domenica 12 gennaio 2014

DA CRIME BLOG LA ROMA CRIMINALE


Roma, poliziotti corrotti autori di furti e rapine: arrestate sette persone

Le indagini erano state avviate oltre un anno fa dalla Procura di Velletri, in seguito ad alcune rapine tra Roma e la zona dei Castelli Romani.


Ancora un caso di mele marce nel corpo di Polizia di Roma. Dopo i presunti casi di violenza sessuale ed estorsione emersi nel maggio dello scorso anno, stavolta sono stati scoperti due agenti di polizia, in servizio rispettivamente al commissariato di Frascati e a quello di Roma Aurelio, sono stati arrestati in flagranza di reato mentre stavano rapinando una prostituta nel proprio appartamento nel quartiere Prenestino.
Le indagini erano state avviate oltre un anno fa dalla Procura di Velletri, in seguito ad alcune rapine tra Roma e la zona dei Castelli Romani, e in questi mesi hanno permesso di identificare i membri di questa banda di poliziotti infedele.
Oltre ai due agenti ancora in servizio arrestati ieri mattina, del gruppetto criminale facevano parte due ex agenti, già condannati per episodi simili, e tre persone con precedenti, non collegate alle forze dell’ordine.
Gli agenti, secondo quanto ricostruito dai colleghi che hanno portato avanti le indagini e compiuto gli arresti, agivano mentre erano in servizio e, forti del tesserino da poliziotti, portavano via ai malcapitati denaro e oggetti di valore, arrivando addirittura a rubare auto da alcune ville.
Per la città di Roma si tratta dell’ennesimo scandalo. Nel corso degli ultimi 14 mesi, infatti, sono finiti in manette 14 agenti di polizia corrotti, tra i quali due ispettori, un sovrintendente ed un assistente della polizia accusati di violenza sessuale, corruzione, falso e furto.


Roma: poliziotti indagati per violenza sessuale, furto, estorsione

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Avrebbero agito per mesi in spregio delle legge, loro che per lavoro sono tenuti a farla rispettare. Un gruppo di agenti di polizia di Roma è stato iscritto nel registro indagati dalla procura capitolina per tutta una serie di ipotesi di reato: violenza sessuale, furto, concussione, estorsione. Non si sarebbero fatti mancare nulla insomma, con violenze intimidazioni e minacce a carico delle malcapitate vittime.
L’inchiesta è nata dopo la denuncia di un commerciante straniero che, del tutto in regola con la sua attività, si vedeva costretto a subire le angherie di quella squadra di presuntipoliziotti infedeli. Il commerciante durante una perquisizione nel suo negozio avrebbe subito un vero e proprio furto da parte degli agenti. A quel punto l’uomo si è recato dritto dritto in procura e ha sporto denuncia raccontando che quei poliziotti sarebbero l’incubo dei commercianti stranieri: derubati sotto gli occhi dietro la minaccia di denunce inventate per far chiudere i battenti alle loro attività.
Dalle indagini, con tanto di intercettazioni, sarebbe emerso un quadro che parla di prodotti rubati dagli agenti nei negozi che dovevano controllare, di verbali falsi, di richieste di pizzo, sempre sotto la minaccia di far passare ai commercianti qualche guaio con la legge.
Ma c’è di più: sempre secondo l’attività investigativa i poliziotti indagati sarebbero arrivati ad abusare sessualmente di alcune prostitute. Prima le contattavano al telefono per concordare un appuntamento, poi quando le incontravano minacciavano di arrestarle estorcendo un rapporto sessuale in cambio della libertà delle donne.

Sicurezza a Roma: tra poliziotti arrestati, vigilesse ferite, caschi bianchi in protesta

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La sicurezza di Roma fa ridere, tra agenti di polizia arrestati mentre compiono una rapina, vigilesse ferite mentre tentano di impedire uno stupro in pieno centro, e i colleghi che manifestano lunedì per non dover più fare i poliziotti, con leggi e strumenti da impiegati in divisa.


Roma non è una città per vecchi, bambini, donne … la lista è lunga, le ragioni sono tante, e qualcuna parte anche da chi l’ordine dovrebbero tutelarlo, tra chi non lesina limiti, polemiche e comportamenti illeciti.
Sul fronte dei comportamenti illeciti basta citate l’ultimo, avvenuto alle prime ore di oggi, quando gli agenti della Polizia Stradale su disposizione della procura di Velletri, dopo un’indagine durata oltre un anno, hanno arrestato due agenti della Polizia di Stato, in servizio nel commissariato romano Aurelio e di Frascati, insieme a due ex agenti della polizia e altri tre uomini, tristemente ribattezzati “la banda della Uno bianca romana” per alcune analogie con i poliziotti corrotti che negli anni ‘90 terrorizzarono Bologna, mentre compivano una rapina nell’appartamento di una prostituta straniera a Tor Sapienza, alla periferia di Roma, ma le indagini puntano su una decina di altri colpi.
A portare in evidenza altri pesanti limiti della sicurezza di questa città, sono state anche le vigilesse della polizia locale in servizio a Via Frattina ferite nel tentativo di sventarte l’aggressione sessuale di una donna, incappata giovedì scorso in quattro malintenzionati di nazionalità polacca, incuranti dei controlli in pieno centro, nonostante la vicenda si sia conclusa con la donna salva e tre dei malviventi in manette.
Limiti che insieme alle solite polemiche, hanno acceso la protesta dei caschi bianchi, pronti a scendere di nuovo sul piede di guerra, e lunedì mattina in piazza Santi Apostoli.
Un sit-in nazionale che porta a Roma agenti da tutta Italia, per chiedere maggiore chiarezza e tutela delle mansioni svolte dagli operatori della Polizia Municipale che “fanno i poliziotti con leggi e strumenti da impiegati in divisa“, insieme a nuove leggi per garantire uno standard di servizio europeo agli agenti della Polizia Locale e ai cittadini.
Argomenti che hanno esempi pratici e ricadute sul servizio svolto, stando a quelli presentati da Stefano Giannini, segretario romano del sindacato autonomo Sulpl, che aderisce alla protesta di lunedì, nata dal moto spontaneo dei colleghi in rete.
“Gli ultimi due esempi di brillanti attività di polizia sono stati l’individuazione del pirata che ha falciato i pedoni alla fermata del bus e l’arresto degli stupratori in centro. Nel primo caso abbiamo rallentato l’attività investigativa perché non potevamo uscire dal Comune. Bisognava fare accertamenti a Guidonia, ma il nostro regolamento ci vieta, senza autorizzazione del giudice, la possibilità di fare accertamenti fuori dal Comune di competenza. Nel secondo le colleghe ferite nella colluttazione saranno trattate in malattia come se fossero influenzate. Fossero state poliziotte invece ci sarebbe stata la causa di servizio ad indennizzarle.”


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