sabato 5 settembre 2015




Un giovane assassinato con un colpo alla testa e gettato in un pozzo. 

Un giallo degli anni cinquanta ancora senza colpevoli. Il delitto fu ordito ad  Albanova,  eseguito a Cancello Arnone  e occultato a  Castel Volturno.


  Nel marzo del 1946
Era stato sospettato del furto di una motocicletta ad un possidente del posto. Accusati i componenti di una banda e  i vertici della camorra  dell’epoca. Il delitto è rimasto impunito. L’indagine partì dalla confessione di un componente della banda   Giuseppe Diana ( omonimo di Don Diana) che poi ritrattò adducendo di essere stato seviziato dai carabinieri.



Sull’omicidio vi furono versioni contrastanti dei carabinieri di S. Cipriano (a favore di un indiziato dell’omicidio) e quelli di Castelvolturno ( a favore delle tesi dei familiari delle vittime). Per avere un rapporto ( primo caso nella storia giudiziaria ) il magistrato dovette sequestrare gli atti presso la Caserma dei carabinieri di San Cipriano. Il processo.  

Nessun colpevole:  Non doversi procedere contro Di Bello e Pignata “per non aver commesso il fatto”, con la revoca dei mandati di cattura. 


Per Raffaele Montesano, assoluzionev “per non aver commesso il fatto”  dall’omicidio e dalla soppressione del cadavere; 


per Diana e Di Puorto “insufficienza di prove” per l’omicidio e l’occultamento di cadavere. La classica sentenza per i mafiosi.





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