presidente della commissione giustizia Donatella Ferranti (Pd): "si tratta di un provvedimento che rappresenta una riforma strutturale che potrà anche incidere sul dramma del sovraffollamento carcerario, un provvedimento indispensabile per ripristinare una cultura delle cautele penali fondata sul pieno rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza". Ecco, in sintesi, le principali novità.
Carcere extrema ratio - Saltano gli attuali automatismi applicativi: la custodia cautelare potrà essere disposta soltanto quando siano inadeguate le altre misure coercitive o interdittive. Tali misure, a differenza di quanto è oggi, potranno però applicarsi cumulativamente. Carcere o arresti domiciliari off - limits, invece, quando si ritiene di concedere la condizionale o la sospensione dell'esecuzione della pena.
Giro di vite su presupposti - Per giustificare il carcere, il pericolo di fuga o di reiterazione del reato non dovrà essere soltanto concreto (come è oggi) ma anche attuale.
Valutazione stringente - Il giudice non potrà più desumere il pericolo solo dalla semplice gravità e modalità del delitto. Per privare della libertà una persona l'accertamento dovrà coinvolgere elementi ulteriori, quali i precedenti, i comportamenti, la personalità dell'imputato. Motivazione articolata - Gli obblighi di motivazione si intensificano. Il giudice che dispone la cautela non potrà infatti più limitarsi a richiamare per relationem gli atti del pm ma dovrà dare conto con autonoma motivazione delle ragioni per cui anche gli argomenti della difesa sono stati disattesi.
Misure interdittive più efficaci - Aumentano (dagli attuali 2 mesi) a 12 mesi i termini di durata delle misure interdittive (sospensione dell'esercizio di potestà dei genitori, sospensione dell'esercizio di pubblico ufficio o servizio, divieto di esercitare attività professionali o imprenditoriali) per consentirne un effettivo utilizzo quale alternativa alla custodia cautelare in carcere.
Reati gravi e di mafia - Per i delitti di mafia e associazione terroristica resta la presunzione assoluta di idoneità della misura carceraria. Per gli altri delitti gravi (omicidio ad esempio, violenza sessuale, sequestro di persona per estorsione) vale invece una presunzione relativa: niente carcere se si dimostra che le esigenze cautelari possono essere soddisfatte con altre misure.
Controlli rafforzati - Cambia in profondità la disciplina del riesame delle misure cautelari personali. Il tribunale del riesame avrà 30 giorni di tempo per le motivazioni a pena di perdita di efficacia della misura cautelare. Dovrà inoltre annullare l'ordinanza liberando l'accusato (e non come oggi integrarla) quando il giudice non abbia motivato il provvedimento cautelare o non abbia valutato autonomamente tutti gli elementi. Tempi più certi anche in sede di appello cautelare e in caso di annullamento con rinvio da parte della Cassazione.
 
 
 

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