sabato 13 dicembre 2014

 

Omicidio Loris Andrea Stival

CONSIDERAZIONI E OSSERVAZIONI 

del criminologo CARMELO LAVORINO 


Carmelo Lavorino alla Mondadori in occasione della presentazione del libro del giornalista Terlizzi 
"Il Caso Tafuri" 

DUE SCENARI PRINCIPALI: dalla "madre responsabile" allo "spirito nero", alla "madre innocente". Attivare immediatamente le indagini difensive.
Lo scenario "madre responsabile" vede tre possibilità: 1) madre assassina con complice o depistatore; 2) madre assassina che ha fatto tutto da sola; 3) madre che ha assistito al delitto e non può accusare l'assassino altrimenti perderebbe la stima sociale e familiare.
In questi sub-scenari la madre può avere rimosso, oppure può ricordare (interamente o parzialmente) quello che ha fatto.
Certo è che il back-ground di Veronica Pasarello , il suo comportamento e le sue dichiarazioni non l'aiutano, anzi la mettono in mezzo ai guai.
La consegna delle fascette autostringenti potrebbe sembrare una confessione silente o una sottile e disperata indicazione della pista investigativa da seguire, oppure un abile (!?) ma improbabile tentativo di depistaggio e di provocazione del tipo: "Se mi espongo facendovi sapere che avevo a disposizione l'arma del delitto e i mezzi di bloccaggio dei polsi di mio figlio voi non dovete/potete sospettare di me".
Al limite si dovrebbe ipotizzare l'esistenza di uno "spirito maligno", di una silente "combinazione criminale" o di un "demiurgo invisibile", che spinga la madre nel mirino degli inquirenti facendole propalare contraddizioni e creandole trappole. Questo "spirito nero" potrebbe essere esterno alla donna, ma anche nella sua psiche e nella sua coscienza.
Lo scenario "madre innocente" prevede un insieme di situazioni e circostanze eccezionali, fortuite e particolari – oltre che tutte negative per la sorte del bambino – che l'avvocato difensore di Veronica (a prescindere se in veste di persona offesa del reato o di indagata) farebbe bene a individuare, definire e armonizzare. La difesa di Veronica dovrebbe individuare: il profilo del soggetto ignoto e come abbia potuto adescare il bambino, i movimenti esatti del bambino e dell'assassino, i movimenti e i comportamenti della madre e la soluzione di tutti i moventi e le motivazioni, le modalità esecutive e le cronologie spaziali-temporali.
Se la difesa della donna si affiderà al brocardo "Sei tu Pubblica Accusa che devi dimostrare la mia colpevolezza e sei tu Inquirente che devi trovare l'assassino e non io" ...Veronica Panarello è già condannata.
Ultimo auspicio odierno: che la difesa della parte offesa o della futura indagata si affidi a professionisti e specialisti seri e inizi sin da subito ad attivare le indagini difensive a 360 gradi sferici.

OMICIDIO LORIS: PRIME CONSIDERAZIONI
Dei luoghi del crimine LK, L1, L2, L3, L4 (rispettivamente "luogo della reciprocità letale", "luogo dell'ultima notizia in vita della vittima", "luogo del delitto", 2luogo del distacco assassino-vittima", 2luogo del rinvenimento del cadavere"), l'unico LUOGO noto al 100% senza margine d'errore - allo stato dei dati - è soltanto L4. Difatti, sino a che non saranno determinate e risolte TUTTE LE EVIDENZE FORENSI, CRIMINALISTICHE E INVESTIGATIVE, tutto è possibile e molto è probabile.
Questo significa che ancora deve essere definito se il luogo dell'ultima notizia in vita della vittima sia dove la mamma dice di averlo lasciato, nei pressi della scuola (qui esistono due posizionamenti spaziali di Loris), oppure se sia esternarmente alla casa come lasciano dedurre alcuni video. Naturalmente la realtà e l'esattezza di tale LUOGO determineranno la definitiva ed esatta direzione investigativa.
Invece il luogo della reciprocità letale, il luogo del delitto e il luogo del distacco assassino-vittima possono essere gli stessi e coincidere in uno solo (ad es., la casa, oppure il luogo dell'adescamento), possono essere due, possono essere tre e quindi essere diversi l'uno dall'altro. La scelta è giocoforza fra i seguenti cinque:
1. all'interno della scuola;
2. esternamente alla scuola;
3. all'interno della casa Stival;
4. immediatamente all'esterno di casa Stival
5. nei pressi del Vecchio mulino.
IN TAL MODO NULLA È DATO PER SCONTATO: ATTENDIAMO I DATI CERTI! Non dimentichiamo che inizialmente la versione della madre era considerata un presupposto assoluto e poi sono arrivate le contraddizioni.
Preciso che si parla di L3 come luogo di distacco "assassino-vittima" perché non sempre l'assassino e il soggetto che effettua il trasporto del corpo sono la stessa persona.
  Passiamo ad alcune considerazioni, a prescindere dalle ipotesi multiple.
  - Il soggetto ignoto che ha tagliato la cinghietta assassina così togliendola dal collo del bambino, che lo ha trasportato sul luogo dello sbarazzamento, che gli ha tolto le mutande e lo ha coperto con un telo, ha dimostrato di essere un soggetto organizzato, metodico, freddo esecutore e opportunista. Questo soggetto è l'assassino o è una persona diversa (complice, fiancheggiatore)?
  - La fascetta assassina è stata tolta come atto di pietas (undoing: negazione psichica, disfacimento del crimine), oppure per evitare che le impronte papillari e soprattutto il Dna sulla linguetta di tiraggio potessero essere individuate, repertate e slatentizzate dalla Polizia scientifica?
  - Lo stesso discorso vale per le mutande del bambino: contenevano tracce dell'assassino? O è stato un atto di rispetto verso la vittima? Oppure, è stato un atto di depistaggio per indicare agli investigatori una falsa pista? O un atto di feticismo?
  - La copertura del corpo è stato un atto di autosicurezza per ritardare la scoperta del cadavere o un atto di undoing e di ultima protezione? Disprezzo o affetto? Eliminazione della vittima odiata, del testimone scomodo o abbandono dell'oggetto/soggetto verso cui si nutre affetto?
  - Il luogo dell'abbandono (il Vecchio mulino) è stato scelto per motivi simbolici, ritualistici e di matrice psicologica, oppure per motivi strumentali e strategici?
  - Il movente appare essere del tipo misto: odio, perdita del controllo, dominio e crudeltà, ma non possiamo sottovalutare la tacitazione testimoniale: a questo occorre collegare le circostanze e lo stato psichico dell'aggressore al momento del fatto.
  - L'organizzazione e la pianificazione dalla fase del trasporto a seguire sono evidenti.
  - L'arma del delitto, i mezzi di legamento dei polsi e la metodica omicidiaria sono riferibili alle fascette: mezzi e strumenti situazionali o precedentemente scelti? E in che modo e perché?
  - Il movente deve essere collegato al contesto, all'intento primario ed alla vittimologia: odio, rancore e vendetta? Eliminazione del testimone scomodo? Follia? Vittima di un gioco erotico? Predazione sessuale e pedofilia?
 Appare stranissimo e terribile campanello d'allarme che la madre del piccolo Loris abbia consegnato alla maestra le fascette di plastica, stessa tipologia dell'arma del delitto e del bloccaggio dei polsi, e che precedentemente avesse tentato il suicidio con la stessa metodica, (però l'avvocato Villardita ha smentito il tentativo di suicidio). Lo scenario è devastante.
 A queste considerazioni-problematiche investigative e criminologiche, ed altre ancora, si deve dare risposta sistemica e totalizzante!

UN PENSIERO PER L'OMICIDIO DEL PICCOLO LORIS
GLI INQUIRENTI HANNO SBAGLIATO A FARE FILTRARE LA NOTIZIA CHE hanno messo sotto torchio il cacciatore rinvenitore del corpo, che hanno sequestrato la sua macchina per analizzarla, che stanno cercando lo zaino del bambino.
Difatti, facendo filtrare la notizia, hanno consegnato la figura e la dignità del trovatore del corpicino alla logica del sospetto e del gossip. In tal modo non hanno tutelato la sua privacy e il suo senso del dovere (a prescindere dal suo ruolo nella vicenda), ed hanno spinto la gente a "farsi i fatti propri" e a non parlare. Ricordiamoci  che ancora è ignoto il telefonista che avviso' anonimamente del rinvenimento del corpo di Melania Rea.
 Quando si trovano/individuano testimoni importanti e si applicano metodiche investigative specifiche è meglio che resti segreto assoluto, altrimenti si potrebbe scivolare nell'innamoramento del sospetto,  nell'autoconvincimento riverberante, nel "dalli all'untore", nella mostrificazione di persone che GIUSTAMENTE devono essere "attenzionate".
 Ulteriore errore: lo strombazzamento dell'assenza dello zainetto di Loris: in tal modo l'assassino ha in mano una conoscenza degli inquirenti e può agire di conseguenza...depistando, alterando...barando. Può seminarlo e farlo trovare dove vuole, dopo avere effettuato attività speciali, ad esempio, quella dell'incastro altrui inserendo tracce biologiche di persone innocenti, oppure, alterando tracce interne fuorviando in modo definitivo le indagini ed allontanando qualunque mirino investigativo da sé.
 GLI INQUIRENTI DEVONO IMPARARE E PRATICARE LA NOBILISSIMA ARTE DEL SILENZIO INVESTIGATIVO E DELLA COMUNICAZIONE STRATEGICA ATTIVA. Ad es., non era meglio aspettare che Massimo Bossetti, dopo essere stato individuato come "Ignoto 1", cioè, il produttore della traccia biologica su Yara contestuale all'aggressione, avesse fatto qualche passo falso (anche provocato dagli inquirenti) e documentato???

11 Dicembre 2014 - Caso Loris

INTERROGATIVI

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