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sabato 10 aprile 2021

 

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A cura della redazione - 10 aprile 2021

Qui comincia l'avventura

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È come se vivessimo tutti in un sottomarino, nei nostri piccoli quartier generali, confrontandoci solo con persone della ristretta cerchia familiare”. Così lo scrittore Wilbur Smith descrive la sua visione del mondo durante la pandemia a Claudia Morgoglione, nell’intervista in copertina sul nuovo Robinson in edicola oggi con Repubblica (e tutta la settimana a 50 centesimi). Ma quando finalmente potremo di nuovo andare alla scoperta del mondo, ne saremo capaci? Nessuno è più adatto di Smith, che l’avventura l’ha vissuta in Africa fin dal bambino e poi l’ha raccontata in tanti romanzi, per rispondere a questa domanda. E mentre lo scrittore bestseller ci consiglia di tenere allenato il cervello sognando, leggendo, immaginando, in attesa di andare incontro alla nostra avventura, un altro scrittore, Alberto Manguel, ci ricorda che siamo sì nomadi fin dai primordi dell’umanità, ma anche di un nomadismo della mente che il lockdown non può fermare. Continuiamo dunque ad affidarci a Ulisse, a Verne, a Borges, aspettando il momento in cui saremo liberi di esplorare il pianeta. Gabriele Romagnoli, infine, prova a immaginare come saremo quando ci ridaranno il passaporto: un po’ smarriti, e in cerca di nuove trasgressioni. Senza renderci conto che in molti casi la vita più rischiosa e irta di sfide è quella che facciamo ogni giorno. Nelle pagine seguenti troverete come sempre le recensioni alle novità in libreria (e la prefazione di Joan Didion a Notti insonni di Elizabeth Hardwick, che anticipiamo), mentre la pagina "A grande richiesta" è dedicata a un’autrice che ci avete segnalato, Marina Jarre, romanziera e drammaturga di cui scrive Marta Barone.

Per le vostre segnalazioni potete scrivere a: robinson@repubblica.itSeguiteci sui nostri social: Instagram (robinson_repubblica) e Twitter (Robinson_Rep).

Arte

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Nello spazio dedicato all’Arte, trovate questa settimana il racconto che la scrittrice Valeria Parrella fa per i lettori di Robinson della sua visita, a porte chiuse, all’Antiquarium di Pompei: rimasto inaccessibile al pubblico per quarant’anni, ora rinnovato, il museo ci aspetta. I curatori hanno voluto celebrare la stratificazione della città distrutta dal Vesuvio con un allestimento che sembra far emergere le meraviglie dal sottosuolo. Con una lezione: "scoprire che ciò che sembra fragilissimo è resistente, e che ciò che vale resta, oltrepassa le sciagure: che c’è una trama profonda nella vita umana a cui affidarsi con fiducia" (nell'immagine, particolare da un affresco della casa del bracciale d'oro). Nell'Arte diamo spazio anche al fotografo e pittore Paolo Ventura. Chiara Gatti ha letto per noi la sua Autobiografia di un impostore (Johan & Levi).

Libri per ragazze e ragazzi

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Il suo nome, Sharon G. Flake, in Italia lo conoscono in pochi. Ma il libro che ha firmato a fine anni Novanta, The Skin I’m In, e che finalmente sbarca in Italia, è diventato, nel corso degli anni, un vero e proprio classico della narrativa per teenager, negli Stati Uniti e non solo. Un romanzo appassionante che, attraverso la ragazzina nera protagonista, parla di accettazione e di ricerca dell’identità. Come spiega alla nostra Ilaria Zaffino la scrittrice afroamericana, pronta a dire la sua anche su temi di attualità: dal movimento Black Lives Matter all’amministrazione Biden alle prese con la pesante eredità di Trump. Un’intervista da non perdere, nella nostra pagina dedicata ai libri “vietati ai maggiori”. (qui sopra, un'opera di Jean Michel Basquiat).

Fumetti

 

Le pagine di Fumetti di questa settimana sono dedicate a due graphic novel che trattano storie queer. Da un lato abbiamo Stone Fruit (Coconino) della 27enne australiana Lee Lai, intervistata da Alessandra Roncato. Qui troviamo le vicende di una coppia lesbica che non sopravvive al senso di colpa e di vergogna che la società impone, distruggendo l’amore tra le due giovani donne. Nella tragedia di un dramma urbano anglosassone si innesta la normalità del rapporto di coppia, descritta senza patetismi, e dell’amicizia con una bambina, di cui le due donne sono zie. Al contrario, con Pelle d’uomo (Bao) dei disegnatori francesi Hubert e Zanzim torniamo indietro nel tempo, all’Italia rinascimentale. Qui la giovane Bianca, prima di prendere in sposo Giovanni, riceve in dono una pelle d’uomo conservata per generazioni dalle donne della famiglia. Una volta indossata, la transizione verso la condizione maschile è automatica e autentica. Ma le cose si complicano in un fumetto che, come racconta Gabriele Di Donfrancesco, è un trattato sul superamento dei pregiudizi di genere, verso la totale libertà di espressione dell’individuo (nell'immagine qui sopra, particolare di una tavola tratta da Pelle d’Uomo).

Spettacoli

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Questa settimana nello spazio degli Spettacoli potete leggere una rara intervista a Jean-Michel Jarre, uno dei più importanti artisti della scena sperimentale ed elettronica. L'occasione è la sua realizzazione della colonna sonora per la mostra Amazõnia di Sebastião Salgado che si terrà il 20 maggio (pandemia permettendo) alla Philarmonie de Paris e successivamente farà tappa al Maxxi di Roma. La colonna sonora è stata realizzata in vinile e in una speciale edizione “binaurale” che consente la totale immersione nel suono della foresta amazzonica. Jean-Michel Jarre è anche l’uomo dei record: cinque dei suoi concerti sono tra i più visti al mondo. Non solo: il suo concerto virtuale di Capodanno a Notre-Dame è stato visto da 75 milioni di persone, stabilendo un nuovo record. A Luca Valtorta che l'ha intervistato, Jarre ha raccontato il suo rapporto con Salgado, le sue radici musicali che affondano nella musica concreta e come ha lavorato per realizzare questo progetto, definendolo “il più difficile della mia vita".

Straparlando

 

I reperti della Magna Grecia ritrovati nelle terre di famiglia in Calabria, che da bambino lo stregarono e lo portarono a interessarsi all'archeologia. I grandi maestri alla Normale di Pisa. La docenza e i tanti incarichi prestigiosi. Il caso del papiro di Artemidoro e la riflessione sul restauro. Lo Straparlando di Antonio Gnoli con Salvatore Settis ci offre il ritratto di un accademico che resta, nelle sue stesse parole, “un radicale”.

Il nostro torneo letterario

Continua la nostra sfida dedicata ai grandi autori americani. Diventa sempre più difficile prevedere chi sarà scelto dai giudici-lettori, e continuano a cadere "teste" di scrittori davvero amati e illustri. Per saperne di più, sfogliate Robinson.

 
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Il divano orientale e quello occidentale

di Michele Smargiassi

“La prepotenza, vedete, non va bandita dal mondo: mi piace conversare con gli abili e i tiranni”: questo fa dire Johann Wolfgang von Goethe al prototipo del panegirista, ossia del poeta adulatore. Lo scrive nel “libro del dispiacere”, uno dei dodici del Divano occidentale–orientale, pubblicato nel 1818 e frutto del suo tardo innamoramento per le culture orientali. Due secoli dopo, un divano orientale ha dato un dispiacere a noi occidentali, e per quanto nella tradizione dei sultani il diwan sia simbolo di un ben gestito potere, un divanetto è stato usato questa volta per umiliare. Che ne direbbe il poeta del Faust? Forse (pescando da quel volume) che “il monarca è come il destino, implacabile, e tuttavia lo si sfida”. Certo, la diplomazia richiede spesso tanta pazienza e una certa dose di capacità di incassare. E tuttavia, reagire a un'umiliazione del potere non fa solo bene a chi la subisce, ma è utile anche a evitarne di peggiori, di umiliazioni, poiché “la volontà illimitata si esalta da se stessa e, non messa in guardia dall’esterno, non può che tendere all'assoluta mancanza di limiti”.

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