domenica 1 marzo 2015


In libreria dal 25 febbraio 2015 l’instant book Quirinale amori e passioni di Ermanno Corsi e Piero Antonio Toma (Grimaldi & C.). Mille notizie curiose, tra pubblico e privato, sui dodici presidenti della Repubblica, supplenti compresi. In appendice alcuni aspetti dei primi padroni di casa del Quirinale, dai Papi-Re ai Savoia.

ERMANNO CORSI 





Dal 25 febbraio 2015 arriva in libreria questo “Quirinale amori e passioni” scritto da due giornalisti Ermanno Corsi e Piero Antonio Toma ed edito dalla Grimaldi & C.  Un instant book per dodici  presidenti della Repubblica, dieci supplenti (cioè i presidenti di turno del Senato che, come vuole la Costituzione,   in assenza dei titolari ne hanno occupato lo scranno e qualche  funzione) e infine una corposa appendice sulla storia del Palazzo per eccellenza, cioè il Quirinale, e chi ci aveva abitato prima, dai Papi-Re (dal ‘500 con Gregorio XIII a Pio IX  nel settembre 1870) fino ai quattro Savoia con l’ultimo Umberto II, detto “il Re di maggio”.


Dal 1° gennaio 1948 al 3 febbraio 2015  trascorrono 67 anni durante i quali si sono avvicendati per l’appunto dodici presidenti. Facendo un po’ di conti, fra chi  se ne è andato prima,  come Cossiga o Leone,  chi ne è stato costretto, come Segni, e addirittura chi se ne è andato  dopo, come Napolitano, la media della permanenza degli undici predecessori di Mattarella, ultimo arrivato, non è dei sette anni regolamentari, bensì di uno in meno.


In queste pagine si susseguono, invece, notizie curiose, talvolta imbarazzanti,  della vita privata degli inquilini  del Colle, come mariti, padri e congiunti vari.


Ne è venuto fuori un libro a metà strada tra il pamphlet e la narrazione divertita e ironica. Si comincia dagli amori “nascosti” di Enrico De Nicola alla mania per i testamenti dell’Einaudi  “vignaiolo” di lungo corso bersagliato dalle vignette di Guareschi. Si procede con Giovanni Gronchi che una volta, pescato quasi in flagrante, confessò  di essere sì un democristiano, ma soltanto dalla cintola in su.  Ad Antonio Segni,  detto “il Breve” perché colpito dall’ictus,  si può appioppare di tutto, conservatore e riformista. Su Giuseppe Saragat,   il più bersagliato dalla satira per il suo esibito amore per il Barbera , si vociferò anche (ma senza conferma)  di un fuorionda indecente. Anche per  Giovanni Leone si è adoperato  lo spiedo fra corna presunte e reali. E arriviamo a Sandro Pertini: un protagonista in tutti i sensi, non si è mai perso un funerale, ai  matrimoni avrebbe voluto essere la sposa ed è sempre rimasto un inguaribile  impertinente. Di Francesco Cossiga si può affermare che si divise equamente  fra maldicenze, affettuose amicizie e impietose picconate da fare invidia ai migliori autogol della storia.   Oscar Luigi Scalfaro il predicatore e  fustigatore democristiano-conservatore-integralista   finì tra le braccia dei comunisti . Carlo Azeglio Ciampi con la fissa dell’inno nazionale e della bandiera, alla fine disse no al bis. Giorgio Napolitano il più resistente  di tutti (quasi nove anni), da attore  a comunista che strizzava l’occhiolino alla socialdemocrazia a figlio (presunto) di re Umberto II. E infine, al contrario di tanti altri politici abbarbicati alla poltrona,  Sergio Mattarella  dimessosi da ministro non potendo soffrire le leggi sulla tv varate negli ultimi anni.


ERMANNO CORSI - Laureato in Lettere, giornalista professionista dal 1960. Redattore dei quotidiani Il Tempo e Il Mattino, corrispondente e articolista de Il Giorno e la Repubblica, di riviste come Nord e Sud. Per 18 anni presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania. Al Tg3 della Rai caporedattore. Ha pubblicato più di dieci libri fra saggistica e narrativa. Ha ottenuto oltre venti premi. Per meriti civili e culturali è cittadino onorario di sei comuni della Campania.


PIERO ANTONIO TOMA - Giornalista professionista,  laureatosi con la prima tesi in Italia sulla Cina comunista. Ha lavorato aIl Sole 24 Ore, firmando anche su altri quotidiani (Corriere della Sera illustrato, Il MattinoGazzetta del Mezzogiorno, ecc.). Attualmente collabora con Repubblica. Ha fondato e diretto l’agenzia stampa Informedia, alcuni periodici e una casa editrice.  Autore di una quindicina di libri di narrativa,  poesia e saggi storici. Ha ricevuto numerosi premi.






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