giovedì 22 gennaio 2015





Continua il nostro viaggio attraverso  i racconti brevi dei più efferati delitti di “Terra di Lavoro”. Per lunedì  26 gennaio 2015,  tratteremo il  vile assassinio del sottufficiale degli agenti di custodia Nicandro Izzo di Calvi Risorta. Dopo alcuni anni di servizio lontano dalla Campania, fu trasferito a Napoli-Poggioreale dove restò fino alla tragica data. Sposato a Pignataro Maggiore con Maria Senese, ebbe due figli, Orsola e Antonio. Comandato di servizio al controllo e accettazione pacchi a favore dei detenuti ristretti, si rifiutò di lasciare entrare pacchi privi di controllo destinati a noti camorristi campani; questo diniego fu causa della sua uccisione. La mattina del 31 gennaio 1983, alle ore 8 aspettava l’amico e paesano ragioniere Mario Marrandino per salutarlo in quanto lasciava definitivamente l’istituto di Poggioreale per raggiungere quello di Regina Coeli a Roma (trasferimento irrevocabile disposto dal Ministero per motivi precauzionali). Ma Izzo non raggiunse mai quella destinazione, in quanto all’altezza di Corso Malta, mentre a piedi raggiungeva porta Capuana per prendere il pullman, una mano vile, con una pistola a silenziatore lo ammazzò con un solo colpo alla testa.  A Nicandro Izzo, riconosciuto “vittima del dovere”, il Comune di Calvi Risorta ha dedicato una piazza. Il suo assassino non è mai stato individuato. 



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