domenica 14 febbraio 2016


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Risarcimento per danno da diffamazione a mezzo stampa: una ricerca empirica. A svolgerla è stato il professor Morris L. Ghezzi, docente di sociologia del diritto e direttore scientifico dello studio Martinez&Novebaci. Questa la principale evidenza: se a portare in tribunale giornalisti e direttori di testata è un magistrato, è molto probabile che il risarcimento ottenuto sarà più alto rispetto a quello che potrebbe avere un politico o un comune cittadino. L'autore ha rilevato, in via empirica, due elementi: la quantificazione economica media del risarcimento del danno da diffamazione a mezzo stampa e la durata dei relativi procedimenti, analizzandoli sotto il profilo degli attori della causa, cioe giudici, politici e persone comuni. Il campione individuato, anche se anonimo, è particolarmente indicativo: sono infatti stati presi in esame i 407 procedimenti (162 in sede civile e 245 in sede penale) in cui una delle principali aziende editoriali italiane è stata coinvolta in seguito a querele per diffamazione nel corso di 6 anni ( tra il 1/1/2000 ed il 31/12/2006). I soggetti promotori di queste azioni giudiziarie sono stati o magistrati o politici o comuni cittadini. 

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